La SICILIA e' Bloccata l'italia è muta
Inviato: 20.01.12 - 18:16
LA NOSTRA TERRA, LA SICILIA, E' CHIUSA PER DIGNITA! NELLE STRADE E NEI CASELLI SUCCEDE IL FINIMONDO CONTRO QUESTA POLITICA CHE CI HA MESSO IN GINOCCHIO! LA BENZINA E' ARRIVATA A QUASI 2 EURO A LITRO! DI TUTTO CIO I TG NAZIONALI SE NE STRAFOTTONO! IL SICILIANO DOVREBBE PAGARE IL CANONE RAI QUANDO IL TG1 NON DEDICA UN SERVIZIO DI m****??! MATRIX?? MATTINO 5 CON BARBARA D'URSO CHE FA FINTA DI PIANGERE?? DOVE c**** SONO GLI SPECIALI?? NEL MIO PICCOLO APRO QUESTO POST IN UN FORUM NAZIONALE! IL PROBLEMA NON RIGUARDA SOLO LA NOSTRA REGIONE MA TUTTA L ITALIA! MANDIAMO A CASA QUESTI SIGNORI!
QUESTO E' IL PUNTO:
La Sicilia è in ginocchio. Niente benzina, niente cibo. Strade e porti bloccati, rifiuti invadono alcune città. E' l'effetto delle proteste degli autotrasportatori ma anche di agricoltori e pescatori, raggruppati nel "Movimento dei forconi". Sull'isola le chiamano le "Cinque giornate di Sicilia". Sono i giorni dello sciopero che sta bloccando un'intera regione, con segnali di diffusione anche in Calabria. Difficili da raggiungere anche le mete turistiche. E le proteste rischiano di continuare a oltranza.
Mentre le associazioni di coltivatori e artigiani prendono le distenze, Confindustria insinua il dubbio che dietro alle proteste, partite per l'aumento del prezzo della benzina, ci sia un'infiltrazione della mafia. E lo fa attraverso le parole del suo numero uno in Sicilia: "Stiamo presentando un dossier per documentare la presenza di esponenti vicini alle cosche mafiose ai posti di blocco". Accuse ribadite anche questa mattina sempre da Lo Bello: ""Abbiamo evidenze chiare sul fatto che in molti blocchi e manifestazioni in Sicilia sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra. Sappiamo che e' cosi' ad Augusta, a Lentini e dove le proteste sono piu' dure", dice il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. "Nostri associati - aggiunge colui che ha messo la firma sul codice antimafia nella sua organizzazione - hanno visto esponenti della criminalita' mafiosa nell'ambito delle manifestazioni. Questo non vuol dire che Cosa nostra stia dietro a questi blocchi, ma che c'e' una presenza inquietante da monitorare attentamente". Per Lo Bello alcune ragioni della protesta sono fondate, ma "la risposta non possono darla coloro che hanno un passato dubbio, o alcuni bravi posti ai crocicchi della protesta, ne' demagoghi in servizio permanente effettivo". Il risultato delle proteste? "L'unico risultato è l'autolesionismo che già produce alla Sicilia per 20 milioni di euro".
L'accusa scatena il finimondo, mentre ai "ribelli" siciliani arrivava la solidarietà di autrasportatori e disoccupati calabresi pronti a mobilitarsi anche occupando oggi la Salerno-Reggio Calabria. Un'accusa rimbalzata a Palazzo d'Orleans, la sede del governo regionale, dove il governatore Raffaele Lombardo con i prefetti delle maggiori città è rimasto impegnato tutto il giorno in un vertice senza esito con i rappresentanti delle cordate più agguerrite, da quelli di "Forza d'urto" ai determinati leader dei "Forconi". Tutti duri e violenti contro Lo Bello che ha trovato sponda nel procuratore di Palermo Francesco Messineo e nel procuratore nazionale antimafia Piero Grasso con riferimento "a fenomeni possibili, da accertare con rigore e severità".
Prende gli applausi invece Maurizio Zamparini, il presidente del Palermo calcio, applaudito ai blocchi dove per radio arrivava la sua voce: "Mafiosi sono quelli che stanno uccidendo l'Italia che produce, non i manifestanti. Probabilmente aderiranno al "Movimento della gente" da noi fondato l'anno scorso a Roma. Stessa rabbia. Agricoltori e autotrasportatori sono disperati perché questo Stato sta uccidendo quelli che lavorano e producono...". Un'apoteosi.
SICILIA STREMATA, "BLOCCHI A OLTRANZA"; SOS A MONTI - I padroncini dell'Aias alla mezzanotte di oggi, come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interromperanno la protesta iniziata domenica scorsa. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, "continueranno la protesta a oltranza", afferma il comitato 'Forza d'urto'. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste, dalla penuria di carburante e dagli scaffali dei supermercati che vanno vuotandosi. Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell'esasperazione; mentre ad Agrigento i vigili urbani sono rimasti a piedi per mancanza di carburante. Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un'assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. "I presidi non li togliamo e la protesta andra' avanti - spiega Mariano Ferro del Movimento dei forconi - perche' attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo si' e' messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma - spiega - allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessita'". Il governatore Raffaele Lombardo oggi ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti: "Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al piu' presto, gia' all'inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. E' la dimostrazione di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione".Nel suo blog, Lombardo ha detto che sta facendo tutto quello che puo', ma che non ha "il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire li' il disagio e la protesta". Sono 26, secondo i dati dei manifestanti, i blocchi stradali principali che interessano sette delle nove province, ognuno dei quali con un coordinatore. Gli autotrasportatori continuano a presidiare i caselli in entrata e uscita a Messina. Ai caselli di Tremestieri si trova la concentrazione maggiore di manifestanti, mentre il resto si trova sul versante opposto, alla barriera di Divieto a Villafranca Tirrena. Situazione difficile anche allo svincolo di Catenanuova (Enna), sull'autostrada A/19, Palermo-Catania. Resistono ancora i blocchi agli svincoli autostradali e sulla statale 114, nel siracusano. Le forze dell'ordine continuano a scortare i trasporti essenziali, tra cui i carichi di ossigeno, destinati agli ospedali e alle cliniche private, che escono dallo stabilimento Air Liquide di Siracusa.
QUESTO E' IL PUNTO:
La Sicilia è in ginocchio. Niente benzina, niente cibo. Strade e porti bloccati, rifiuti invadono alcune città. E' l'effetto delle proteste degli autotrasportatori ma anche di agricoltori e pescatori, raggruppati nel "Movimento dei forconi". Sull'isola le chiamano le "Cinque giornate di Sicilia". Sono i giorni dello sciopero che sta bloccando un'intera regione, con segnali di diffusione anche in Calabria. Difficili da raggiungere anche le mete turistiche. E le proteste rischiano di continuare a oltranza.
Mentre le associazioni di coltivatori e artigiani prendono le distenze, Confindustria insinua il dubbio che dietro alle proteste, partite per l'aumento del prezzo della benzina, ci sia un'infiltrazione della mafia. E lo fa attraverso le parole del suo numero uno in Sicilia: "Stiamo presentando un dossier per documentare la presenza di esponenti vicini alle cosche mafiose ai posti di blocco". Accuse ribadite anche questa mattina sempre da Lo Bello: ""Abbiamo evidenze chiare sul fatto che in molti blocchi e manifestazioni in Sicilia sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra. Sappiamo che e' cosi' ad Augusta, a Lentini e dove le proteste sono piu' dure", dice il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. "Nostri associati - aggiunge colui che ha messo la firma sul codice antimafia nella sua organizzazione - hanno visto esponenti della criminalita' mafiosa nell'ambito delle manifestazioni. Questo non vuol dire che Cosa nostra stia dietro a questi blocchi, ma che c'e' una presenza inquietante da monitorare attentamente". Per Lo Bello alcune ragioni della protesta sono fondate, ma "la risposta non possono darla coloro che hanno un passato dubbio, o alcuni bravi posti ai crocicchi della protesta, ne' demagoghi in servizio permanente effettivo". Il risultato delle proteste? "L'unico risultato è l'autolesionismo che già produce alla Sicilia per 20 milioni di euro".
L'accusa scatena il finimondo, mentre ai "ribelli" siciliani arrivava la solidarietà di autrasportatori e disoccupati calabresi pronti a mobilitarsi anche occupando oggi la Salerno-Reggio Calabria. Un'accusa rimbalzata a Palazzo d'Orleans, la sede del governo regionale, dove il governatore Raffaele Lombardo con i prefetti delle maggiori città è rimasto impegnato tutto il giorno in un vertice senza esito con i rappresentanti delle cordate più agguerrite, da quelli di "Forza d'urto" ai determinati leader dei "Forconi". Tutti duri e violenti contro Lo Bello che ha trovato sponda nel procuratore di Palermo Francesco Messineo e nel procuratore nazionale antimafia Piero Grasso con riferimento "a fenomeni possibili, da accertare con rigore e severità".
Prende gli applausi invece Maurizio Zamparini, il presidente del Palermo calcio, applaudito ai blocchi dove per radio arrivava la sua voce: "Mafiosi sono quelli che stanno uccidendo l'Italia che produce, non i manifestanti. Probabilmente aderiranno al "Movimento della gente" da noi fondato l'anno scorso a Roma. Stessa rabbia. Agricoltori e autotrasportatori sono disperati perché questo Stato sta uccidendo quelli che lavorano e producono...". Un'apoteosi.
SICILIA STREMATA, "BLOCCHI A OLTRANZA"; SOS A MONTI - I padroncini dell'Aias alla mezzanotte di oggi, come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interromperanno la protesta iniziata domenica scorsa. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, "continueranno la protesta a oltranza", afferma il comitato 'Forza d'urto'. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste, dalla penuria di carburante e dagli scaffali dei supermercati che vanno vuotandosi. Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell'esasperazione; mentre ad Agrigento i vigili urbani sono rimasti a piedi per mancanza di carburante. Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un'assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. "I presidi non li togliamo e la protesta andra' avanti - spiega Mariano Ferro del Movimento dei forconi - perche' attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo si' e' messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma - spiega - allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessita'". Il governatore Raffaele Lombardo oggi ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti: "Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al piu' presto, gia' all'inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. E' la dimostrazione di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione".Nel suo blog, Lombardo ha detto che sta facendo tutto quello che puo', ma che non ha "il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire li' il disagio e la protesta". Sono 26, secondo i dati dei manifestanti, i blocchi stradali principali che interessano sette delle nove province, ognuno dei quali con un coordinatore. Gli autotrasportatori continuano a presidiare i caselli in entrata e uscita a Messina. Ai caselli di Tremestieri si trova la concentrazione maggiore di manifestanti, mentre il resto si trova sul versante opposto, alla barriera di Divieto a Villafranca Tirrena. Situazione difficile anche allo svincolo di Catenanuova (Enna), sull'autostrada A/19, Palermo-Catania. Resistono ancora i blocchi agli svincoli autostradali e sulla statale 114, nel siracusano. Le forze dell'ordine continuano a scortare i trasporti essenziali, tra cui i carichi di ossigeno, destinati agli ospedali e alle cliniche private, che escono dallo stabilimento Air Liquide di Siracusa.