Nuovo stadio, ennesima puntata. L'Enac pone il vincolo dei mille metri
Fonte: Enrico Fresu per Sardegna Quotidiano
L’Enac ha deciso: a un chilometro dalle piste degli aeroporti non si possono costruire edifici “dal forte valore aggregativo”. Un vincolo che vale per ospedali, alberghi. E stadi. Un provvedimento, quello dell’ente nazionale per l’aviazione civile, che rischia di mandare a monte, per sempre , il progetto del Cagliari Calcio, che vuole realizzare a due passi dallo scalo di Elmas il nuovo impianto, accompagnato da hotel, uffici, centri commerciali e parco archeologico. Un investimento da 45 milioni di euro che potrebbe subire un brusco stop.
LA DECISIONE DELL’ENAC
Il consiglio di amministrazione dell’ente era riunito giovedì a Roma. L’aeroporto di Cagliari-Elmas è entrato due volte all’ordine del giorno, una specifica e l’altra generica. Al primo punto era fissata la “lettura del contratto di programma dell’aeroporto di Cagliari”. Il contratto, riporta il comunicato, “regola il rapporto di concessione fra lo Stato e il gestore dello scalo (la Sogaer), in termini di regolazione tariffaria , per l’utilizzo delle infrastrutture aeroportuali”. Chiusa la questione l’organismo presieduto da Vito Riggio ha trattato anche la “Modifica del regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti per la parte relativa ai piani di rischio”. Ed è con questo tema che si dà una spallata allo stadio: sono state introdotte “nuove regole in merito ai piani di rischio (…) anche alla luce delle esperienze maturate dopo la prima applicazione e in coerenza con gli altri requisiti del Regolamento stesso che riguardano le aree limitrofe agli scali”. Aree limitrofe, come i terreni di Santa Caterina su cui Massimo Cellino sogna l’impianto rossoblù. “Il limite di edificabilità è stato esteso nel raggio di un chilometro dal centro della pista”: la conferma arriva direttamente dal capo ufficio stampa dell’Enac, Loredana Rosati. Che vuole evitare ogni riferimento al casi specifico cagliaritano: “La regola vale per tutte le strutture, su tutto il territorio nazionale, che attirano un gran numero di persone, e anche per gli ospedali, per esempio. E’ una questione di sicurezza”
LA MINACCIA DI RIGGIO
Della possibilità del provvedimento si parla da tempo. E’ stato anche argomento di discussione nelle assemblee dei comuni nei cui territori sorgono degli aeroporti. Lo stesso Vito Riggio, che a Luglio aveva inaugurato il nuovo terminal dell’aviazione generale a Elmas, aveva anticipato il tema: “Noi abbiamo sempre detto di no a concentrazioni di massa vicini all’aeroporto”, aveva detto, “le fasi più delicate sono quelle di atterraggio e decollo ed io vorrò che vengano mantenuti i parametri di sicurezza. Abbiamo illustrato il problema al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, e siamo anche disponibili a trattative”, aveva concluso Riggio, “ma la valutazione tecnica è questa: lo stadio può essere costruito a una distanza di almeno un chilometro dalle piste”. Una valutazione, allora che non aveva valore di regola. Ma da giovedì è stata messa nero su bianco. E le decisioni dell’Enac in materia di sicurezza sono gerarchicamente superiori anche rispetto a quelle non solo dei Comuni, ma anche delle Regioni.
IL VIA LIBERA REGIONALE
La giunta regionale , sempre Giovedì, ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Giorgio Oppi, il progetto proposto dal Cagliari Calcio. L’esecutivo di Ugo Cappellacci ha stabilito che l’intero intervento sui terreni di Santa Caterina può andare avanti senza valutazione di impatto ambientale. Cellino sembrava aver fatto un grande balzo in avanti per la realizzazione dello stadio da 23000 posti a sedere e migliaia di parcheggi. Ma la delibera parla anche di un albergo da 33 mila e passa metri cubi, tre medie strutture di vendita e un grande spazio ricreativo coperto di 36mila metri cubi. Un maxi piano che dovrebbe portare anche alla realizzazione di un parco archeologico, zone verdi e percorsi per jogging. La decisione dell’Enac potrebbe far rimanere solo un plastico
IL SINDACO DI ELMAS
Chi non gradisce la notizia è il sindaco di Elmas Valter Piscedda, che da anni tratta con la società di viale la Plaua e ha apportato delle varianti al Puc per garantire l’intervento: “Tutti i comuni che ospitano aeroporti sul loro territorio”, spiega, “hanno presentato delle riserve scritte e delle obiezioni all’introduzione della fascia di un chilometro per vincoli. Il problema però è anche un altro: questo vuol dire che lo scalo si espanderà verso il mio paese, e questo noi non possiamo accettarlo. E non lo faremo”.
Pensieri e parole sui rossoblu
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Fischio finale, tensione sugli spalti
23.10.2011 18:42 di Redazione TuttoCagliari.net
Momenti di tensione al Sant'Elia al termine della partita Cagliari-Napoli, finita 0-0. Alcune persone che hanno seguito la gara nel settore che ospitava i tifosi partenopei hanno sfondato la barriera di divisione e sono enrate per pochi attimi nella tribuna centrale. Non si è registrato alcun incidente, perché il pubblico era ormai defluito: gli invasori sono stati fatti rientrare nel loro settore e la situazione è ritornata presto alla normalità
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Cellino a De Laurentiis: "Vi è andata bene. Ora fateci un favore: battete l'Udinese"
Fonte: L'Unione Sarda
È stato un ennesimo Cellino-show quello andato in scena dopo il pareggio a reti bianche di ieri pomeriggio. Al termine della partita col Napoli, il patron rossoblù si è scatenato regalando uno scambio di battute col presidente Aurelio De Laurentiis: "Siete stati fortunati, dovete ringraziare per il punto che avete conquistato" gli ha rivolto prima di lasciare il Sant'Elia. "Abbiamo avuto tante occasioni per segnare e meritavamo la vittoria. Avreste potuto farci vincere, quei punti ci servivano". Dall'altra parte lo sguardo sogghignante di De Laurentiis è sembrato essere un invito a rincarare la dose per Cellino, che puntuale ha continuato: "Ora però dovrete vedervela con l'Udinese. Pensate a vincere, così ci fate un favore. Ma state attenti perché Guidolin sta già piangendo in tv, quindi dovete dare il massimo". Non le ha mandate certo a dire il presidente del Cagliari, che in ultima battuta ha analizzato telegraficamente la partita degli avversari. "Mazzarri ha avuto paura e ha tolto Lavezzi per mettere un centrocampista".
Diversamente la pensa l'allenatore partenopeo, che a fine partita ha dichiarato di aver sostituito Lavezzi perché "troppo nervoso in quanto diceva di essere stato ammonito ingiustamente". Tuttavia anch'egli non nega i meriti degli avversari: "Avevamo di fronte un avversario valido, in forma, che giocava in casa. Alla vigilia era secondo in classifica con un punto in più di noi e questo punto continua ad averlo. Se è lì è perché lo merita e oggi lo ha dimostrato. È una squadra che ha un suo modulo che funziona, consolidato negli anni, un avversario temibile".
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Il più brutto Cagliari della stagione a quanto sento dire in giro(non ho visto la partita).Eh vabbè ci può stare,avevo detto che non sarebbe stato semplice ma non credevo che la squadra soffrisse così tanto,probabilmente complice la stanchezza.Magari qualche cambio nell'11 titolare si poteva fare visti gli impegni ravvicinati,la diffida di Conti e il buon momento di forma di Ekdal e qualche alternativa che dà garanzie quanto i titolari:vabbè a posteriori facile a dirsi.In fondo è sempre un punto guadagnato che ci avvicina alla salvezza,non bisogna dimenticarsi che è questo l'obiettivo primario.
Ora si guarda avanti con rinnovato entusiasmo che domenica arriva la Lazio e sarà un altro banco di prova importante.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Ficcadenti, così non va!
Attacco sterile e squadra stanca, i problemi di questo Cagliari
27.10.2011 10:40 di Giampaolo Gaias
Il terzo pareggio consecutivo, seppur ottenuto in trasferta, non fa sorridere troppo i tifosi cagliaritani. Ci si aspettava qualcosa in più da questo trittico di partite ravvicinate e invece sono arrivate tre segni "x" con Siena, Napoli e Cesena. Un solo gol segnato, peraltro su rigore, e un solo gol subito, anche questo su penalty. Curiosità: prima di ieri i rossoblù erano l'unica squadra che non aveva avuto rigori a favori o contro. In una sera li ha ottenuti entrambi.
Un solo gol segnato, dicevamo, da Nenè su calcio di rigore. Per il resto, nonostante Ficcadenti smentisca, questo Cagliari ha qualche problemino in avanti. I gol non arrivano e ieri col Cesena i rossoblù non hanno mai calciato in porta. Thiago Ribeiro ha disputato, forse, la sua peggior partita da quando gioca in Italia. Difficile essere incisivi quando si è costretti a ripiegare per 80 metri, come fossi un terzino qualunque. Nenè ancora una volta troppo solo là davanti e Cossu sempre troppo fuori dalla manovra.
Intanto, a parte il problema del gol, la squadra è apparsa stanca. Il centrocampo titolare è sempre lo stesso e non ha mai rifiatato dall'inizio del campionato, così come la difesa. Gli unici cambi sono arrivati per problemi fisici dei titolari. Ieri qualche minuto per Rui Sampaio, entrato al posto dello stremato Biondini. Troppo pochi però per dare un giudizio sul portoghese. Ora, complice la squalifica di Conti, ci sarà un'occasione per i nuovi: Ekdal o Rui Sampaio aspettano di poter dimostrare il loro valore, così come Ceppelini che finora non ha mai visto il campo se non in Primavera. Tutti in silenzio, senza nessuna polemica da buoni professionisti quali sono.
Vedremo cosa farà Ficcadenti: la classifica è buona, il Cagliari ha perso solo una partita dall'inizio del campionato ma i tifosi sognano quel salto di qualità che ancora manca. Domenica arriverà in Sardegna la Lazio, squadra forte e compatta che naviga nelle zone alte della classifica. I tre punti non sono utopia, i tifosi ci credono. Ora la palla passa, come sempre, al campo.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
I rossoblù bocciano il manto sintetico: "Penalizzati dal campo"
Fonte: L'Unione Sarda
Terreno sintetico? Respinto senza appello. Questo è quanto risulta dalle dichiarazioni rilasciate al termine della partita di Cesena da alcuni giocatori del Cagliari. Troppo imprevedibili le traiettorie, troppo alta la velocità della sfera nei passaggi rasoterra. Non le ha mandate a dire Thiago Ribeiro, ieri in campo per sessanta minuti prima di lasciare il posto a Joaquin Larrivey. "Non è stata una buona partita, non riuscivamo a giocare". L'attaccante brasiliano punta il dito proprio contro il manto sintetico del Manuzzi, novità assoluta per i rossoblù: "Troppo strano questo campo". Gli fa eco El Bati, che sottolinea la difficoltà nel gestire le traiettorie. "La palla aveva rimbalzi diversi rispetto a cui siamo abituati". L'argentino sottolinea i problemi riscontrati nel mettere in atto determinati automatismi offensivi: "Io e Nenè dovevamo scambiarci la palla per provare a mettere in difficoltà i nostri avversari. Era difficile, abbiamo fatto un po' di fatica a creare le situazioni d'attacco". Terreno bocciato anche per l'esordiente Rui Sampaio, entrato nei minuti finali in sostituzione di Biondini: "Una partita molto difficile, combattuta ma condizionata dall'erba. La palla sembrava avvelenata, ma alla fine siamo riusciti a limitare i danni e a rimanere compatti, portando a casa un buon pareggio".
Re: Pensieri e parole sui rossoblu
non capisco tutte queste critiche, il cagliari ha 12443 punti. 
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Si infatti,ci sono troppe aspettative secondo me.Potrebbero far male alla squadra tutte queste inutili pressioni,mica dobbiamo vincere lo scudetto!RUMePERA ha scritto:non capisco tutte queste critiche, il cagliari ha 12443 punti.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Così non si va lontano!
Altra brutta partita dei rossoblù. Così non si va lontano. L'attacco è assente e ora anche la difesa scricchiola. E' ora di cambiare.
31.10.2011 11:16 di Giampaolo Gaias
No, non ci siamo. Se i tre pareggi erano stati un campanello d'allarme, la roboante sconfitta con la Lazio è un chiaro segnale che nel Cagliari c'è qualcosa che non va. La classifica non inganni: i rossoblù hanno 13 punti e sono in una posizione relativamente tranquilla, ma il gioco latita sempre più. Seconda partita consecutiva, dopo Cesena, dove mancano i tiri in porta. Con i biancocelesti le uniche occasioni sono arrivate da calcio piazzato, mai da un'azione corale. Col Cesena l'unica conclusione è arrivata sul penalty, poi realizzato, da Nenè. Anche ieri l'ex Marchetti non ha dovuto faticare troppo ad arginare le folate, sterili, degli avanti del Cagliari. Giusto qualche uscita alta, fondamentale in cui il portiere di Bassano del Grappa eccelle, e qualche pallone facile da bloccare. Per il resto ordinaria amministrazione.
Il Cagliari non segna. Non solo, non va nemmeno vicino a un'occasione che si possa definire tale. E' ormai lontano il bel gioco in velocità che Ballardini e Allegri prima e Donadoni poi, avevano mostrato ai tifosi. Il Cagliari di Ficcadenti somiglia molto a quello di Bisoli. Ci si difende tutti dietro la linea del pallone e diventa difficile, quando si riconquista palla a 50 metri dall'area avversaria, imbastire un contropiede veloce ed efficace. Nenè, che è un'uomo d'area, fa tutto tranne quello che dovrebbe fare. Spesso è costretto a sobbarcarsi recuperi difensivi di 70-80 metri, spesso si allarga sulla fascia a provare il cross. Ma se Nenè sta sulla fascia per crossare chi è la torre che riceve i suoi assist? Certo non può essere Cossu, che ha nell'altezza una delle sue poche pecche. Nè tantomeno Nainggolan e Biondini che non hanno gli inserimenti offensivi di Marchisio o De Rossi, giusto per citarne qualcuno.
Il Cagliari dell'anno scorso era ottimo, ma mancava una seconda punta che sostituisse il partente Jeda. Quest'anno ne sono arrivate due, ovvero El Kabir e Thiago Ribeiro. Caratteristiche perfette per sposarsi con Nenè, prima punta, e Cossu trequartista. Ovvero il tridente offensivo che tanto bene ha fatto negli anni scorsi. E invece, cacciato Donadoni, si è passati a un tridente diverso. Non sicuramente un tridente alla Zeman, che tanto bene sta facendo a Pescara, ma un tridente mascherato, tanto che, per metterla sui numeri, sa più di 4-5-1 che di 4-3-3. La prima punta tutta sola a lottare con la difesa avversaria e i due attaccanti esterni, Cossu e Thiago Ribeiro, a difendere in fase di non possesso come fossero terzini, con la difficoltà poi di ripartire perchè sfiancati da un lavoro di copertura massacrante.
Come detto prima, la sconfitta di ieri con la Lazio è pesante e ha dato più di un segnale. La strada tattica intrapresa non è quella giusta. E non regge nemmeno la giustificazione che la Lazio ha siglato tre gol su quattro occasioni. La sensazione è che se Klose e compagni avessero spinto sul piede dell'acceleratore avrebbe messo continuamente in difficoltà il Cagliari. Cosa che a parti invertire non è successa. La retroguardia biancoceleste ha avuto vita facile per tutto il match, andando in difficoltà solamente su qualche calcio piazzato. Urge cambiare e bisogna farlo in fretta. La classifica per ora è ottima ma così non si va lontano. Per metterla ancora una volta sui numeri, impietosi con questo Cagliari, i rossoblù hanno segnato un solo gol nelle ultime 4 partite, ovvero il rigore di Nenè a Cesena. E se nelle altre partite non ne aveva subito, escluso il penalty di Candreva di mercoledì, ieri ne sono arrivati tre sul groppone di Agazzi. Se non è allarme rosso poco ci manca.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Da quello che leggo la presa male Cellino la sconfitta di ieri 
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
E si Ciccio,la partita con la Lazio è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.Le cose non vanno benissimo già da un paio di partite e questo è evidente.Meridiano ha scritto:Da quello che leggo la presa male Cellino la sconfitta di ieri
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
diego89 ha scritto:Così non si va lontano!
Altra brutta partita dei rossoblù. Così non si va lontano. L'attacco è assente e ora anche la difesa scricchiola. E' ora di cambiare.
La classifica non inganni: i rossoblù hanno 13 punti e sono in una posizione relativamente tranquilla, ma il gioco latita sempre più. Seconda partita consecutiva, dopo Cesena, dove mancano i tiri in porta.
Il Cagliari non segna. Non solo, non va nemmeno vicino a un'occasione che si possa definire tale.
Ci si difende tutti dietro la linea del pallone e diventa difficile, quando si riconquista palla a 50 metri dall'area avversaria, imbastire un contropiede veloce ed efficace. Nenè, che è un'uomo d'area, fa tutto tranne quello che dovrebbe fare. Spesso è costretto a sobbarcarsi recuperi difensivi di 70-80 metri, spesso si allarga sulla fascia a provare il cross. Ma se Nenè sta sulla fascia per crossare chi è la torre che riceve i suoi assist?
E invece, cacciato Donadoni, si è passati a un tridente diverso. Non sicuramente un tridente alla Zeman, che tanto bene sta facendo a Pescara, ma un tridente mascherato, tanto che, per metterla sui numeri, sa più di 4-5-1 che di 4-3-3. La prima punta tutta sola a lottare con la difesa avversaria e i due attaccanti esterni, Cossu e Thiago Ribeiro, a difendere in fase di non possesso come fossero terzini, con la difficoltà poi di ripartire perchè sfiancati da un lavoro di copertura massacrante.
Credo che Giampaolo abbia circuito Ficcadenti
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Cellino getta acqua sul fuoco: "Ficcadenti? Guai a chi me lo tocca"
Fonte: Unione Sarda
Negli ultimi giorni, complice la sconfitta interna patita per mano della Lazio, sono cominciate a rincorrersi voci di un possibile esonero di Massimo Ficcadenti da parte del presidente Cellino, noto mangia-allenatori. Lo stesso patron cagliaritano è però intervenuto sulla questione, blindando il tecnico marchigiano: “Non toccatemi il Cagliari, a iniziare da Ficcadenti, per proseguire con i giocatori e concludere con i magazzinieri. Dopo la sfortunatissima partita con la Lazio c'è chi ha osato insultarci. Per fortuna, per un presunto tifoso che ci fischiava, ce n'erano cento che ci incoraggiavano. Ripartiamo da questi per costruire un grande Cagliari”.
Sul tracollo di domenica è quanto mai particolare la lettura data dal presidente: “Meglio uno 0-3 che un altro 0-0. Abbiamo provato a vincere e abbiamo perso. Nessun problema, la Lazio ci ha dato la sveglia, ora riprenderemo a correre. Abbiamo tredici punti dopo nove partite, perfetta media salvezza”.
Insomma, Ficcadenti può dormire sonni tranquilli, nonostante qualche mugugno della tifoseria: “Tipico atteggiamento di chi è abituato a perdere. Una sconfitta, che sarà mai. Stiamo costruendo la squadra del futuro, serve lavoro, pazienza e fiducia. Io ho tutte queste cose, lo stesso devono avere i nostri tifosi. Saranno ripagati”. Ai tifosi che chiedono il siluramento dell’ex tecnico del Cesena, risponde così Massimo Cellino: “Non c'è bisogno che i tifosi mi diano la spinta per un esonero. Se lo devo fare, lo faccio, anche se tutti mi dicono di non farlo. Ora come ora con Ficcadenti neanche per idea. È un allenatore bravo e una persona perbene. Dopo le vittorie di Roma e Lecce era un fenomeno, ora è diventato scarso. Siamo seri e, soprattutto, equilibrati”.
Una spiegazione a questa evidente involuzione ci dovrà pur essere: “Ha ragione Ficcadenti, i giovani, specie gli stranieri, non sono pronti. Serve più tempo. Io sono stato il primo a dirlo e poi me lo sono dimenticato. Per fortuna, mi hanno aperto gli occhi”. L’attacco è a secco da diverse settimane, se si esclude il rigore di Nené al Manuzzi: “Sfiga nera, Ibarbo che deve crescere, Nenè, Ribeiro e Larrivey in un momento poco felice, El Kabir infortunato, pochi palloni utili. Tante cose, tutte superabili”. Dunque, nessun mea culpa per alcune scelte estive in fase di mercato: “Pentito? Di chi, di Parolo ultimo in classifica? O di Candreva che chiedeva un maxi ingaggio e il posto da titolare? Mi tengo stretto Ekdal, che si è ridotto l'ingaggio, Ibarbo che guadagna 120mila euro l'anno, Canini che ha rifiutato il doppio dello stipendio dall'Atalanta. Non cambio i miei ragazzi con nessuno”.
Dal presidente arriva però la conferma che èormai agli sgoccioli la permanenza a Cagliari di Biondini: “Voglio essere chiaro su questo punto. Biondini ha scelto di non rinnovare il contratto, come è suo diritto, sino a quando starà con noi sono certo che si comporterà con lealtà, come ha fatto sino a ora, e il tecnico potrà utilizzarlo come e quando vorrà, certo della sua professionalità”.
Cosa aspettarsi dal futuro prossimo: “Una voglia matta di tornare a vincere e ringraziare i tifosi dell'affetto. Piuttosto, sia Ballardini che De Canio hanno rifiutato la panchina del Cesena, Delio Rossi quella del Bologna e così via. Bene, da noi non accade. Gli allenatori accettano con entusiasmo, come ha fatto Ficcadenti. E tutto ciò perché siamo un'azienda seria. Questa è la verità”. Importantissimo dunque ritrovare il feeling coni tifosi, che sino alla gara col Napoli di appena dieci giorni fa sembrava saldissimo: “La sconfitta con la Lazio è stata una scossa elettrica, la nostra crescita passa anche attraverso questi episodi. Ma c'è un altro aspetto importante: i tifosi ci aiutino, abbiamo bisogno di loro soprattutto nelle difficoltà, non quando le cose vanno bene”.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Classifica IFFHS: Cagliari 307mo
02.11.2011 11:22 di Francesco Strazzera
Tredicesimo in Italia, trecentosettesimo al mondo. Questo il posizionamento del Cagliari nella classifica dei 400 migliori club del mondo stilata dalla IFFHS. A guidarla Barcellona, Real Madrid e Manchester United; l’Inter, al dodicesimo posto, è la prima delle italiane.
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Re: Pensieri e parole sui rossoblu
Cellino: "Ficcadenti non si tocca"
07.11.2011 08:44 di Niccolò Schirru
Ha parlato a margine della sconfitta contro l'Atalanta. E, come riporta l'edizione odierna dell'Unione Sarda, l'ha fatto per confermare la fiducia a Massimo Ficcadenti. "Qui non c'è da cacciare l'allenatore, semmai il sottoscritto", ha esordito il patron rossoblù, per poi spiegare: "La questione stadio mi sta assorbendo gran parte delle energie, ho così perso lucidità per analizzare bene la situazione", come a sostenere che la sua presenza avrebbe il tocco magico di restituire briosità al gioco, attualmente inesistente, del Cagliari. Cellino blinda in maniera incondizionata il tecnico, tanto che le sue parole suonano quantomeno strane, avendoci abituato a ben altre prese di posizione nei confronti dei suoi tecnici. "Per fortuna non mi ha dato retta quando gli ho detto di rivoluzionare la squadra. Abbiamo acquistato giocatori giovani, molti stranieri, ci vuole quindi del tempo per inserirli", ha rincarato Cellino, prima di affermare senza se e senza ma che "questa è la strada che dobbiamo seguire, perché la direzione è giusta. Prepariamoci magari a una stagione difficile, ma è il prezzo da pagare quando si rinnova così tanto come abbiamo fatto noi". Dunque il Cagliari di punto in bianco diventa una squadra che deve lottare per la salvezza, Nenè un attaccante da zero gol in dieci giornate, Cossu un fantasista da zero assist in altrettanti turni. Il tutto per via della gioventù di alcuni acquisti che, peraltro, o non giocano, o giocano un massimo di venti minuti a partita. Vogliamo scommettere che presto, dopo tifosi e critica, cambierà idea anche il patron?
