Mi sembra che i più assidui abbiano risposto tutti, dunque vi dico la mia:
Rimango certamente più male se non mi esce un over.
Nel confronto che ha ispirato le mie due domande, un altro scommettitore mi faceva notare che giocando un segno ci si espone di più e mi faceva questo esempio: "se io gioco 1 e poi esce 2 x me è una coltellata, mentre se gioco over ma fanno under lo accetto di più, perchè la mia sconfitta è...più generale, non riguarda una singola squadra in cui credevo".
A me questo sembra un discorso basato su un eccessivo orgoglio personale.
Io rispondo invece: Poichè credo che un over richieda sempre una percentuale di casualità maggiore di un segno, io rimango più male e più pentito se non mi esce un over, perchè so di averlo giocato con un po' meno razionalità del segno. Cioè se io credo in un 1 e poi esce 2 amen. E' anche una questione di umiltà. Credo che per non rimanerci male dopo, prima di giocare bisogna chiedersi, come dice sempre Angelo, se a fine partita, cmq vada, ci si possa sentire insoddisfatti della giocata.
E' logico che l'over, richiedendo una dose maggiore di sensazione oltre alla statistica e alle informazioni, porti maggiormente a dire: "potevo evitarlo".
Per questo motivo avrei deciso per le mie singole di evitare, tranne casi eccezionali (sperando di resistere alle tentazioni), over al di sotto di 1,90 (gianplecce giustamente mi ha fatto notare qualche quota troppo bassa tra le mie ultime giocate).
Voglio dire: molti over che bet365 offre a 1,80 equivalgono a quelli offerti a 1,65-1,70 da Snai. Si tratta di quelli che io chiamo over statistici.
Ora, sapendo che la quota dipende dalla percentuale di giocate su una determinata opzione pensata dai bookies, io preferisco giocare quelli over "nascosti", quotati molto vicini alla pari o superiori alla pari (di poco o di molto), che devono la loro quota generosa al sempice atto di essere "poco statistici" e dunque poco giocati dalla massa che si limita a guardare gol in casa e gol fuori delle squadre in questione più i precedenti al limite.
In sintesi: sapendo che l'over, una scommessa più casuale del segno, possono farlo tutte le squadre (dipende spesso dalla loro situazione), anche Livorno-Siena, se il Siena gioca alla morte per la salvezza, io preferisco quelli apparentemente difficili o impossibili.
Esempio pratico (sempre il solito):
gioco 20 unità su due over quotati 2,00, 10 unità x over. Prendendone uno, vado pari.
gioco 20 unità su due over quotati 1,80, 10 unità x over. Prendendone uno, sono sotto.
Ci sta molto più giocare un segno ad 1,80, se la quota appare alta per la partita in corso, rispetto ad un over alla stessa quota, sapendo come si faccia sentire di piu nel secondo caso la mille volte citata CASUALITA'.
Per quanto riguarda il secondo quesito, nonostante dia sempre fastidio vedere uscire cose che ci hanno sfiorato la mente ma non abbiamo giocato, sono x la selezione ferrea (un po' mi è mancata ultimamente).
Innanzitutto penso che la mente umana sia più portata a ricordare i prono detti, non giocati ed usciti rispetto a quelli detti, non giocati e NON usciti:probabilmente se si terrebbe un conto, con la massima onestà, le due cose starebbero al 50% circa.
Poi è vero che la propria capacità si vede nel grande numero di eventi. Ma più che mettere in gioco tanti semplici pronostici, bisognerebbe mettere in gioco tante dritte, il che richiede più tempo per vedere gli effetti.
E' semplice: pensate che io abbia una % di eventi indovinati maggiore se mi pronuncio su tutto quello che mi passa in mente o se mi pronuncio (molto meno) solo indicando prono pensati, con quota soddisfacente e con info a mio favore?
Ecco dunque che reputo fondamentale la differenza tra dritta o presunta tale e semplice pronostico.
Esempio: vediamo un over a 2,10. Crediamo che si tratti di una quota alta per la situazione delle due squadre. Dimentichiamo di piazzarlo. Ce ne ricordiamo a ridosso della partita e la quota è scesa ad 1,80 (cmq in assoluto una quota giocabile). Pensiamo che la quota non regali più niente, nonostante per noi probabilmente facciano over. Ecco il professionista dovrebbe avere la forza di non giocare più quell'over, perchè si è passati da una dritta ad un semplice pronostico: se l'over non esce non c'è differenza tra 1,80 e 2,10; se l'over esce ok vinciamo, ma ripetendo la giocata alla lunga, i guadagni probabilmente non colmeranno le perdite o, se siamo bravi, non ci faranno distaccare adeguatamente dall'essere pari.
E' un po' quello che è successo a me nella sola giornata di sabato: prendendo 6 prono su 12 a puntata fissa (ricordo di non aver usato il masa x motivi lunghi da spiegare) ci sono andato sotto. Ovvio che col masa il discorso è diverso, ma in ogni caso quello che predico dà i suoi vantaggi, perchè masa o non masa arrivano sempre i periodi in cui va tutto storto. E se in quei periodi, quando se ne becca una, la becchiamo a quota largamente sotto la pari (1,70-1,75)? E' peggio.
Ma ci sta, tornando al primo quesito, giocare delle volte dei segni a 1,75-1,80 se la quota appare sballatissima (tipo se noi la pensiamo come un 1,60). Con gli over, proprio per il fatto che non rappresentano un pronostico chiaro, ci sta molto meno o per niente in alcuni casi.
Questa è la mia teoria, quando nella pratica delle mie giocate vedete delle eccezioni (che limiterò sempre più) non pensate che io predichi bene e razzoli male...sapete quanto è dura mantenere il controllo in ogni momento. Ma il professionismo nel betting, per quanto ne so, questo richiede
