Porto-Manchester 0-1
Inviato: 15.04.09 - 16:10
Rimonta Manchester ?
Ribaltare il 2-2 dell'Old Trafford: è la missione di Ferguson contro lo spauracchio Porto. Davanti forse torna Giggs. Sir Alex temeva lo sgambetto. Quell’incrocio pericoloso col Porto, ricorrenza che evocava inquietanti ricordi (un’eliminazione rocambolesca mai del tutto digerita nel 2004), aveva risvegliato nella mente di Ferguson oscuri presagi e fantasmi silenti. Che sono tornati a ululare paurosi lamenti all’unisono quando Mariano Gonzales, all’89’, ha pareggiato i conti gelando l’Old Trafford. Esattamente come aveva fatto Costinha nel 2004. Con due distinguo: mentre il gol che costò al Manchester la prematura uscita dalla Champions scaturì da un pastrocchio dell’inguardabile portiere Howard, il 2-2 di Gonzales è stato frutto di una magistrale azione corale dei portoghesi. Suggellando una prestazione maiuscola di tutta l’orchestra sapientemente guidata, con coraggio e sagacia tattica, dall’allenatore Ferreira.
Tuttavia, e questa è la differenza sostanziale, la rete di Costinha fu senza ritorno, perché giunta nel recupero del return match in Inghilterra. Questa volta, invece, Mariano non ha potuto strozzare del tutto l'urlo in gola all’Old Trafford. Perché domani, allo stadio Do Dragao, i lusitani sono chiamati all’impresa più difficile: confermarsi contro i campioni d’Europa uscenti, sorprenderli di nuovo e ripetere il miracolo.
Per passare il turno basterebbe uno 0-0 o un 1-1, ma il Porto in casa, in questa edizione della Champions, si è dimostrato meno disinvolto e più fragile di quello sbarazzino e scanzonato visto in trasferta. Dove ha potuto sfruttare la sua arma preferita: il contropiede veloce palla a terra. Il Manchester, d’altro canto, ha dalla sua l’esperienza: pur se non in forma smagliante, la squadra di Ferguson è capace di sovvertire qualsiasi risultato. In Portogallo la prima linea dovrebbe essere composta da Rooney, Cristiano Ronaldo e Giggs, cui il tecnico scozzese sta seriamente pensando anche nel ricordo delle grandi prestazioni fornite dal “guru” gallese contro l’Inter, quando nel momento del bisogno fu gettato nella mischia. E propiziò il successo dei Red Devils. Secondo Paul Scholes, intervenuto in sede di presentazione dell’incontro, “il Manchester ha gli uomini e le risorse fisiche e morali per vincere un incontro di calcio col Porto. Che, in fin dei conti, è tutto quello che dobbiamo fare per passare il turno”.
Ma non sarà facile contro una squadra organizzata come quella di Ferreira. Che riproporrà in blocco l’attacco esplosivo sfoggiato all’Old Trafford, veloce e ficcante: Hulk, Lisandro e Rodriguez, coadiuvati dai continui e sfiancanti (per le difese avversarie) inserimenti dei centrocampisti Raul Meireles, Fernando e Lucho Gonzales, monumentali nella gara giocata oltremanica. I portoghesi fanno affidamento anche sulla cabala. La statistica, infatti, li conforta, se è vero che i campioni in carica non hanno mai vinto nelle tre trasferte precedenti a Oporto. Dato che rientra nel quadro ben più ampio di una consolidata tradizione favorevole ai lusitani nei confronti delle squadre inglesi, contro le quali non hanno mai perso nelle undici gare casalinghe finora disputate.
Tuttavia, la sensazione è che quello di stasera sarà veramente un match a parte. Come fu quello del 2004 a Manchester: Costinha docet.
Ribaltare il 2-2 dell'Old Trafford: è la missione di Ferguson contro lo spauracchio Porto. Davanti forse torna Giggs. Sir Alex temeva lo sgambetto. Quell’incrocio pericoloso col Porto, ricorrenza che evocava inquietanti ricordi (un’eliminazione rocambolesca mai del tutto digerita nel 2004), aveva risvegliato nella mente di Ferguson oscuri presagi e fantasmi silenti. Che sono tornati a ululare paurosi lamenti all’unisono quando Mariano Gonzales, all’89’, ha pareggiato i conti gelando l’Old Trafford. Esattamente come aveva fatto Costinha nel 2004. Con due distinguo: mentre il gol che costò al Manchester la prematura uscita dalla Champions scaturì da un pastrocchio dell’inguardabile portiere Howard, il 2-2 di Gonzales è stato frutto di una magistrale azione corale dei portoghesi. Suggellando una prestazione maiuscola di tutta l’orchestra sapientemente guidata, con coraggio e sagacia tattica, dall’allenatore Ferreira.
Tuttavia, e questa è la differenza sostanziale, la rete di Costinha fu senza ritorno, perché giunta nel recupero del return match in Inghilterra. Questa volta, invece, Mariano non ha potuto strozzare del tutto l'urlo in gola all’Old Trafford. Perché domani, allo stadio Do Dragao, i lusitani sono chiamati all’impresa più difficile: confermarsi contro i campioni d’Europa uscenti, sorprenderli di nuovo e ripetere il miracolo.
Per passare il turno basterebbe uno 0-0 o un 1-1, ma il Porto in casa, in questa edizione della Champions, si è dimostrato meno disinvolto e più fragile di quello sbarazzino e scanzonato visto in trasferta. Dove ha potuto sfruttare la sua arma preferita: il contropiede veloce palla a terra. Il Manchester, d’altro canto, ha dalla sua l’esperienza: pur se non in forma smagliante, la squadra di Ferguson è capace di sovvertire qualsiasi risultato. In Portogallo la prima linea dovrebbe essere composta da Rooney, Cristiano Ronaldo e Giggs, cui il tecnico scozzese sta seriamente pensando anche nel ricordo delle grandi prestazioni fornite dal “guru” gallese contro l’Inter, quando nel momento del bisogno fu gettato nella mischia. E propiziò il successo dei Red Devils. Secondo Paul Scholes, intervenuto in sede di presentazione dell’incontro, “il Manchester ha gli uomini e le risorse fisiche e morali per vincere un incontro di calcio col Porto. Che, in fin dei conti, è tutto quello che dobbiamo fare per passare il turno”.
Ma non sarà facile contro una squadra organizzata come quella di Ferreira. Che riproporrà in blocco l’attacco esplosivo sfoggiato all’Old Trafford, veloce e ficcante: Hulk, Lisandro e Rodriguez, coadiuvati dai continui e sfiancanti (per le difese avversarie) inserimenti dei centrocampisti Raul Meireles, Fernando e Lucho Gonzales, monumentali nella gara giocata oltremanica. I portoghesi fanno affidamento anche sulla cabala. La statistica, infatti, li conforta, se è vero che i campioni in carica non hanno mai vinto nelle tre trasferte precedenti a Oporto. Dato che rientra nel quadro ben più ampio di una consolidata tradizione favorevole ai lusitani nei confronti delle squadre inglesi, contro le quali non hanno mai perso nelle undici gare casalinghe finora disputate.
Tuttavia, la sensazione è che quello di stasera sarà veramente un match a parte. Come fu quello del 2004 a Manchester: Costinha docet.