Dimenticavo: ci sono 100 campi da golf a Sydney e dintorni. Per un golfista come Del Piero...P A R A D I S O.

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Ma pure io, mica era in tono cattivoMeridiano ha scritto:Scherzavo cmq![]()
Dimenticavo: ci sono 100 campi da golf a Sydney e dintorni. Per un golfista come Del Piero...P A R A D I S O.
DEL PIERO integrale: "Giorno speciale e diverso, per i prossimi due anni sarò australiano. Mi hanno cercato da ogni parte del mondo. Ecco perchè ho scelto Sydney. Tiferò sempre Juve"
05.09.2012 13:25 di Redazione TuttoJuve
Fonte: dal nostro inviato al Lingotto Alberto Zanello
Alessandro Del Piero è un nuovo giocatore del Sydney FC. L'ex capitano bianconero ha firmato in mattinata il contratto con la società australiana. Dalle 13:30, nel suggestivo scenario della Bolla del Lingotto progettata da Renzo Piano, Alex spiegherà la sua scelta in conferenza stampa. TuttoJuve.com sta per riportare integralmente ed in tempo reale le sue dichiarazioni:
13:35 - La conferenza inizierà con qualche minuto di ritardo.
13:40 - Sono appena entrati in sala Stefano Del Piero, il consulente Tosetti e i rappresentanti del Sydney. C'è anche Giovanni Bonocore, il preparatore personale dell'ex capitano juventino.
13:42 - La sala non è grandissima, ma sono presenti una trentina di giornalisti ed una ventina di fotografi ed operatori tv. Presenti anche due giornalisti australiani.
13:45 - Quindici minuti di ritardo sul programma. Alessandro Del Piero è arrivato nell'area del Lingotto, ma ci vorrà ancora qualche minuto prima che raggiunga la sala della Bolla.
13:51 - Alex è arrivato in sala con la moglie Sonia ed il figlio Tobias. L'ex capitano bianconero si concede qualche minuto ai fotografi. Indossa un abito gessato grigio e una camicia bianca.
STEFANO DEL PIERO: "Grazie a tutti di essere qui. Rubo solo due secondi per ringraziarvi e passo la parola ad Alessandro".
ALESSANDRO DEL PIERO: "Buongiorno, grazie di essere venuto con così poco preavviso. E' un giorno sicuramente speciale, diverso. In questo senso andiamo subito al sodo: sono felice di annunciare che poche ore fa ho firmato il mio nuovo accordo con il Sydney Football Club e quindi per i prossimi due anni sarò australiano, diciamo così. Si prospetta un'avventura splendida, strepitosa e forte, indubbiamente, però devo ammettere che alla fine di questo lungo viaggio che abbiamo avuto e che ho avuto, non poteva esserci situazione migliore, non poteva esserci posto migliore, e devo dire che quello che è accaduto, probabilmente, ha un senso e sono felice oggi di poter cominciare questa avventura. Indubbiamente in tutto questo periodoci tenevo a sottolineare e a ringraziare prima di tutto, tutte le squadre che mi hanno cercato, tutte le squadre con cui abbiamo parlato, tutti gli operatori di mercato con cui ci siamo confrontati. E' stato un cammino indubbiamente lungo, ma indispensabile per poter - vista la mia poca esperienza sul campo - per poter analizzare a fondo quella che poteva essere la migliore scelta. Indubbiamente quello che affronterò è una situazione, un posto che non mi aspettavo, ma devo ammettere che tante squadre che non mi aspettavo mi hanno cercato. Non mi sembra opportuno chiaramente citarle, però è ovvio che un riferimento alle squadre italiane - visto che ho giocato in Italia per tutta la mia vita - mi sembra doveroso: quindi ringrazio tutte loro. Come ringrazio quelli che mi hanno cercato da ogni parte del mondo praticamente, perchè abbiamo toccato tutti i Continenti, di conseguenza devo dire che è stato anche divertente saltare da una città all'altra, da un posto all'altro con la mente, però oggi il salto è finito, oggi l'avventura inizia definitivamente. Questo suscita in me delle emozioni molto forti, contrastanti, visto che per me che - tra virgolette - non ho mai cambiato, è sicuramente un cambio importante, un cambio lontano come chilometri, ma molto vicino come filosofia e come progettualità. Quello che è stato costruito attorno a me, ha sicuramente dell'incredibile; in questo ringrazio il Sydney Football Club, l'associazione australiana, gli operatori che in questo senso si sono adoperati, i tifosi che già mi hanno adottato. E niente... sono indubbiamente in un momento di particolare riflessione. Mi getto in questa avventura con un'emotività, un desiderio unico come lo è stato sempre in tutti questi miei anni. Il Sydney rappresenta una scelta diversa sotto tutti i profili, dal punto di vista calcistico, umano e della progettualità, che è stata disegnato apposta su di me. Io di questo ne vado molto orgoglioso e quest'ultima è stata sicuramente la forza trainante più importante rispetto a tutte le altre. Andrò a scoprire un Paese che tutti mi descrivono fantastico, una città che tutti mi descrivono bellissima e lo farò con lo spirito che mi ha sempre contraddistinto dal punto di vista personale, per quanto riguarda il mio lavoro. Una delle domande che abbiamo chiesto è se puntiamo a vincere oppure no. Mi è stato risposto di sì, quindi anche l'aspetto agonistico verrà toccato perchè mi sento giocatore al 100% e la mia scelta non dipendeva sicuramente da quello che poteva essere il campionato di riferimento, ma da come era sentita dall'altra parte. Ed è stata sentita in maniera fantastica. Doveroso per me ringraziare quello che è stato fino ad oggi, quello che è stato il mio trascorso, ma soprattutto le persone che sono vicine a me. Ovviamente non le elencherò per ordine d'importanza, ma il mio pensiero sarà per mia madre e mio padre e non può essere che così; il mio pensiero va a mio fratello Stefano che ha portato avanti assieme al dottor Dario Tosetti.... sono loro gli artefici dal punto di vista professionale e non di quella che è il mio lavoro, la mia carriera in tutti questi anni; quindi il mio grazie a loro è sentito, a dir poco, perchè rappresentano sicuramente quello che sono io. Lo hanno fatto indubbiamente al meglio. Ringrazio quella che è la mia struttura, la Edge, che mi ha assistito fino ad oggi, continuerà a farlo e per questa struttura sarà sicuramente un salto di qualità, sotto molti aspetti ci auguriamo. Ringrazio anche la struttura del dottor Dario Toselli, che mi assiste da tantissimo tempo. E ovviamente non posso non pensare alla mia famiglia attuale, che è qui rappresentata da mio figlio, che rappresenta tutti e tre, anche perchè gli altri due dormono... Ma al di là di queste battute, un po' per stemperare, indubbiamente mia moglie Sonia che mi permette e mi è sempre vicina in qualsiasi momento e che non finirà mai di ringraziare, compresa anche in questa avventura. Indubbiamente la scelta è stata fatta anche soprattutto con loro e ne sono felice. (L'intera sala applaude Alex, ndr). Io mi ero preparato delle cose e me le vado a rivedere se ho dimenticato qualche pezzo e probabilmente l'ho dimenticato, perchè sono emotivamente molto preso da tutto quello che è il momento, da tutto quello che è questo grande cambiamento. Sarà un periodo di grandi cambiamenti, rispetto a quella che è sempre stata la mia vita, molto lineare, a cominciare dalla mia squadra con la quale sono stato 19 anni e per la quale - se mai ce ne stato il bisogno di ripeterlo - continuerò a tifare per mille e più motivi. Forse con qualche vostra domanda potrò avere la possibilità di sciogliermi di più e di trovare anche qualche curiosità che avete da chiedere. Così magari riuscirò anche a ricordarmi altre cose che fanno parte di questo progetto".
(Domanda di un giornalista australiano, ndr). Grazie di aver scelto Sydney. Perchè hai scelto proprio l'Australia?
"Grazie per il benvenuto. Non lo so, dentro di me si stanno mescolando tante sensazioni che tutte mi portano a voler iniziare questa avventura. E lo farò con l'entusiasmo di chi scopre una cosa nuova, di chi ci crede molto e in questo senso è molto entusiasmante. E' un'avventura per me emozionante e mi auguro e spero e per certi aspetti sono sicuro che sarà un'avventura che vivremo insieme perchè ho voglia di portare quello che sono io, quello che mi è stato chiesto, ma ho voglia anche di confrontarmi con un Paese che è all'avanguardia dal punto di vista sportivo e che per certi aspetti mi hanno descritto come unico, per cui non vedo l'ora di conoscerlo".
Perchè hai scelto proprio Sydney come città?
"L'ho scelta perchè quello che è stato il progetto Sydney, quelle che sono state le idee, il fascino, l'evoluzione di questi due mesi, oggi che ho scelto mi rendo conto sempre di più che non poteva che essere la soluzione migliore. Desideravo confrontarmi con qualcosa di nuovo dal punto di vista degli stimoli, di tutto quello che concerne l'ambiente calcistico e in questo senso Sydney penso sia perfetta. Qui ho fatto tutto quello che dovevo fare, quindi penso che non potesse scelta migliore per me quella di Sydney".
Cosa conosci del calcio australiana della Lega australiana?
"So tante cose dell'Australia, tante cose perchè prima di tutto sono un appassionato di sport, quindi avrò sicuramente modo di approfondire dei mondi sportivi che seguo, come il rugby in tutte le sue fasi, a quindici, a undici, a tredici, a sette..quello che è. So che sarò dall'altra del mondo e per certi aspetti questo può essere un vantaggio. Della Liga conosco... i miei nuovi compagni di avventura - mister Tony Pignata e anche Lou Sticca - mi hanno già informato, quindi sarà bello per me anche scoprire e non farsi raccontare tutto, perchè la cosa più bella è quella di vivere le cose di primo impatto, per non essere troppo condizionato a livello di lucidità da altre cose".
- Tony Pignata, amministratore delegato del Sydney - chiamato da Stefano Del Piero - si siede accanto ad Alessandro Del Piero.
Che tipo di gioco vorresti fare?
"Vengo in Australia per giocare con il Sydney, per cercare di segnare per il Sydney, per cercare di vincere per il Sydney e per cercare di far sì che il movimento calcistico australiano possa possibilmente anche con quelli che sono i miei consigli, evolversi, perchè c'è questa voglia, c'è questa determinazione e di conseguenza speriamo di poter giocare davanti a stadi pieni e a far sì che il grande popolo australiano, dove c'è una grandissima, importante e forte colonia di italiani, possa divertirsi e il calcio diventi uno sport nazionale di primissimo livello".
Puoi spiegarci almeno una parte delle componenti di questo progetto? E poi se la scelta di cambiare dopo 19 anni con la stessa maglia, nello stesso posto, può aiutarti a vivere nei prossimi due anni quelle esperienze che non hai potuto fare in quasi 20 anni....
"Il progetto parte in maniera molto semplice, con una grande qualità di base, che è quella di una stretta collaborazione al 100% fra me e il Sydney, fra me e l'A-League e quello che è tutto il movimento. Di conseguenza quando ci sono queste premesse, quando c'è la forte volontà da entrambe le parti di fare qualcosa, si può fare tutto. Abbiamo tantissime idee. Io ovviamente, ringrazio per le parole e per l'entusiasmo che hanno sempre manifestato nei miei confronti, per la voglia di avermi che hanno avuto. E' una scelta sicuramente radicale sotto tutti gli aspetti, ma ne sono felice, probabilmente è giusto così. Ho avuto tutto il tempo per riflettere su tutto quello che potevano essere altre situazioni, altre squadre, altre idee. Quello che rappresenta il movimento che mi ha chiamato, ha un qualcosa di unicità. In questo senso anche di estremamente affascinante. Di conseguenza sono orgogliosissimo e lusingato per il progetto di lavorare insieme per due anni, per quello che può avvenire per migliorare il calcio australiano, perchè non rappresenta solo un progetto di una città e di una squadra, ma il miglioramento globale di tutta una Nazione; e sicuramente grazie a questa città e a questa squadra, questo può avvenire. In questo senso è un onore essere chiamato a fare questo".
Tu hai ringraziato tante squadre italiane ed estere, di tutti i Continenti, però il tuo passato quanto ha pesato? In altre occasioni hai detto che avresti voluto di giocare per squadre italiane. E' stato un peso questo fatto?
"Penso che forse due mesi fa o poco più, ci eravamo ritrovati anche in un'altra conferenza stampa, dove avevo sottolineato quello che sostanzialmente sono sempre state le mie motivazioni per le quali ho declinato gli interessi ed i discorsi con davvero molte squadre italiane.L'ho fatto perchè ho un'ìdea di un certo tipo di coerenza, mi sento di aver dato tantissimo, tutto e di più per quella che è stata la mia maglia, ma il fatto che non voglia più giocare per una squadra italiana non è certamente perchè veda gli altri come nemici, lo possono anche essere stati dal punto di vista calcistico, ma perchè secondo me è giusto così. Quindi in questa ottica, già un Paese lo avevamo accantonato. Però è stato davvero bello per me osservare come le squadre in italia e anche fuori, le più impensabili, abbiano avuto una o più riflessioni su di me. E questo mi fa rendere conto una volta di più quella che è stata la mia carriera fino ad oggi, quelli che sono stati i miei risultati, quello che sono oggi come giocatore. Quindi sono sicuramente aspetti molto positivi per me".
Sta montando una grande attenzione in Australia attorno a te. Come ti senti?
"Lo vivo con grande onore, lo vivo con grande onere, con grande senso di responsabilità, sono chiamato a un compito sicuramente non facile, ma non mi spaventa affatto. Anzi. Sono molto elettrizzato ed eccitato. Io vengo con il desiderio di offrire quello che ho sempre offerto in tutti i miei giorni di vita calcistica, cioè tutto me stesso, dal punto di vista agonistico di giocatore, dal punto di vista di persona, umano e professionale. E questo ci tengo a sottolinearlo, perchè è una scelta di questo tipo e mi auguro che questo mio spirito, unito all'entusiasmo e alla voglia che mi è stata dimostrata, possa fare per il calcio australiano un salto di qualità importante".
Pensavi di scegliere prima la squadra?
"Se penso a tre mesi fa, sì, pensavo di scegliere prima. Se penso all'evolversi della situazione, credo che il periodo giusto ed il giorno giusto sia oggi. Ho avuto modo di riflettere su tantissime situazioni e questo mi ha fatto vivere con più lucidità quello che poi era il momento e di conseguenza di scegliere con estrema lucidità questa avventura. Il tempo è esattamente quello che ci voleva, per quello che sono, per chi sono e per quello che sono stato".
Cosa e quanto rimarrà di del Piero a Torino? Casa, ufficio? La vivi come una lunga vacanza o come una nuova vita?
"Non vivo assolutamente come lunga vacanza, lo vivo e lo vivrò in maniera totale. A Torino rimarrà tutto quello che c'è oggi, perchè il mio ufficio sarà qui, la mia casa, il nostro negozio, quindi rimarrà tutto invariato per quanto riguarda la mia vita torinese, se non che non mi vedrete per strada qui, ma da un'altra parte".
Il progetto di investimento che l'Australia ha fatto su di te è quello che in America fecero all'epoca con Pelè? Tu puoi diventare il Pelè dell'Australia? Poi se sulla scelta di questa location, per questa conferenza stampa, ha inciso il fatto che fosse uno dei posti a cui era più legato l'Avvocato. La Bolla del Lingotto era uno dei posti dove si recava spesso l'Avvocato Agnelli....
"Sono vecchio, ma non abbastanza da ricordarmi quello che Pelè fu all'epoca...onestamente non ho guardato... non sono andato a ripercorrere quello che è stato il suo...Ho dei racconti, ho delle storie, so a grande linee quello che è successo per Pelè, ma sono epoche diverse, sono momenti diversi. Sicuramente ci sono delle similitudine, ma qui c'è la volontà di creare qualcosa di unico. E' questa la cosa particolare. Vivremo questa avventura insieme come un'avventura unica, ci auguriamo che sia quanto più bella e fantastica possibile. La location...è unica. Quello che ha rappresentato l'Avvocato e la Famiglia per Torino rimane sempre nel tempo, al quale io sono comunque affezionato. E' una scelta portata anche dalla casualità e la cosa bella è proprio questa, che alla fine ci si ritrova qui. Di conseguenza è una ciliegina sulla torta, diciamo così".
Quando hai capito che non avresti più giocato nella Juventus? I rapporti con Andrea Agnelli come sono? Un giorno c'è la possibilità che tu possa tornare a lavorare alla Juventus?
"Per quanto riguarda il mondo Juventus, oggi, oltre ad aver fatto riferimento a quello che è il mio cuore che naturalmente tiferà il bianconero, non voglio dilungarmi in altri discorsi. Oggi è un giorno dedicato a una squadra, ad una città, a un Paese ed a un Continente diverso. E così deve essere. Ho ribadito e lo sosterrò sempre che il mio affetto nei confronti di quello che rappresenta il mondo juventino non termina certo oggi, non è terminato neanche quel giorno in cui ho capito che non avrei giocato nella Juventus e neanche altri giorni nel corso della mia carriera: per un semplice motivo, perchè ho dato tutto e di più di quello che potevo dare e poi come tutte le cose bisogna sempre uscirne felici da quello che è stato. Voglio sottolineare e ricordare tutte quelle che sono state le pagine - e per questo ringrazio... (alza lo sguardo al cielo, ndr)...sono state tantissime - felici della mia storia bianconera. compreso l'ultimo anno, anche se di sicuro è stato uno dei più complicati, ma che mi ha visto protagonista, vincente, come lo sono stati molti dei miei anni in bianconero".
Hai parlato con qualcuno in Australia? Conosci qualcuno lì?
"Sì, ho molti amici che sono stati in Australia, me l'hanno descritta; ho sentito molte persone che hanno anche giocato in Australia e tutti quanti hanno descritto questa nuova avventura come un'avventura fantastica. Loro l'hanno vissuta come un'avventura strepitosa, quindi questo denota sicuramente due cose: che i posti che avete sono meravigliosi e la gente che li vive sono persone fantastiche. Questo è venuto fuori dai discorsi che ho fatto dal punto di vista sia calcistico con gli addetti ai lavori, con calciatori che hanno giocato lì, sia dal punto di vista umano con professionisti che hanno avuto modo di lavorare lì anche in altri sport o in altri lavori. Questo crea molte aspettative in voi, di conseguenza mi sono fatto un'idea veramente bella e mi auguro presto di poter sostenere una conferenza stampa in inglese, così almeno capisci quello che sto dicendo (ride Alex, rivolgendosi all'ad Tony Pignata, ndr)".
La tua famiglia ti seguirà? Poi che effetto ti fa pensare che la Juve non ha più la maglia numero dieci, ma ci siano tanti tifosi che portano la tua maglia numero dieci.
"La mia famiglia mi seguirà, certo. Abbiamo ancora qualche giorno per poter ancora organizzare il nostro arrivo. E la maglia numero dieci...ringrazio tutti quelli che anche oggi che non sono alla Juventus hanno voluto comprarla, che hanno voluto cullare questo sogno ancora. Quando ho letto che è stata la maglia più venduta, che è la maglia più venduta, non lo nego, sono sicuramente momenti dove un sorriso mi scappa, però credo che la mia avventura oggi avrà un'altra maglia e avrà spero le stesse emozioni da altri punti di vista, in un modo diverso, ribadendo quello che ho detto prima riguardo alla mia situazione juventina e che avete avuto modo di sentire per 19 anni, quindi magari vi sarete anche stancati".
Sei stupito che a tre mesi dal tuo addio la maglia numero dieci della Juve non abbia nessuno che la possa indossare?
"Non lo so, non so le motivazioni per le quali non è stata scelta questa maglia dai giocatori o non sia stata data dalla società. Non vado in profondità di questa cosa".
Partirai entro questa settimana per l'Australia? Come stai fisicamente? Sei in forma?
"Sì, confermo che ci organizzeremo presto e il mio arrivo in Australia non sarà certo tra un mese. Fra un mese esatto, invece, inizia il campionato, proprio il 5 ottobre, di conseguenza credo di poter essere a disposizione anche perchè in questa avventura mi seguirà Giovanni Bonocore che è stato fino ad oggi e lo sarà il mio procuratore e con il quale abbiamo passato un'estate a lavorare. E quindi è da un mese e mezzo che mi alleno per conto proprio. E' logico che ci sarà un momento, un periodo dove dovrò entrare nel training one to one, anche se abbiamo operato anche in maniera simpatica grazie all'AS Piobesi, che ci ha dato disponibilità di campo e disponibilità di uomini con i quali abbiamo giocato più di una volta per far sì che il lavoro individuale potesse essere svolto anche insieme ad una squadra. Quindi ci tenevo anche a citarli e a ringraziarli per la disponibilità che hanno sempre avuto nei miei confronti. Però è ovvio che stiamo parlando di situazioni totalmente diverse, per cui dovrò conoscere i miei compagni nuovi, dovrò cominciare ad allenarmi come un giocatore di una squadra, cosa che non accade da tanto tempo; abbiamo lavorato fino ad oggi e continueremo a farlo fino a quando non arriveremo lì. E lì continueremo a farlo ancora perchè io possa essere in forma il prima possibile, possa essere a disposizione sin dalla prima partita, ma su questo credo che non ci saranno problemi sicuramente".
Quanto ha pesato la scelta di essere un testimonial? Magari dopo di te arriveranno altri giocatori. Ti aspetti di ricevere telefonate da altri tuoi colleghi che ti potrebbero seguire in Australia?
"Ho avuto modo di sentire Rino (Gattuso, ndr) e lo saluto, come saluto il suo presidente e la sua squadra, che sono stati nei miei confronti molto molto carini. Sono idee che fanno parte del nostro progetto, poi come tutte le cose bisogna calarsi nella realtà in cui si va a vivere per poter valutare quelle che sono le cose da fare. Io dovrò imparare alcune cose di quello che è il movimento calcistico australiano e cercherò di mettermi a disposizione in maniera totale per quelle che sono curiosità, consigli o altro. Di conseguenza idee ce ne sono tantissime. Ed è il luogo giusto per metterle in atto e per provare a far sì che questo movimento migliori il più possibile".
Sei stato tentato alla fine dall'interesse del Liverpool?
"Riferendomi proprio alle squadre italiane ed estere dalle quali magari uno non pensa di essere cercato...una era anche questa. Io avevo bisogno di qualcosa di diverso, sotto tutti gli aspetti. Questa è un'idea che si è venuta a formare man mano che passavano i giorni. Quindi vorrei vivere altri 50 anni da calciatore e poter assaporare in tante squadre quello che è il movimento calcistico. Sicuramente la Premier League è sempre stato un riferimento per molti aspetti. Lì come tutta la Gran Bretagna, come il Brasile, che sono ancora i padroni del calcio mondiale, con i Mondiali che hanno vinto. Con tanti nuovi Paesi...ho visto ieri l'investimento del calcio russo, dello Zenit, quindi l'evoluzione continua, le cose cambiano. In Australia c'è questa volontà, c'è questo spirito e di conseguenza mi auguro che le cose vadano per il meglio".
Mister Pignata ti ha rimproverato per quella famosa partita Australia-Italia del 2006?
"Non ne abbiamo parlato, però, cercherò di fare qualche gol in più, in maniera tale che se lo dimentica (ride, ndr). Mi preparerò molto bene a quelle che potrebbero essere le possibili domande che mi farete riguardo a quella partita. Di sicuro quello che pensavo all'epoca, lo penso anche oggi: quella Nazionale australiana aveva dei grandi giocatori che ci hanno messo in grossa difficoltà e potevano da un momento all'altro passare il turno. Quindi il calcio australiano ha in serbo dei giocatori che si sono affermati in tantissimi altri campionati, quindi questo è anche uno degli obiettivi: far sì che - magari senza rompere troppo le scatole all'Italia - la Nazionale italiana possa migliorare".
In questa scelta radicale, ha pesato anche la voglia di uscire dal personaggio Del Piero? Qua a Torino era difficile anche uscire per strada e andare a fare la spesa senza essere riconosciuto. Forse a Sydney sarà più semplice?
"Non ne sono troppo convinto. I primi motivi che mi vengono in mente - e sono più che sufficienti - sono l'entusiasmo e la voglia che ha dimostrato il movimento calcistico australiano, non solo la squadra di Sydney, nei miei confronti; poi il fatto che ci siano più o meno un milione di italo-australiani... io spesso sono in vacanza all'estero: quando incontri un italiano che vive fuori dall'Italia, ha tanta voglia di Italia, quindi sarà anche interessante interagire con queste persone che vivono così lontane. Dalle parole che mi hanno dimostrato, non c'è solo una grande colonia italiana, ma anche inglese, greca, che sono amanti del calcio e che hanno il calcio nelle vene, di conseguenza questa è una cosa molto importante: quando nasci con uno sport dentro, nel cuore, puoi anche andare in un posto dove non viene esaltato, ma se capita qualcosa di questo genere si riaccende la fiamma. Questo è un po' l'auspicio di tutti noi. poi comunque è una Nazione, un Continente, che dal punto di vista sportivo è all'avanguardia su tutto, di conseguenza credo che l'attenzione per tutti gli sportivi che vivono e giocano e hanno a che fare con questa situazione sarà molto alta".
C'è un pensiero che vuoi dedicare ai tifosi della Juventus?
"Io credo di averlo già più volte detto, anche oggi. Quindi non mi resta che dire che il mio cuore... sarò sempre un tifoso della Juve, ma questo, ripeto, è una cosa scontata".
Hai già in programma tante sveglie...le cinque meno un quarto del mattino, per le partite che la Juventus giocherà la sera? I bookmaker dicevano che Del Piero sarebbe andato in America. Quanto è stata vicina questa possibilità?
"La sveglia... non so come funzionano le sveglie lì. Lo stesso? No perchè c'è quella storia che l'acqua va giù al contrario. Dovrò vedere un attimo, delle volte suonerà, delle altre volte meno, perchè è giusto che io mi cali in maniera totale in quello che sarà la mia avventura. Però non mi perderò sicuramente alcune partite che riguardano la Juve, il campionato italiano, il campionato Europeo, io sono un amante del calcio, un appassionato, di conseguenza alcune partite vanno viste a prescindere. Poi vediamo a che ora le fanno, le cinque è un po' prestino, però vedremo. A parte le battute. L'America è stata molto vicina, però credo che alla fine questa sia la scelta giusta".
(redazione TuttoJuve.com)


Del Piero professore per un giorno: lectio sul calcio pulito alla Sorbona
Del Piero è stato coinvolto nel progetto "Save The Dream"
lastampa.it
PARIGI
Una giornata da professore. Alessandro Del Piero - che si appresta a partire per l’Australia dove è stato ingaggiato per due anni nel Sydney Fc ha pronunciato ieri un importante discorso all’università parigina della Sorbona, una delle più antiche e prestigiose d’Europa, tutto consacrato alla necessità di uno sport pulito e senza trucchi, lontano dal calcioscommesse. Un grande riconoscimento per Pinturicchio, la cui pubblicità per i centri studi Cepu rimase celebre in tutta Italia. Ieri è salito in cattedra, davanti ad una folta platea di alti esponenti del mondo sportivo, della cultura e della politica, in occasione del Simposio sull’Integrità nello Sport, organizzato dall’Icss (un’organizzazione indipendente per la sicurezza nello Sport) e dal comitato olimpico del Qatar, in collaborazione con l’Unesco, l’organismo Onu per Educazione, Scienza e Cultura. «Chi bara tradisce lo sport», ha avvertito l’ex fantasista juventino, dicendosi «orgoglioso e onorato» di poter partecipare a una tale iniziativa. «Michel Platini - ha aggiunto disse che la manipolazione dei risultati sportivi sarebbe stato il rischio più grande. Purtroppo ha avuto ragione». Il “Professor Alex” ha quindi sottolineato che «sporcare lo sport significa compromettere il suo futuro». E si è fatto promotore dell’iniziativa “Save the Dream”, un progetto pensato come programma mondiale di comunicazione per proteggere l’integrità dello sport e sensibilizzare ragazzi e giovani atleti sui rischi della manipolazione dei risultati sportivi. «Un fenomeno diventato molto grave», ha avvertito l’ex azzurro, aggiungendo: «Pensare che il calcio possa essere associato a fatti di criminalità è per me molto triste. Con “Save the Dream” lavoreremo per vincere, giocheremo per vincere, così come ho sempre fatto durante tutto il corso della mia carriera».
A Parigi, il numero 10 si è schierato ovviamente dalla parte di Simone Farina, che denunciò le combine nel calcio italiano. Ai cronisti che a margine della conferenza gli chiedono quale sia la sua opinione rispetto all’ex difensore del Gubbio, che in Italia non ha trovato nessuna squadra disposta ad ingaggiarlo, Alex spiega che si tratta di una «vicenda che non conosco abbastanza bene per poter giudicare, ma sicuramente Farina ha avuto coraggio. Entrare in una squadra può richiedere più o meno tempo. Mi auguro per lui che, se vuole continuare a giocare, possa riuscirci». Alla domanda se non fosse emozionato di essere intervenuto da un pulpito così prestigioso come quello della Sorbona, il “professore” - in completo grigio gessato - ha risposto emozionato: «Effettivamente è stata una sorpresa...». E a sorprendere l’ex bianconero sono stati anche una trentina di fan, tra cui moltissimi italiani e qualche francese, che lo attendevano fuori dall’università. «Un capitano, c’e’ solo un capitano!», hanno intonato i ragazzi, con tanto di maglie e felpe della Juve. Visibilmente contento e sorridente, il fantasista si è prestato ad una lunga sequenza di foto e autografi, prima di infilarsi nella sua berlina. «Ciao Alex. Salutaci i canguri!», ha urlato infine un ragazzo, mentre l’auto portava l’ex stella dei bianconeri verso la nuova vita australiana. A Sydney lo attendono all’inizio della prossima settimana.
Alla conferenza sono anche intervenuti alti esponenti dell’Unesco, della Commissione europea, il vicedirettore Antimafia Pier Luigi Dell’Osso e lo sceicco Saoud Bin Abdulrahman Al-Thani, presidente del comitato olimpico del Qatar. All’iniziativa “Save The Dream”, aderiscono altri undici atleti tra cui l’ex campionessa di tennis Monica Seles.
Del Piero, primi calci con il Sydney. Il tecnico: "Ha già impressionato"
Sydney, primo allenamento per Del Piero Crook: «Ottimi tocchi di palla e quando avrà smaltito il fuso orario sarà ancora meglio». Ma il capitano resta McFlynn: «Bisogna pensare come gruppo»
18/9 - lastampa.it
SYDNEY
Sole sullo stadio di Sydney e primo allenamento per Alessandro del Piero. È cominciata anche sotto i migliori auspici meteo l'avventura dell'ex campione juventino in Australia: dopo l'accoglienza da star in aeroporto al grido di "c'è solo un capitano" e la conferenza stampa inaugurale gremita, il giocatore si è presentato in campo per la prima sgambatura con i suoi nuovi compagni di squadra. Niente fascia di capitano però per Del Piero, che con la maglia del Sydney giocherà le prossime due stagioni: ad annunciarlo il tecnico della squadra, Ian Crook, che ha però sottolineato che Pinturicchio avrà un ruolo da leader.
«Doveva essere una cosa breve, ma ha subito impressionato in allenamento - le parole dell'allenatore britannico -. Ha subito fatto vedere ottimi tocchi di palla, e una volta smaltito il fuso orario tra una decina di giorni sarà molto di più di quello che abbiamo visto ora. È un grande, oggi doveva fare poco e invece è rimasto fino alla fine della sessione di lavoro».
Alex non sarà però il capitano della squadra australiana: Crook ha detto che da Del Piero si aspetta che metta in campo la sua esperienza da campione del mondo, ma che la fascia di capitano resta al centrocampista Terry McFlynn. «Il capitano resta lo stesso - sottolinea Crook - domani ci siederemo con lui e parleremo di come si dovrà lavorare. Lui è uno dei 22, naturalmente è uno speciale, ma sempre della rosa. Se vogliamo avere successo dobbiamo pensarlo come gruppo».
«Entrando nello spogliatoio ho visto molti sorrisi - aggiunge McFlynn, che aveva proposto di cedere la fascia all'ex juventino -, Del Piero è un giocatore di livello mondiale. È un calciatore di classe». «Sono onorato che l'allenatore abbia deciso di farmi restare capitano della squadra - ha aggiunto l'irlandese - con Alessandro ho avuto solo un breve scambio questa mattina. Il mio obiettivo è sempre il successo del Sydney». La squadra australiana esordirà in campionato il 6 ottobre - con debutto per Del Piero - contro il Wellington Phoenix in Nuova Zelanda.

merk17 ha scritto:Da qualche parte in qualche rete faranno vedere le partite di Ale?
Forse solo su internet mi sa eh? Sapete niente voi?

Allora mi unisco a teRUMePERA ha scritto:merk17 ha scritto:Da qualche parte in qualche rete faranno vedere le partite di Ale?
Forse solo su internet mi sa eh? Sapete niente voi?![]()

sportmediaset.it ha scritto:PREMIUM CALCIO "ACQUISTA" DEL PIERO
In esclusiva tutte le partite del Sydney FC
28/09/12
Grande colpo di Premium Calcio. Il canale digitale di Mediaset ha acquistato i diritti per trasmettere in esclusiva tutte le partite del campionato australiano del Sydney FC, la nuova squadra di Alessandro Del Piero. L'avventura inizia sabato 6 ottobre alle ore 09:30 italiane: in Australia saranno le 19:30 e Alex sarà in campo, il suo esordio con la nuova maglia, contro il Wellington Phoenix FC. In tutto saranno 27 le partite trasmesse da qui al 28 marzo 2013.


Del Piero a Gazzetta: "Non pensavo che con la Juve sarebbe finita così"
11.10.2012 08:35 di Redazione TuttoJuve
Fonte: gazzetta dello sport a firma dai GB Olivero
La bandiera bianconera Alex Del Piero, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport a Gb Olivero, parlando di tutto.
Sulla scelta: «Estremamente convinto. Un mese è ancora poco per dare giudizi, ma l’inizio è confortante sotto ogni punto di vista. Non sono venuto in Australia per cercare, ma per vivere qualcosa di diverso. Voglio cogliere tutte le opportunità di questa avventura. Prima di tutto per la voglia di giocare a calcio. E farlo qui offre mille motivazioni supplementari. E poi è un valore aggiunto a livello familiare, non solo per la lingua straniera che mia moglie e i miei figli dovranno imparare, ma anche per i ritmi e le abitudini diverse con cui bisogna confrontarsi in una città tra le prime cinque del mondo per qualità della vita. Il calcio, accorcia le distanze: anche qui mi fermano per la strada per foto e autografi, non solo gli italiani ma anche gli asiatici o gli europei. C’è gente che quando mi incrocia mi dice grazie e non so perché. Il calcio qui ha grandi potenzialità, ci sono molti appassionati: cittadini di origine italiana, greca, croata, oltreagli australiani. Ci occuperemo dei giovani, della charity, della A-League in generale».
La popolarità: «Non voglio evitarla, fa parte del lavoro ed è una gratificazione. Sono felice di aver trovato una situazione in cui sembra che io possa scegliere, che possa avere sia la popolarità sia la tranquillità. L'Australia e' molto intrigante. Mi fa davvero piacere essere seguito in modo così particolare anche qui. Ci sono studenti cinesi che vengono all’allenamento, tifosi asiatici che mi hanno anticipato il loro arrivo. Una ragazza siciliana aveva il sogno di vedermi giocare a Torino, non ce l’ha fatta e su twitter mi ha avvisato del suo prossimo viaggio qui. Sto abbracciando il mondo:una sensazione stupenda».
Sul futuro: «Vivo il presente in modo totale,ma facendolo adesso allargo l’orizzonte per il futuro»
Campionato australiano e scelta: «Ho avuto ampia possibilità di scelta: America, Brasile, Thailandia, Qatar, Spagna, Inghilterra, Cina, Giappone. Ma non ero in cerca dell’offerta economica più allettante. E sul campo ho vinto tutto: non mi serviva giocare un’altra volta la Champions. Nella prima giornata hanno perso le squadre che hanno cercato di costruire, come il Sydney, e hanno vinto quelle che hanno corso di più. Qui, comunque, c’è molto equilibrio grazie al salary cap: tutti possono vincere con tutti.
La trattativa con il Sydney era avanzata e poi ho pensato a quelloche era successo all’Heysel. Juve e Liverpool hanno saputo ricomporre i rapporti, ma per molta gente quella tragedia è un ricordo indelebile. A Wellington, alla vigilia del debutto, ho dovuto cantare davanti ai compagni.Ho scelto "Nel blu dipinto di blu", anche perché i giocatori del Sydney vengono soprannominati Sky Blues. E poi ho chiesto l’accompagnamento di tutta la squadra. Io cantavo "Volare" e loro "oh, oh". Se avrò il coraggio metterò il video su internet, sempre che prima non lo faccia qualche mio compagno...».
Su Juve-Atalanta: «Quel giorno i tifosi sono andati oltre. Pensi che me ne hanno parlato anche i miei nuovi compagni del Sydney che videro le immagini in tv. Buffon mi disse "Ti invidio". Io lo sapevo di essere amato, ma così, beh...Nessuno mi aveva detto che non avrei più giocato nella Juve, ma lo avevo capito. Vedo il tabellone con il mio numero e mi chiedo: "Ma davvero devo salutare? Davvero esco per l’ultima volta dallo stadio?". Mi inchino verso le quattro tribune, saluto i miei familiari nel palco ed esco. Avrei voluto soffermarmi di più, ma ricorda cosa le ho detto a proposito del senso di responsabilità e del dovere? Ecco. Mi sono detto "Ale, vai in panchina e basta". E’ successo che i tifosi mi hanno trascinato in campo. Ho fatto due giri, mi avranno lanciato cento sciarpe, ogni tanto mi fermavo per godermi il momento. Vedevo la gente piangere. Una festa straordinaria perché spontanea. Di sicuro è andata benissimo. Ma gli addii lasciano sempre l’amaro in bocca».
Sul l'addio:
«No, non pensavo che con la Juve sarebbe finita in questo modo. Un anno e mezzo fa non l’avrei mai detto. Poi le cose cambiano. Mi resta la grandissima soddisfazione di aver dato alla Juve tutto quello che potevo».
Sul silenzio di Andrea Agnelli: «Indifferente».
Alla domanda Lei avrebbe invitato Del Piero alla prima partita di questo campionato, Del Piero ha risposto: «Sì, l’avrei invitato».
Sulle altre squadre: «Dico solo grazie a tutte le squadre che mi hanno cercato per non essersi fermati davanti all’età o al fatto che fossi il giocatore simbolo della Juve. Grazie per l’interessamento e per l’affetto».
La numero dieci: «La 10 è la maglia più significativa,più sognata, più ambita, più pesante. La più bella. Però non so perché alla Juve sia libera».
Il famoso video messaggio: «Certo che lo rifarei. La domanda giusta sarebbe: "Perché fece quel videomessaggio?". E la risposta è semplice: c’erano troppe voci intorno al mio contratto. Ci tenevo a chiarire che non facevo problemi di soldi né di durata. Io volevo solo restare alla Juve».
