CARRIERA – Per anni è stato uno dei prodotti del vivaio Juventus più decantati. Di madre torinese e padre catanese, il suo nome comincia a circolare sul taccuino dei talent scouts a metà degli anni duemila. Lanzafame resta ancorato alla Vecchia Signora che nel 2007 lo promuove in prima squadra, facendolo esordire negli spezzoni finali di un campionato già archiviato.
I bianconeri lo cedono in prestito al Bari, ed è qui che Lanzafame incornicia la sua a tutt’oggi migliore stagione da professionista. In B, prima con Materazzi e poi con Conte in panchina, Davide fa sfracelli occupando tutti i ruoli del campo e realizzando addirittura 10 gol.
La comproprietà tra Juve e Palermo non gli porta fortuna e dovrà tornare in Puglia per fare grandi cose, a gennaio 2009 per aiutare i galletti a salire in A.
Altra stagione da ricordare quella con la maglia del Parma, la sua migliore in massima serie. Poi ancora ombre e pochissimo spazio nella Juve di Del Neri, mal utilizzato come esterno di centrocampo, e mezzo campionato discreto a Brescia.
LE STAGIONI (presenze e gol)
06/07 Juventus 1 (0)
07/08 Bari 37 (10)
08/09 Palermo 9 (0)
gen. 09 Bari 18 (2)
09/10 Parma 27 (7)
10/11 Juventus 3 (0)
gen. 11 Brescia 13 (0)
TATTICAMENTE – Lanzafame è un giocatore che si inquadra con facilità. Ala pura, da collocare a destra o sinistra nel 4-3-3. All’occorrenza mezza punta di sostegno al centravanti. Sia a Bari che a Parma ha mostrato non solo rapidità e capacità di saltar l’uomo, ma anche di saper tagliare le difese con movimenti senza palla verso il centro. Praticamente perfetto per il modulo che Montella sta cucendo addosso al suo nuovo Catania. In rossazzurro trova i presupposti tattici, l’ambiente caldo e la personale voglia di emergere dopo un anno difficile. Stimoli imprescindibili per fronteggiare la sana concorrenza di giocatori dalle caratteristiche affini come Llama e Gomez.