Molti stanno elogiando Conte perchè in corsa ha avuto il coraggio di cambiare modulo in un 4-3-3 per esaltare i centrocmapisti Marchisio, Pirlo e Vidal...
Noi ne parlavamo già quest'estate, da più parti.
Moderatore:MrVaridoianis

RUMePERA ha scritto:



CONTE: "Domani in campo per lo storico obiettivo di chiudere imbattuti. Del Piero titolare. Le chicche? Non ce ne sono, le vittorie addolciscono. Il contratto? Stiamo discutendo". Parlano Alessio, Carrera, Stellini, Bertelli, Filippi e Sassi
12.05.2012 14:00 di Redazione TuttoJuve
Prima conferenza stampa da allenatore Campione d'Italia per Antonio Conte, che in questi minuti sta rispondendo alle domande dei giornalisti al Media Center di Vinovo. Il tecnico bianconero si è presentato davanti ai microfoni con tutti i membri del suo staff. TuttoJuve.com sta riportando integralmente ed in tempo reale le dichiarazioni:
(Prende subito la parola Conte, ndr).
ANTONIO CONTE: "Buongiorno a tutti. Come annunciato oggi c'è tutto lo staff. Vi ho sempre detto che io ero all'apice di questa piramide e iniziamo a vedere subito chi c'è sotto questa piramide: una base importante, una struttura che mi ha dato veramente un sostegno in tutte le situazioni. Sono tutti allenatori, li definisco collaboratori: ho i tre collaboratori tecnici che sono Angelo Alessio, Cristian Stellini, Massimo Carrera; i collaboratori dal punto di vista atletico, che sono il prof. Paolo Bertelli, il prof. Sassi e il collaboratore, preparatore dei portieri, Claudio Filippi. Adesso potete fare qualsiasi domanda. A me no, perchè io oggi me la prendo di pausa...".
Non riuscirai a sottrarti Antonio, perchè poi ti bombardiamo. Prima però volevo chiedere a tutti i tuoi collaboratori, sinceramente, un difetto di Antonio Conte. L'abbiamo solo celebrato fin adesso...
ANGELO ALESSIO: "Antonio non sa perdere, fortunatamente non l'avete visto nemmeno voi, quindi ci auguriamo che in futuro sia sempre così".
MASSIMO CARRERA: "Difficile trovare difetti perchè lo ha dimostrato in tutto il campionato con la squadra che ha giocato alla grande, quindi preparato in ogni partita contro ogni avversario. Non trovo nessun difetto".
CRISTIAN STELLINI: "Angelo ha parlato della sua incapacità di saper perdere e io dico la sua grande voglia di vincere, che è la stessa cosa. Abbiamo pensato la stessa identica cosa e questo è il suo grande difetto".
PAOLO BERTELLI: "Sinceramente difetti non ne ho trovati, sarà che la stagione è andata molto bene. Ha un grande pregio però: quello di saper differenziare il momento in cui parla durante la partita alla squadra e quando poi si rivolge a noi; cioè, riesce a essere così coinvolgente ma anche sempre lucido. Questo è un grande pregio".
CLAUDIO FILIPPI: "Per quanto mi riguarda posso dire che è una persona molto esigente nei nostri riguardi, quindi ci tiene sulla corda. Questo è estremamente positivo, però è chiaro che è un impegno forte per tutti quanti noi".
ROBERTO SASSI: "In effetti condivido questa attenzione da parte di tutto lo staff per supportare le esigenze del mister".
Qual è il segreto di questa stagione straordinaria anche sul piano degli infortuni, o meglio dei non infortuni. La seconda: purtroppo è un pochino più pepata: questa storia della terza stella non rischia di offuscare un'impresa che tutti hanno definito stratosferica?
ANTONIO CONTE: "Per quello che riguardano gli infortuni, penso che i preparatori fisici abbiano da dire qualcosa di interessante".
PAOLO BERTELLI: "La premessa è che nel calcio gli infortuni ci stanno, non è che l'utopia dei non infortuni... è che ci sono annate più positive e altre annate che purtroppo possono portare dei problemi. Qui abbiamo una struttura di controllo con a capo il professor Sassi che ci monitorizza tutto quello che facciamo dall'inizio dell'anno, quindi è di grande aiuto per indirizzare poi il lavoro. E' anche vero che poi quando le annate sono così e ci sono pochi infortuni, anche per le piccole cose viene dedicato il tempo necessario per guarire. Quindi anche i fattori di rischio... di mettere dentro qualche giocatore che può avere un piccolo problema, abbiamo sempre evitato di farlo. Questa può essere stata anche una strategia giusta per la stagione".
ROBERTO SASSI: "Io che sono il più vecchio di tutto lo staff e ho una certa esperienza - ho cambiato diverse società, diversi tecnici - mi sono accorto che con l'arrivo di mister Conte è cambiata completamente la metodologia di allenamento. Una delle metodologie a cui io pensavo - siccome ci conosciamo col mister da 32-33 anni -... sapevo della sua intensità dell'allenamento e questo nuovo tipo di lavoro di intensità, durante la settimana, ti porta a preparare meglio quella che può essere la partita. E tra l'altro, cambiando alcuni mezzi di allenamento, un po' per fortuna, un po' per abilità, credo che siamo riusciti a mettere a disposizione della squadra per quest'anno un certo numero di giocatori, quindi è stato abbastanza positivo. Alla base c'è il metodo proposto dal mister, la collaborazione di tutti per seguire questo metodo. Questa è la cosa in questo momento importante in ambito Juventus".
La seconda domanda...sulla terza stella...
ANGELO ALESSIO: "Rispondo come ha risposto Antonio, per noi è la prima stella, il nostro primo Scudetto, quindi questo è importante".
MASSIMA CARRERA: "Io penso che da giocatori e da tifosi, contino le vittorie, quindi per i giocatori e per i tifosi conta quello che è successo sul campo e per tutti sono stati 30 Scudetti. Dopo ci sono gli organi competenti che decidono, però per i tifosi e per i giocatori che hanno vestito la maglia sono 30 vittorie".
Volevo fare una domanda a Filippi su Buffon. Il suo ritorno ai massimi livelli è stato non dico una sorpresa, ma comunque un fatto importante, perchè nelle passati stagioni per problemi fisici e forse anche per una mancanza di motivazioni non era ai livelli che lo hanno portato ad essere il miglior portiere del mondo. Quest'anno ha dato nuovamente l'impressione di esserlo, al di là dell'incidente con il Lecce, che si può capire. A suo avviso, quanti anni Buffon può ancora puntare ad essere il migliore del mondo? E poi una domanda per Antonio: avevi detto che a fine campionato ci avresti regalato qualche chicca: siamo in attesa di averla...
ANTONIO CONTE: "Le chicche sono loro... (ride, ndr). Il campionato non è ancora finito".
CLAUDIO FILIPPI: "Per quanti anni Gigi giocherà a questi livelli è chiaro che è difficile poterlo dire, di certo può giocare ancora diversi anni con queste capacità, con queste qualità che ha. E' ovvio che l'incidente di due anni fa, è un incidente grave per un portiere; l'ha risolto brillantemente. Era ovvio che lo scorso anno avesse bisogno di giocare con continuità e lo ha fatto, tant'è che specie nel finale di stagione si sono viste cose molto importanti, che però sono state poco valorizzate per i risultati della squadra. E quest'anno è stato sicuramente un giocatore fondamentale per il risultato sportivo della squadra. Tutto ciò grazie alle sue grandissime qualità che non scopro di certo io e della sua grandissima disponibilità all'allenamento. Vorrei spendere in questo momento anche due parole per un'altra persona che ha collaborato gomito a gomito con me dallo scorso anno fino ad ora e che quotidianamente mi aiuta nel lavoro per quanto riguarda la parte pre-allenamento con Gigi e per i lavori di forza, che è Marco Luison, a cui devo dare un grazie, perchè è stato veramente una persona preziosa sia per me che per Gigi".
Le chicche?
ANTONIO CONTE: "Non ce ne stanno chicche, siamo tranquilli e sereni anche perchè le vittorie addolciscono. Siamo in tempo di pace in questo momento".![]()
Due curiosità, una per Bertelli e una per Stellini. Con Bertelli volevo parlare proprio della condizione atletica della Juventus, che è arrivata fisicamente meglio rispetto alle altre squadre in questo finale di stagione. Si è parlato molto del lavoro fatto a Dubai, volevo capire su cosa avete puntato, visto che a Dubai c'era anche il Milan e non ha avuto la stessa condizione fisica nel finale. Poi a Stellini, visto che è stato più a contatto con i difensori, volevo chiedere se a inizio stagione aveva riscontrato qualche timore psicologico, dal momento che arrivavano da un'annata molto complicata. Invece si è dimostrata la miglior difesa, quella che batterà il record nei campionati a venti squadre...
PAOLO BERTELLI: "Diciamo che secondo me il nostro lavoro parte da luglio, quindi il modo di vedere il lavoro del mister è quello di iniziare a luglio e di finire a maggio, non c'è mai stata nessuna strategia nascosta dietro, ma solo quello di portare la squadra a reggere allenamenti intensi e mantenere e migliorare se possibile questa cosa. Non è che a Dubai siamo andati... anzi, secondo me a Dubai non è che abbiamo fatto poi un grandissimo lavoro... un buon lavoro, ma non certo pensando a un periodo limitato. La nostra strategia era quella di lavorare dall'inizio dell'anno fino alla fine mantenendo dei buoni livelli di prestazione".
CRISTIAN STELLINI: "Chiaramente arrivando dopo due stagioni come erano state vissute dai giocatori della Juve, con due settimi posti, sicuramente c'era da lavorare anche dal punto di vista psicologico per ridare fiducia a questi giocatori. E devo dire che però ho trovato da subito, abbiamo trovato da subito, dei ragazzi disposti a lavorare e crediamo che il lavoro alla fine sia il grande volano per la fiducia che poi un giocatore riporta in campo. Grazie alle strategie tattiche del mister e al lavoro svolto da tutti quanti, questi ragazzi sono scesi in campo da subito, dalla prima amichevole, con grande fiducia rispetto ai concetti che noi portavano e che potevano essere anche nuovi, innovativi e mai vissuti da questi giocatori. E credo che un po' questa novità, un po' il lavoro, ha dato loro grande energia e grande forza".
Ad Antonio vorrei chiedere come è nato questo staff negli anni. Cosa ti ha colpito di Stellini che era un tuo giocatore, perchè hai scelto Angelo come vice...come l'hai formato negli anni, uno per uno. E poi volevo chiedere ad Alessio, visto che lui ci ha fatto impazzire per un anno e domani è festa, stavolta dai la formazione, qualcosa...almeno abbiamo una traccia...
ANTONIO CONTE: "Con questo staff, con Stellini e Angelo Alessio, avevamo già lavorato assieme, quindi venivamo già da un campionato, concluso anche in maniera vittoriosa. Con Angelo ho giocato nella Juventus, abbiamo avuto la fortuna di giocare insieme quando c'era mister Trapattoni; lui ha giocato per tanti anni nella Juventus, ha vinto anche la Coppa Italia e una Coppa Uefa con Zoff. Persona a modo, persona di grandi valori umani, oltre ad essere capace. Ed è una persona che ha inziato ad allenare... ha allenato in Lega Pro, ottenendo anche degli ottimi risultati, poi un giorno che mi aveva comunque dato la disponibilità, io ero alla ricerca di un collaboratore, e ho pensato a lui. Sicuramente una persona molto molto affidabile, sia da un punto di vista calcistico che umano. Per quanto riguarda Cristian, l'ho avuto come mio calciatore per un anno e mezzo a Bari, quindi appena ho saputo che c'era una mezza idea che potesse smettere gli ho proposto di venire a lavorare, se se la sentiva, perchè comunque avevo bisogno di qualcuno che fosse a conoscenza delle mie idee, del mio metodo, del mio modo di fare e debbo dire che si è rivelato sicuramente un ottimo acquisto e una persona sicuramente di grande avvenire a livello tecnico. Poi c'è stato Massimo...con Massimo abbiamo giocato per tantissimo tempo assieme; anche con lui ero rimasto in contatto, mi aveva sempre manifestato la volontà e la possibilità di collaborare; c'è stata questa possibilità, avevo bisogno di una persona che mi desse una mano in campo, che fosse una persona che conosceva l'ambiene Juventus, un calciatore che aveva vinto, un calciatore che aveva condiviso con me gioie e dolori, che sapeva l'idea e il messaggio che dovevo far passare. Anche lui ha iniziato a lavorare e sono molto contento, perchè insieme a Cristian si occupano della parte difensiva; ho due difensori ed eventualmente, nel momento di difficoltà, quando a Genova eravamo rimasti solamente con Vidal e Caceres, ho pensato non tanto a lui, perchè per la causa si è rotto il ginocchio, in uno scontro con Motta in partitella ha lasciato anche il crociato....Poi col prof Sassi, ci conosciamo dai tempi in cui io facevo da cavia, a Lecce; lui era un innovatore assieme a Fascetti dal punto di vista fisico; quindi tutti i test che c'erano da fare, possibili e immaginabili, li faceva fare a me. Quindi lo conosco da tantissimo tempo come un innovatore dal punto di vista fisico. Col prof Bertelli... avevo bisogno di un preparatore atletico che condividesse le mie idee; il suo nome mi è stato fatto dalla società, mi sono incontrato, avevo in procinto anche di fare altri incontri, invece è bastato solamente incontrare Paolo una volta e prenderlo nello staff. Infine, Claudio Filippi, me lo sono ritrovato, nel senso che lui aveva lavorato già l'anno scorso insieme al mister Delneri; persona di grande affidamento, ho parlato anche con i portieri, i quali mi hanno espresso anche concetti veramente entusiastici ed eccezionali, confermati quest'anno dal campo, dalla serietà non solo professionale, ma soprattutto umana. Questo è quello che mi ha lasciato tranquillo e sereno quest'anno".
ANGELO ALESSIO: "Per quanto riguarda la formazione, anche se noi collaboratori possiamo intuire più o meno chi gioca, però si decide sempre nel giorno della partita; la mattina della partita Antonio ci dice in effetti chi deve scendere in campo".
ANTONIO CONTE: "Non è proprio così (ride, ndr), perchè c'è un confronto. Non è che poi decidiamo proprio la mattina... Angelo è il numero uno da questo punto di vista, c'è sempre un confronto con loro perchè spesso il mio occhio lo confronto con quello loro, è inevitabile che prevale sempre il mio, però mi fido molto di quello che vedono loro...perchè più occhi vedono e più è facile non sbagliare".
Domani?
ANTONIO CONTE: "Domani abbiamo un obiettivo, quello di mantenere l'imbattibilità e quindi cerchiamo di mettere in campo una formazione che abbia questo obiettivo, quello di mantenere l'imbattibilità fino a fine campionato e sarebbe veramente qualcosa di storico, qualcosa di importante e di bello; dirò ai ragazzi che se riusciremo a fare una cosa del genere, gli altri l'unica cosa che possono fare... possono eguagliarci, non ci può superare nessuno".
Volevo chiedere ai due professori, a proposito degli infortuni, se è vero che al di là di quanto ci si allena, è fondamentale come ci si allena, soprattutto a livello mentale. E se è questo la ragione per cui quest'anno ci sono stati pochi infortuni, cioè la grande attenzione, la grande concentrazione con cui hanno lavorato...
ROBERTO SASSI: "Senza dubbio che la concentrazione, l'attenzione, la motivazione che dava l'allenatore, che controlla tutto lo staff e tutti i giocatori, è fondamentale, perchè ci si può allenare a diversi livelli di motivazione. Quest'anno la motivazione è sempre stata alta. L'amico Paolo Bertelli in un'intervista ha giustamente detto che i giocatori devono essere rapidi e attenti e scattanti anche quando il mister presenta il video. Questo è un esempio veramente calzante per spiegare bene l'attenzione, la motivazione per quanto riguarda i giocatori, E' una verità, poi ci sono tanti altri aspetti per tentare di ridurre gli infortuni. Questo è uno degli aspetti per ridurre gli infortuni".
Una domanda ad Antonio che però coinvolge tutti. Il contratto?
ANTONIO CONTE: "(ride, ndr) Stiamo discutendo, stiamo discutendo...".
Una domanda per i due professori: al metodo di preparazione che avete messo a punto quest'anno, cosa bisognerà aggiungere in vista della Champions che comporterà impegni più ravvicinati? E per Antonio se hai ricevuto un complimento magari inaspettato in questa settimana di celebrazioni...
PAOLO BERTELLI: "Per quanto riguarda la preparazione, chiaramente noi abbiamo tutti i dati di quest'anno, però è anche vero che ogni stagione è una stagione diversa, non possiamo certo pensare di copiare giorno per giorno quello che abbiamo fatto quest'anno, ma mantenendo le nostre strategie, i nostri metodi di adattare un lavoro per gli impegni della prossima stagione, tra cui ci sarà la Champions, che è anche bello fare".
ROBERTO SASSI: "Direi che c'è un aspetto importantissimo, abbastanza nuovo, che riguarda appunto il recupero tra le partite. Questa è una sfida che tutto il gruppo dovrà affrontare, perchè adesso molte osservazioni sono state fatte per quanto riguarda gli infortuni e si è detto.. 'sì sì, in effetti siete la squadra che ha meno infortuni, però avete giocato anche di meno'. Io ho una classifica mia che faccio oramai da cinque-sei anni e non c'è statisticamente una correlazione tra chi gioca molto e gli infortuni; non è così la statistica, assolutamente. Quindi con la collaborazione anche di tutto lo staff medico, con la collaborazione di tutti noi, è una nuova sfida che noi andremo ad affrontare per il prossimo anno".
Quanto è stato possibile lavorare su questa straordinaria intensità che si è vista da parte della squadra proprio per il fatto di non avere impegni infrasettimanali e quanto è possibile lavorare non dico sulla prevenzione degli infortuni, ma proprio sulla intensità, sulla capacità di lavoro dei giocatori, per tutta una stagione, allo stesso modo, avendo la Champions League. E poi per Antonio, domani piaccia o non piaccia, è l'ultima partita di Del Piero a Torino. Quindi in qualche modo sarà celebrata come il suo addio ad una città che è stata importante per lui e per tutti noi. Volevo sapere se questa cosa condizionerà anche il tuo comportamento nelle scelte della squadra, nei cambi ...
ROBERTO SASSI: "Come abbiamo detto prima, il discorso degli infortuni non è legato solo ad un unico aspetto: c'è il discorso della motivazione, dell'attenzione all'allenamento e dell'intensità che parte direttamente dal capo staff, in questo caso l'allenatore. Questo diventa importante. Poi c'è lo studio dei particolari, che parte dal riscaldamento, c'è la successione dei mezzi di allenamento, c'è un cambio - oggi purtroppo è assente, Julio Tous - di metodologia per l'allenamento della forza, c'è stato un cambio anche in questo, c'è stato un cambio proposto dal mister per quanto riguarda il lavoro energetico, c'è stato un cambio per quanto riguarda il lavoro d'intensità della palla... è una sommatoria di fattori che portano a una riduzione degli infortuni; c'è stata un'attenzione, un lavoro meticoloso da parte di tutto lo staff, di tutti i massaggiatori, per mettere a disposizione dell'allenatore più giocatori possibili. Non è un aspetto solo, è proprio una strategia di lavoro".
ANTONIO CONTE: "Mi sembra appunto doveroso aggiungere che allo staff tecnico bisogna aggiungere non solo Julio Tous, che è partito in Spagna, e anche Marco Luison, che praticamente è stato colui che faceva da raccordo alla prima squadra nel momento in cui s'infortunava un calciatore, nel periodo di fisioterapia. Così come mi sembra doveroso ringraziare i medici, tutti e tre i medici e i fisioterapisti che sono stati molto bravi, eccezionali, a fare un grandissimo lavoro e a darci una grandissima mano; è anche merito loro se nella prevenzione c'è stata la possibilità di avere pochissimi infortuni. Detto questo, Ale Del Piero.... Del Piero è partito nell'inaugurazione contro il Nottingham Forrest...."
Notts County...
ANTONIO CONTE: "Sì, Notts County...non scherziamo....all'inaugurazione dello stadio era in campo dall'inizio, capitano, numero dieci, titolare. La prima partita di campionato contro il Parma ha inaugurato lui la stagione da capitano, da titolare; anche con l'Atalanta Del Piero sarà in campo dall'inizio, con la fascia di capitano; mi sembra un atto doveroso nei suoi confronti, ma non tanto per la carriera, per quello che mi ha dato quest'anno, per quello che ha fatto e che dovrà fare, sia domenica, che domenica prossima, non dimentichiamo che non finisce il campionato domenica".
Per il mister: qual è stata l'importanza di Arturo Vidal quest'anno per la Juventus? Lo vedremo nel Real Madrid in futuro? Per Paolo Bertelli: com'è fisicamente Arturo Vidal?
ANTONIO CONTE: "Arturo sicuramente è un calciatore che avevo visto in cassetta, che abbiamo visto nelle partite di Coppa America. E' un calciatore che è arrivato all'ultimo, si sono accorti tutti quanti delle grandi qualità di questo calciatore, della grandissima intensità che metteva; portava anche la squadra ad alzare l'intensità, quindi è stato sicuramente un elemento molto importante quest'anno. La cosa che mi sento di dire ad Arturo, come a tutti gli altri, che quest'anno dev'essere un punto di partenza, non dev'essere un punto di arrivo, perchè Vidal come tutti gli altri hanno grandissimi margini di miglioramento; si è fatto solo un piccolo passo avanti, un primo passo, adesso c'è da continuare a camminare. Arturo deve capire questo; io lo so che lo capirà insieme a tutti quanti gli altri. Se siamo intelligenti, siamo all'inizio. All'inizio per aprire qualcosa d'importante, altrimenti rimarremo con questa soddisfazione quest'anno di aver fatto qualcosa di straordinario".
PAOLO BERTELLI: "Arturo prima di tutto ha grandi doti sia di resistenza che di forza, grande professionista nel lavoro. E' vero che però, venendo dalla Coppa America, arriva ora a fine stagione che sarebbe stato meglio se avesse avuto un po' di riposo...invece deve fare queste due partite con il Cile, tra cui una in Bolivia... mi ha detto che deve stare 20 giorni in Bolivia. E purtroppo sono gli impegni dei giocatori internazionali. Noi questi due-tre giorni gli abbiamo dato un po' di riposo proprio per questo, visto anche che è squalificato. Però è chiaro che sulle spalle ha due stagioni intere più una Coppa America, quindi è inevitabile che sia un po' stanco".
Un elenco di giocatori che sono cresciuti dal punto di vista tecnico e atletico, che vi hanno stupito in questa stagione. Poi un vostro parere sul fatto che l'anno scorso si attribuivano gli infortuni ai campi di Vinovo. E poi ad Antonio...se ci puoi regalare almeno una chicca, una chicchetta e basta... una solo...
ANTONIO CONTE: "Credo che se poi andiamo singolarmente, finiamo domani e domani dobbiamo giocare. Penso che la crescita sia stata importante; mi sento di dire questo perchè settimanalmente, mensilmente noi confrontavamo i dati tramite dei test, tramite i lavori che facevamo e abbiamo visto che c'è stata una crescita veramente straordinaria di tutti quanti, sia da un punto di vista tecnico tattico, sia fisico, anche perchè altrimenti non ci fosse stata questa crescita difficilmente avremmo fatto quel qualcosa di straordinario che è successo. Ripeto, bravi tutti quanti, bravissimi, chi scienziato, chi meno... ma tutto questo è stato possibile perchè abbiamo trovato grandissima disponibilità da parte dei calciatori, abbiamo trovato un gruppo di lavoro straordinario, con un'applicazione feroce, un gruppo che voleva fare veramente qualcosa di bello, di fantastico, di entrare nella storia, anche se era un'illusione, un sogno, ma ci siamo riusciti, ci siamo riusciti attraverso il lavoro programmato da parte nostra e soprattutto grazie alla grandissima disponibilità di questi ragazzi, che noi non finiremo mai di ringraziare per la stagione stupenda e straordinaria che ci hanno fatto passare. Sul discorso dei campi, mi preme sottolineare come io per la prima volta mi sono trovato con tutto questo ben di Dio, un centro del genere.... io mi trovavo ad allenarmi a mezzo campo, su un campo di patate, un campo che a volte c'era l'erba a ciuffetti e quindi, sentire dire che in campi di Vinovo erano.... sai... mi auguro che in futuro di avere sempre questo tipo di situazioni, ringrazio e ringraziamo gli addetti ai campi che hanno fatto un lavoro eccezionale e fantastico. Non dimentichiamo che nel momento in cui c'è stata quella gelata, quella caduta di neve straordinaria, noi abbiamo sempre avuto la possibilità di allenarci su due campi perfetti. Quando parlo di Scudetto vinto da tutti, i primi che mi sento di ringraziare sono chi lavora all'oscuro del nostro lavoro. Quindi, grazie, grazie a tutti quanti".
ROBERTO SASSI: "Come ha detto il mister, abbiamo controllato periodicamente attraverso i test effettuati dal centro di ricerca Mapei e abbiamo visto che c'è un miglioramento, ma siamo solo all'inizio, perchè siamo convinti tutti noi che abbiamo ancora diversi margini di miglioramento. Per quanto riguarda i campi, è un discorso che è legato agli infortuni: io ho avuto la possibilità di lavorare sul sintetico durante la settimana e tutti parlano del sintentico che crea problemi: si tratta di adattarsi, si tratta di lavorare. Ci sono dei fattori, ma sono dei fattori collaterale; i fattori principali riguardano l'allenamento e la preparazione all'allenamento; questa è una mia personale opinione; io credo che gli infortuni non siano legati a questi terreni bellissimi, perchè per l'esperienza avuta anche sui sintetici, non ho avuto grandi problematiche di infortuni, quindi mi sembrava un'affermazione un po' troppo forte".
(redazione TuttoJuve.com)

3 Ottobre 2011, questo è incredibile, altrochè..RUMePERA ha scritto:e soprattutto voglio vedere come si reagirà al primo scivolone, perchè arriverà...
Visto che mancano ancora du' partite, io me tocco.Alexito90 ha scritto:3 Ottobre 2011, questo è incredibile, altrochè..RUMePERA ha scritto:e soprattutto voglio vedere come si reagirà al primo scivolone, perchè arriverà...
CONTE a Juve Channel: "Doveroso il ringraziamento allo staff. Ora dobbiamo fare un finale di stagione straordinario"
12.05.2012 20:40 di Redazione TuttoJuve
Antonio Conte ha concesso una breve intervista esclusiva a "Juventus Channel", alla vigilia della passerella Scudetto contro l'Atalanta. TuttoJuve.com ha trascritto integralmente le sue dichiarazioni, mandate in onda poco fa nel corso del tg bianconero delle 20:05, "Juventus News".
Giusto riconoscimento in conferenza stampa a chi con lei ha condiviso questo sogno chiamato Scudetto...
"Sì, assolutamente, anche perchè ho parlato sempre di una piramide, io sono all'apice di questa piramide e sotto ci sono delle fondamenta importanti a livello lavorativo, di progettazione di lavoro. E oggi mi è sembrato doveroso presentare tutto lo staff, anche se mancavano Julio Tous, che è l'addetto alla preparazione della forza e Marco Luison, che si occupa del recupero degli infortunati. Mancava tutto lo staff medico, i fisioterapisti e i magazzinieri, però se avessi portato tutti quanto, sarebbero dovuti uscire i giornalisti. Io mi sento in dovere di ringraziare tutte queste persone perchè hanno partecipato tutti insieme a questo sogno, fin dall'inizio siamo riusciti a coronarlo tutti. Quindi io ringrazio tutte queste persone".
Tutti parlano della festa di domani, del pullman scoperto, ma c'è una gara da vincere per arrivare a quota 84, per mantenere l'imbattibilità. Che gara sarà?
"Sì, dobbiamo fare un finale di stagione bello, straordinario, così come è stato tutto il campionato. Quindi c'è un impegno contro un'ottima squadra come l'Atalanta; c'è questo discorso dell'imbattibilità che è qualcosa - dovesse accadere - di straordinario, perchè tu comunque ti poni al di sopra di tutti e l'unica cosa che possono fare gli altri, al massimo, è raggiungerti, non superarti".
Antonio Conte, l’allenatore della Juventus Campione d’Italia in maniera ufficiale dopo l’ultimo scontro con l’Atalanta, si è presentato ai microfoni di Rai Sport con un’espressione soddisfatta, un pizzico arrogante, ma capace di trasmettere sempre grande umiltà appena prende la parola: in poche parole, è giunto lì da vero juventino, quello vincente, trionfante, distante, irraggiungibile.
“Oggi l’obiettivo era di rimanere imbattuti e festeggiare con i nostri tifosi. Ci siamo riusciti e non era mai successo nel campionato a 20 squadre. Questo è un campionato da leggenda perché in futuro qualcun altro potrà al massimo eguagliare quello che abbiamo fatto noi. Nessuno ci ha mai regalato nulla e questo è motivo di grande orgoglio.”
Proprio così: la Juve di quest’anno ha scritto non solo record, ma la storia del club e del calcio italiano di sempre. La Juve è tornata, non solo a fare tanti punti, non solo a vincere: è tornata a far paura, è tornata nel migliore dei modi, lasciando tutti indietro di tanti gradini, di tanti passi, rendendoli incapaci, come dice il Mister, di superarci e anche di eguagliarci. Gli unici capaci di superarci saremo proprio noi stessi. Il prossimo campionato, magari.
Francesca Ranieri per juvenewsradio.it
La macchina del fango
18.05.2012 11:15 di Davide Terruzzi
Non c'è due senza tre. Infatti, alla viglia della finale di Coppa Italia, si ripete quanto già messo in moto nei giorni precedenti due gare cruciali nella cavalcata scudetto: Palermo-Juventus e Juventus-Roma. Visti i risultati di quelle partite, siamo anche diventati scaramantici e speriamo che Gazzetta e Repubblica portino ancora una volta bene. E' giusto fare i nomi delle due testate, non per criminalizzarle, ma in quanto crediamo che sia in moto un meccanismo giustazialista che prova a ricalcare le orme di quanto avvenuto con Calciopoli. Nemmeno Doni e Signori sono sbattuti in prima pagina come capitato per tre volte ad Antonio Conte. Sempre senza nessuna prova, sempre in base a quanto racconta un pentito, ma tralasciando le dichiarazioni di altri giocatori in forza al Siena che scagionano l'allenatore bianconero. La Procura indaghi anche con celerità, ma questo modo di fare giornalismo non è permissibile: per attaccare una persona e una società si legge la notizia a proprio uso e consumo. Ci piacerebbe il sapere di perché questa macchina del fango, ma forse l'abbiamo capito negli anni scorsi...


ogeid36 ha scritto:
L'unica cosa che mi fa arrabbiare è l'italiano medio,che sentendosi grandissimo conoscitore ancora una volta segue come se fossero delle sacre scritture certi giornalacci che per l'ennesima volta si dimostrano poco professionali!!

Se fosse stato indagato Allegri tu cosa avresti fatto?RUMePERA ha scritto:ogeid36 ha scritto:
L'unica cosa che mi fa arrabbiare è l'italiano medio,che sentendosi grandissimo conoscitore ancora una volta segue come se fossero delle sacre scritture certi giornalacci che per l'ennesima volta si dimostrano poco professionali!!
L'Italiano medio (antijuventino) non crede, ci sguazza, è diverso.