CONTE integrale: "Vucinic e Buffon? Vediamo. L'Inter piange? Pensiamo a noi"
28.10.2011 14:05 di Redazione TuttoJuve
Media Center di Vinovo tutto esaurito per la conferenza stampa di Antonio Conte, alla vigilia dell'attesissimo derby d'Italia tra Inter e Juventus. TuttoJuve.com sta trascrivendo integralmente ed in tempo reale le dichiarazioni del tecnico bianconero, che sta rispondendo alle domande dei numerosi giornalisti:
Prima di entrare nel dettaglio, volevo sapere come sta Vucinic. E visto che Buffon ha forzato i tempi, se c'è la possibilità di vederlo in campo già domani...
"Dobbiamo fare ancora l'allenamento, quindi non posso esaudire la tua richiesta".
Ma c'è la possibilità?
"Dopo l'allenamento ho una certezza, però prima dell'allenamento non so se ci sia la possibilità".
L'Inter ha passato una settimana a dire che ha avuto troppi rigori, a piangere e a lamentarsi. E' una cosa che ti preoccupa o ti lascia indifferente? Può essere un modo per mettere le mani avanti?
"Ti dico la verità, noi pensiamo molto in casa nostra, questo è quello che dico sempre ai ragazzi, anche perchè ognuno ha i propri problemi ed è giusto che noi ci guardiamo i nostri e cerchiamo soprattutto di lavorare per risolverli, questa è la cosa più importante. Poi quello che accade agli altri è sempre molto molto marginale".
Hai detto in un'intervista che domani l'Inter è favorita. Dopo otto giornate però, la Juve ha 16 punti, l'Inter 8; voi 6 gol subiti, loro 14. Ti chiedo perchè pensi che loro siano favoriti...
"Io non ho detto che loro sono favoriti, ma partono da favoriti. Così come partono da favoriti per la vittoria dello scudetto, del campionato. L'ho detto, lo ribadisco, e finchè non si arriverà alla fine del girone di andata sicuramente non avremo grandi certezze sulla griglia, se può cambiare o meno. Quindi per me la griglia rimane la stessa di partenza, non sono certo otto partite che possono cambiare le valutazioni o scombinare i piani di qualcuno. Quando parlo di Inter favorita, è perchè l'ossatura dell'Inter è quella di due anni fa, di una squadra che ha vinto praticamente tutto, ha dominato in Italia e in Europa, e quindi resta la favorita".
Lei dice sempre che certe partite si preparano da sole. In questi giorni ha avuto questa sensazione?
"I giorni sono stati veramente pochi perchè abbiamo giocato martedì sera con la Fiorentina, quindi sono stati proprio pochi i giorni per avvertire questa situazione. E' inevitabile comunque che si abbia la tensione, la giusta tensione che abbiamo sempre in ogni pre-partita, sia che si tratti di giocare con l'Inter, sia che si tratti di giocare con l'ultima della classe. Per noi non deve cambiare assolutamente niente perchè altrimenti avremmo un atteggiamento e un pensiero da provinciale, se pensassimo che la partita con l'Inter sia 'la Partita'. E' una partita - sono tre punti - tra due squadre che hanno fatto sempre la storia - assieme al Milan - del calcio italiano. Però sono tre punti. Ripeto, però, pensare o ragionare in maniera diversa sarebbe veramente confermare quello che si è fatto nelle ultime stagioni".
Dopo la partita con la Fiorentina hai un po' lamentato la freddezza del pubblico. La sensazione però è che lo stadio fino ad oggi vi abbia dato qualcosa in più. Reputi che in trasferta la tua Juve abbia già acquisito la maturità per fare la partita come in casa? Fino ad oggi l'avete fatta, ma producendo meno occasioni nelle partite in trasferta. In casa, invece, siete aggressivi ad alti livelli e mettete in crisi tutti.
"No, bisogna sempre interpretare e stare attenti a quello che si dice. Io non ho detto di essermi lamentato per la freddezza del pubblico. Io ho solo detto che per dieci minuti dopo il pareggio della Fiorentina è calato il silenzio allo stadio, e ho esortato i tifosi della nostra squadraa evitare questi black out. Ho sempre detto, anzi, che per noi il tifoso è sempre stato il dodicesimo uomo in campo e non lo dico certo per piaggeria, ma è un dato di fatto. Quindi stiamo attenti ad interpretare quando parliamo, cosa diciamo, perchè a volte si capisce quello che si vuole capire. Per quanto riguarda l'atteggiamento, l'atteggiamento è sempre stato lo stesso, sia in casa che in trasferta. Spesso la prestazione viene giudicata in base al risultato, invece, io la prestazione la giudico in base a quello che vedo in campo e a quello che fanno. Io sono contento di quello che hanno fatto sia in casa che fuori casa. Invece spesso e volentieri il giudizio è sempre dovuto molto al risultato, se si vince, se si perde, se si pareggia, però l'allenatore deve andare molto al di là di queste considerazioni e vedere la prestazione; io la prestazione dei ragazzi l'ho sempre definita importante e incoraggiante, altrimenti non avremmo fatto 16 punti, che non se li aspettava nessuno all'inizio del campionato".
Negli ultimi campionati, le partite con l'Inter sono state giocate dalla Juve soprattutto sotto l'aspetto nervoso e comunque con grande partecipazione. E spesso sono finite bene: l'anno scorso è arrivato un pareggio a San Siro ed una vittoria in casa; due anni fa una vittoria in casa. Quasi come se la Juve negli anni precedenti mettesse tutte le sue energie in questa partita. Tu chiaramente, da allenatore lungimirante, avrai sicuramente cambiato un po' la prospettiva...
"Penso di aver detto prima tutto, di averti dato una risposta. Tu hai fatto delle considerazioni giuste, considerazioni che ho fatto anch'io, perchè io vado a vedere lo storico, perchè lo storico è importante. Quello che hai detto è giusto: quando dico che la partita con l'Inter deve tornare ad essere una partita normale per noi, significa non ragionare da provinciale, perchè l'anno scorso, comunque, i dati, i numeri, dicono che con l'Inter era la partita, la partita della vita: la si vinceva e poi si arrivava settimi. Atteggiamento da provinciale e noi non dobbiamo ragionare da provinciale. Per noi quella con l'Inter deve diventare una partita normale, la normalità, una partita di grande spessore, contro una grande squadra, però vale tre punti. Se poi dopo l'Inter, non dai seguito in campionato, che te ne fai della vittoria con l'Inter? Che te ne fai della vittoria col Milan? Quando parlo di sprovincializzarsi, è importante che ciò avvenga. Perchè? Perchè negli ultimi tempi i risultati ottenuti hanno detto questo".
Un paio di volte quest'anno avevi sottolineato di aver gente ben allenata e non logora, per il fatto di non fare le coppe. TI chiedo se è cambiato qualcosa visto che martedì è vicino e comunque avete speso tanto. Se hai pensato quindi di cambiare qualche uomo oppure partono tutti da zero...
"Avremo l'allenamento oggi e vedremo, vedremo...Cercherò di fare le scelte migliori, però manca un allenamento, quindi vado piano a dire qualsiasi cosa perchè bisogna vedere e valutare. Cercherò di sbagliare il meno possibile. Il mio intento, prima di ogni partita, è di sbagliare il meno possibile e di mandare in campo la formazione migliore per me".
Non guardi a martedì?
"No, io guardo chi martedì ha giocato bene e chi ha giocato meno bene, questo guardo".
Antonio, considerando l'Inter un avversario normale, non hai la sensazione che avresti la possibilità di scombinarle completamente i piani? Perchè sappiamo che poi c'è tanto da giocare, però potresti togliere di mezzo un avversario molto scomodo per i progetti futuri della Juve...
"Per noi la partita con l'Inter deve rappresentare una tappa, un'ulteriore tappa, in cui dobbiamo cercare di crescere ulteriormente. Lo dico sempre ai ragazzi, ai miei calciatori: utilizziamo ogni giorno, ogni santo giorno, per cercare di migliorarci in tutto. La partita con l'Inter, quindi, deve servire a crescere ulteriormente, deve servire anche a tastarci in una situazione sicuramente contro una grande squadra, favorita per lo scudetto, vedere che tipo di reazione abbiamo, vedere come andiamo a San Siro e mi auguro di trovare da migliore sul risultato poi positivo, piuttosto che sul risultato negativo".
Visti questi messaggi ai tifosi di sostenere maggiormente la squadra, di sprovincializzarsi, si può dire che a Vucinic - su cui qualche tifoso mugugna - è mancato davvero solo il gol? L'altra sera poteva farne anche due...
"Io sono molto contento della prestazione di Mirko dell'altra sera, così come sono molto contento dell'atteggiamento e della voglia che ci sta mettendo Vucinic, così come tutti quanti i miei calciatori. Quindi, per me il discorso anche del gol, relativo all'attaccante, è un discorso molto marginale. Preferisco che l'attaccante faccia quello che gli chiedo: faccia i movimenti, lavori per la squadra, sia a livello offensivo, sia a livello difensivo. E poi sarà il gioco a cercare di esaltare le caratteristiche del singolo, quindi a mettere nelle condizioni Vucinic, a mettere in condizioni tutti gli attaccanti o chi arriverà sotto porta, di cercare di fare gol. Io non mi arrabbierò mai per un passaggio sbagliato, per un gol sbagliato, io mi arrabbierò sempre, tanto, se l'atteggiamento è sbagliato. Quella è la cosa che più mi fa arrabbiare. Per me Vucinic sta facendo grandi cose e sono convinto che possa farne ancora di più".
Riferendomi all'ultima intervista che hai rilasciato: si può essere vincenti senza essere antipatici?
"Impossibile. Non ho mai trovato un vincente che non risulti antipatico (ride, ndr), anche perchè chi vince suscita invidia, suscita cattiveria, suscita comunque gelosie, perchè tutti vorrebbero stare al tuo posto. Quindi, siccome non siamo in un Paese che....(pausa e sorriso, ndr).... tutto questo non succederà mai. Non succederà mai e forse il bello è anche questo".(redazione TuttoJuve.com).
Gonde - Egs Allenadoreaaaah
Moderatore:MrVaridoianis
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
CONTE A SKY: "Vittoria importante ma potevamo chiuderla prima. Sprovincializzati? Stiamo cambiando mentalità passo per passo, c'è ancora da lavorare"
Le parole del tecnico bianconero.
29.10.2011 23:25 di Alessandro Vignati
Intervenuto nel post-match di Sky al termine dell'incontro tra Inter e Juventus il tecnico bianconero Antonio Conte ha rilasciato le sue impressioni dopo la trasferta milanese. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com.
Si può perdere la voce per troppa gioia?
"Mi auguro sempre di perderla per gioia e non per delusione, oggi comunque c'è ancora...".
Questa squadra sta trovando consapevolezza per stare in vetta?
"Sono delle tappe di crescita sperando che siano positive, come stasera. Ma anche dalle negative puoi imparare, stiamo facendo passi avanti, saliamo a 19 e restiamo in vetta. E' una soddisfazione per i ragazzi per i sacrifici che stanno facendo giorno per giorno".
Dove ha vinto la partita la Juventus?
"Non so, questo dovete dirlo voi che fate le analisi tattiche. Abbiamo cercato di dare il meglio, non è facile venire a San Siro e vincere creando così tanto in fatto di palle gol".
Avete avuto difficoltà in impostazione, però sugli esterni si è vista la vostra freschezza e anche degli avversari.
"La fatica in 8 giorni da entrambi le parti era inevitabile, aldià di tutto abbiamo superato un esame contro una squadra che era favorita nei nostri confronti nel pronostico di stasera".
Vi manca ancora un po' di cinismo e vivete qualche minuto di impasse, anche stasera.
"E vero, ci manca ancora qualcosa. Sia nel primo tempo che nella ripresa potevamo chiuderla, e invece abbiamo sofferto fino alla fine. Dobbiamo imparare a riposare con la palla, perchè non si può andare sempre a 2000. Ma ricordiamoci che partivamo da 0, con una nuova mentalità e cercando di rischiare qualcosa, ma l'importante per noi è di divertirci e divertire la gente che viene a vederci".
Era un rischio calcolato il duello Maicon-Vucinic?
"Si è vero potevano esserci difficoltà, tra l'altro entrambi han segnato. Ho spostato Pepe da quella parte dopo qualche minuto perchè Mirko poteva far bene anche dall'altra parte, mentre Pepe è multiuso. Poi anche Estigarribia nel finale ha fatto bene arginando Maicon".![]()
La Juve è sembrata molto solida concedendo niente nella ripresa all'Inter. Sta crescendo in solidità?
"Ho parlato durante l'intervallo alla squadra cercando di limitare la loro superiorità numerica sugli esterni chiamando i centrali di centrocampo a dare una mano a Lichtsteiner e Chiellini e non solo limitarsi alla densità centrale in fase di non possesso".
Vi siete sprovincializzati stasera oppure correte il rischio, come ha detto Chiellini, che vincendo a San Siro di avere problemi di concentrazione nelle prossime?
"Faccio gli scongiuri, ora stiamo lavorando molto per evitare le ultime stagioni".
Ora cè il Napoli.
"Sarà una gara durissima, assieme alle milanesi i partenopei hanno l'organico giusto per vincere il titolo".
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
CONTE A MP: "Grande prova di forza e personalità, ma non parliamo di classifica. Rigore? Non commento. Vucinic si sta allenando con grande applicazione, da grande campione"
L'entusiasmo del tecnico bianconero.
29.10.2011 23:44 di Giacomo Auriemma
La Juve sbanca San Siro e vola di nuovo al comando della classifica di serie A, con due punti di vantaggio sul Milan, cinque sul Napoli e addirittura undici sulla squadra di Ranieri: Conte è entusiasta dell’ennesima prova positiva dei suoi ragazzi e sprizza gioia da tutti i pori ai microfoni di Mediaset Premium:
Cominciamo dal rigore.
“Parlare di episodi non serve. È più giusto commentare l’aspetto tecnico e tattico, già c’è grande stress per la gara contro una grande squadra: siamo felici per aver ottenuto i 3 punti, soffrendo ma giocando sempre. Potevamo chiudere prima”.
Modulo uguale a quello con la Fiorentina.
“Sì, anche se l’intensità era più bassa rispetto alle ultime gare, ma ci stava: era la terza gara in otto giorni. Complimenti ai ragazzi: vittorie come queste aumentano l’autostima, ma rimaniamo bassi e lavoriamo”.
La classifica ora dice Inter a – 11.
“Si, ma la classifica è un discorso aleatorio. Basti pensare che il Milan era a 7 punti ed ora ha solo due lunghezze di ritardo. Napoli, Inter e Milan hanno organici importanti e si sono rinforzati parecchio. Loro partono come favoriti e noi lavoriamo per colmare il gap”.
Grande Juve: Pepe ancora una volta uno dei migliori.
“Simone è un giocatore che ha qualità e quantità, negli anni passati si assentava qualche volta, ma questo non deve succedere. Appena vedo che cala, gli faccio assaggiare il bastone con i chiodi. I ragazzi vedono che il lavoro dà frutti”.![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Primo posto meritato: ennesima prova di forza stasera. Sembra una squadra ormai matura. Soddisfatto?
“Prestazione davvero positiva, l’ultima volta a San Siro nel trofeo Berlusconi non eravamo andati bene. Oggi siamo tornati da primi della classe e abbiamo onorato il nostro primato. I ragazzi si mettono a disposizione e lavorano in maniera importante, tutti, dai campioni del mondo a quelli meno impiegati”
La difesa ha funzionato perfettamente?
“Marchisio e Vidal nel primo tempo stavano stretti e non pressavano Obi e Zanetti che allargavano e andavano sempre due contro due. Nel secondo tempo abbiamo sofferto di meno e mi hanno acocontentato. Ma Arturo e Claudio sono due giocatori straordinari”.
Vucinic?
“Mirko sta facendo bene e in settimana si sta comportando da campione. Gli farò i complimenti”.
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
CONTE, conferenza integrale: "Vittoria sull'Inter ci ripaga di tanti sacrifici, ma stiamo bassi bassi. Chiellini è un soldato, contento della sua grande prova"
30.10.2011 01:25 di Redazione TuttoJuve
Antonio Conte ha risposto alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa tenutasi allo stadio San Siro dopo il derby d'Italia. TuttoJuve.com l'ha seguita e trascritta integralmente:
Avete mantenuto il primato in classifica e l'imbattibilità. E' più importante questo, oppure, aver tagliato fuori definitivamente l'Inter dalla corsa scudetto?
"Penso non sia importante nè una cosa, nè l'altra. L'importante per noi è aver vinto, aver fatto tre punti. Questa è la cosa più importante che ci deve interessare. Le altre cose non devono assolutamente interessarci, anche perchè il campionato è talmente all'inizio ed è talmente lungo che nessuno è tagliato fuori, nessuno può sentirsi in lotta per lo scudetto".
Lei cercherà di far rimanere i giocatori e tutto l'ambiente con i piedi per terra, però ormai siamo alla decima giornata, la Juve è in testa e sembra una squadra molto solida, compatta. Anche i tifosi si aspettano una Juve che lotti per lo scudetto fino alla fine...
"Quello che si devono aspettare i tifosi è che i giocatori giochino sempre per dare loro grandi soddisfazioni, giochino per l'attaccamento alla maglia, questo si devono aspettare i tifosi, non si devono aspettare altre situazioni. Il resto verrà da sé. Quello che a me preme, quello che io posso promettere ai nostri tifosi è assolutamente il massimo impegno, la massima voglia, il massimo entusiasmo, il massimo sacrificio, mio e dei ragazzi, per cercare di riportare la Juventus dove merita. Non mi stancherò mai di ripetere che veniamo da due settimi posto, veniamo da tante illusioni, tanti proclami fatti ai tifosi e poi non mantenuti. Io proclami non ne faccio. L'unico proclama che posso fare è quello di promettere grande impegno e tutto quello che possiamo fare il bene di questa Juventus. Poi quello che arriverà, arriverà, però i tifosi sappiano che arriverà il massimo da parte nostra. Poi non so cosa può rappresentare il massimo per questa squadra".
Nel discorso famoso delle tappe, questa, nella consapevolezza di tornare ad essere una grande squadra, è più o meno importante della vittoria contro il Milan? E poi quanto ti sei arrabbiato per il rigore non dato a Marchisio?
"Sì, poi il rigore....se c'è il rigore, c'è anche l'espulsione, tra virgolette, perchè non vorrei minimizzare l'accaduto. No, ma...giusto così. Anche quelle sono situazioni che è giusto valutiate voi, perchè ci sono dei mezzi televisivi adatti per dare delle giuste valutazioni. Quello che pensano gli allenatori secondo me è superfluo. Potreste anche non chiedercelo, perchè non è compito nostro, visto che noi dobbiamo stare in campo, dobbiamo vedere tante situazioni tecnico-tattiche, quindi è giusto non entrare in queste situazioni. Invece è giusto che voi lo facciate in maniera molto onesta, molto disinteressata, dicendo le cose come stanno, sia in positivo che in negativo. Per quanto riguarda la tappa di oggi, dobbiamo crescere, ma è importante che sia stata una tappa positiva. Mi auguro che siano tutte tappe positive, che vengano risultati positivi e che ci aiutino, nel positivo, a trovare qualcosa in cui crescere. Dobbiamo mettere anche preventivo che ci saranno delle tappe negative, dove comunque dovremo crescere lo stesso. E' un percorso che stiamo facendo, siamo partiti da zero e proprio per questo c'è grande soddisfazione da parte mia, da parte dei ragazzi per quello che stiamo facendo. Sappiamo che non ci regala niente nessuno. Sappiamo che quello che ci prenderemo sarà sicuramente dovuto al sacrificio e al lavoro settimanale. E' inevitabile che vincere a Milano con l'Inter ti ripaga di tanti sacrifici, aumenta l'autostima, aumenta la consapevolezza, rafforza anche la posizione dell'allenatore, che magari non dice sempre scemenze. Quindi queste sono le cose positive. Sicuramente per noi è una gioia importante: venire in casa di una delle squadre che parte con i favori del pronostico e vincere, ci deve riempire di soddisfazione e farci capire che la strada è quella giusta. Però stiamo bassi bassi perchè domenica ci aspetta un impegno durissimo a Napoli contro il Napoli".
Ieri ti sei sforzato di dire che la partita contro l'Inter non era la partita della vita, perchè bisogna pensare in grande. Però quella corsa che hai fatto con i tuoi ragazzi sotto la curva, al fischio finale, cosa significa? Che hai detto una piccola bugia?
"No, se va nel mio passato vede che anche a Bari e a Siena, in alcune partite, sono andato sotto la curva con i giocatori. Non è che sto facendo qualcosa di diverso perchè sono alla Juventus. Mi sto comportanto come mi sono sempre comportato negli passati. Se andate indietro, vedere che col Bari, spesso e volentieri, andavo con i ragazzi sotto la curva, anche col Siena. Quindi rimane una partita normale, una partita però vinta, questa è la cosa più importante".
Rispetto alla Juve dell'anno scorso, dov'è la mano di Conte?
"Ma non devo dirlo certo io dov'è la mano di Conte. Io so dove sono le mie mani, questo sicuramente, però non devo certo dire io dov'è la mano di Conte sulla squadra, altrimenti...qualcuno dovrà pure giustificare il vostro lavoro o quello di chi sta in televisione (ride, ndr). Se vi devo dare la formazione, l'aspetto tattico e la mano mia...(ride, ndr).
Dopo una partita come questa si riesce a trovare qualche difetto, qualcosa da migliorare? Poi mi dici della partita di Chiellini, che era stato tanto criticato e mi sembra che oggi abbia fatto una grande partita....
"C'è sempre da migliorare tanto. Io mi auguro di migliorare e di trovare sempre da migliorare su - tra virgolette - partite positive, come questa. C'è da migliorare, anche perchè nel secondo tempo abbiamo migliorato tanto. Quando sono entrato nello spogliatoio c'è stato un accorgimento tattico: con i centrocampisti nel primo tempo eravamo molto stretti, sulle fasce si creava sempre superiorità numerica con Obi e Zanetti, quindi due centrocampisti dovevano essere un po' più larghi e cercare di dare un aiuto ai terzini. E' un percorso dove dobbiamo continuare a migliorare: dobbiamo migliorare nel possesso palla, dobbiamo migliorare nella gestione, nel riposo con la palla, bisogna migliorare nel fare gol, perchè anche oggi siamo mancati a livello di cinismo. Ci sono state delle situazioni che potevamo veramente sfruttare e stare piu tranquilli in partita. Qualcuno mi ha detto: 'Mister, stia calmo, altrimenti non arriva ad allenare a 60 anni'. E io ho risposto: 'Guardi, dopo quest'anno smetto'. Per quanto riguarda Chiellini, penso di aver detto, quando si è trovato in difficoltà in un paio di partite, di avere grandissima fiducia in lui e si stimarlo, quindi io ho grandissima fiducia e grandissima stima, soprattutto nell'uomo e quindi nel calciatore. Per me lui è un elemento importante, per come si allena, per l'esempio che dà, per tutto quello che fa, è un soldato, dove lo metti gioca e non dice niente. Il fatto che lui abbia fatto una grande prestazione credo, così come contro la Fiorentina, mi riempie sicuramente di gioia e di soddisfazione. Al di là di Chiellini, sono contento per tutti i calciatori che hanno fatto tutto quello che chiedevo di fare".
Dal punto di vista tattico, che cosa ha determinato la vittoria? Avete spinto molto nella fascia destra. Pensavate che il punto debole dell'Inter fosse in quella fascia?
"Noi prima di ogni partita studiamo l'avversario, studiamo dove concedere e dove poter far male. Sapevamo benissimo che oggi sulla fascia sinistra avremo potuto soffrire un po' di più all'inizio, ma abbiamo accettato lo scontro, il confronto Vucinic-Maicon, che è finito in parità perchè hanno fatto gol sia Vucinic che Maicon. E' inevitabile poi che uno utilizzi le situazioni tattiche per cercare di far male all'avversario, per cercare anche di farsi meno male. Penso sia molto importante per noi e per un allenatore leggere la partita in corso e magari, a volte apportare dei correttivi durante la partita".
Può essere questa la partita della svolta per la Juventus?
"Guarda, questa non è la partita della svolta. Domenica andremo ad affrontare una partitaccia, molto tosta, a Napoli. Molto, molto dura. Ho detto sempre che alla fine del girone d'andata faremo un po' di conti, capiremo un po' chi siamo, dove possiamo andare, dove possiamo arrivare, questo è fuori dubbio".
Poi ritieni che l'Inter sia fuori dal giro scudetto?
"Siamo talmente all'inizio, l'organico dell'Inter è talmente competitivo e pieno di campioni che rientrerà sicuramente nel giro scudetto, questo è sicuro".
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore

I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
Conte: "Grazie Trap! Senza di te non avrei scritto la mia storia juventina"
17.11.2011 11:05 di Davide Terruzzi
17 novembre 1991. In un derby vinto per una rete a zero contro il Torino esordiva un giovane centrocampista proveniente da Lecce. Il suo nome era Antonio Conte. 20 anni dopo quel ragazzo è diventato un simbolo della sua Juventus e ne è l'allenatore. In un'intervista rilasciata al sito ufficiale della società, il tecnico torna indietro con la memoria.
Antonio, un piccolo quiz. Cosa ti dicono queste immagini?
"Be’ sono le immagini del mio esordio con la Juventus nel derby contro il Torino. Entrai al posto di Schillaci, derby che vincemmo 1-0 con gol di Casiraghi, ma è stato l’inizio di questa bellissima storia di cui ne vado fiero e orgoglioso e la custodisco sempre".
17 novembre 1991, sono passati 20 anni. Ti ricordi cosa ti disse Giovanni Trapattoni?
"Mha, ricordarsi proprio cosa mi disse il mister no, però il mister lo ricordo sempre con grandissimo affetto perché è una persona che è stata per me come un padre e sono convinto che se ci fosse stato un altro allenatore difficilmente sarei rimasto tanto tempo alla Juventus perché quell’anno del mio arrivo fu particolarmente difficile. Solamente un secondo papà come Giovanni Trapattoni mi ha permesso di scrivere la mia storia juventina".
Ti saresti mai immaginato di diventare uomo simbolo e capitano di questa squadra?
"No, l’ho detto prima ai ragazzi. Neanche nella più rosea aspettativa avrei potuto immaginare essere per 13 anni nella storia juventina vincendo quello che ho vinto diventandone capitano e poi andando in nazionale e tornarci come allenatore. Non l’avrei mai potuto immaginare, ecco".
Ricordando quello che disse Trapattoni, cosa dici a un giovane che fa il suo esordio in A?
"Di entrare sul campo e di fare quello per cui si allena intensamente durante la settimana senza farsi condizionare dalle emozioni o dalle tensioni del debutto. A me è capitato, nella mia breve carriera di allenatore, di far esordire dei giovani e gli ho detto proprio questo".
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
CONTE integrale: "Tutti disponibili, d'ora in poi solo scelte tecniche. Gara col Palermo come una finale. Ritorsioni arbitrali? Non ci penso, guardo i verdetti del campo. Mai detto cose su rinvio di Napoli e convocazioni. E su Vidal..."
19.11.2011 10:05 di Redazione TuttoJuve
Alla vigilia della sfida casalinga contro il Palermo, l'allenatore della Juventus, Antonio Conte, si è presentato alle 10:00 in punto al Media Center di Vinovo per rispondere alle tante domande dei giornalisti. Ecco la trascrizione integrale ed in tempo reale della conferenza stampa, a cura della redazione di TuttoJuve.com:
"Buongiorno. Facciamo una cosa breve e indolore?". (ride,ndr).
Sì. Dopo una sosta così lunga, temi qualche riflesso? E come hai lavorato per sopperire ad eventuali cali di tensione?
"Con domani sono 22 giorni che non scendiamo in campo, quindi è inevitabile che leggo anche attraverso la carta stampata delle perplessità...non delle perplessità.... un punto interrogativo sul fatto di come ci ripresenteremo. E' da giovedì che siamo tornati tutti insieme con i ragazzi. Stiamo cercando un attimo di risintonizzarci subito, quanto prima. L'allenamento di ieri, infatti, è stato anche un allenamento proprio per dare il bentornato a tutti i calciatori e farli rituffare di nuovo nel clima campionato e nel mondo Juventus, che è il nostro mondo. Perchè sappiamo benissimo che quando stai 10-12 giorni con le Nazionali, prendi i ritmi delle rispettive Nazionali. Siamo tornati...e sono contento di avere a disposizione dei ragazzi che hanno sempre grande disponibilità, hanno voglia di fare delle cose importanti e quindi da questo punto di vista sono contento di averli tutti a disposizione".
E' stata anche la settimana delle carte bollate. E' chiaro che voi pensate al campo, ma pensi che possano esserci dei riflessi? Non vorrei citarla, ma mi riferisco alla classe arbitrale, il clima in generale...
"Sai, a me è sempre piaciuto da calciatore e adesso da allenatore, guardare sempre le cose sul campo, quindi vedere sempre i verdetti del campo, che secondo me sono quelli veritieri, quelli che danno la reale verità. Non penso assolutamente a niente, perchè se dovessi minimamente pensare a qualcosa del genere, smetterei oggi stesso di fare l'allenatore e starei casa, a non togliere tempo ai miei familiari. Questo che sia chiaro. Noi, io ed i calciatori, dobbiamo convogliare le nostre forze e le nostre energie sul campo, questo è fuori dubbio. Dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo sapendo che stiamo costruendo qualcosa nel presente, di durature e di forte anche per il futuro. Questo ci deve dare forza, ci deve dare fiducia, ci deve dare consapevolezza che il lavoro è quello che a noi deve interessare".
Visto che non ci sono state tue dichiarazioni ufficiali, come hai preso il rinvio di Napoli? E visto che ci sono queste tre partite ravvicinate, se fra diffide e gestione delle energie pensi anche ad un po' di turnover...
"Ci tengo a sottolineare una cosa perchè, come hai detto, dopo la partita di Napoli non ci sono state mai miei dichiarazioni ufficiali, eppure ho letto su qualche giornale di un Conte arrabbiato per il rinvio di Napoli, di un Conte arrabbiato per le convocazioni delle Nazionale. Eppure lo hai sottolineato tu stesso che dichiarazioni ufficiali da parte mia non ce ne sono state, quindi pregherei che.... col sentito dire.... bisogna sempre riportare quando c'è qualcosa di scritto e di detto, non 'pensiamo che l'allenatore sia arrabbiato, sia furioso o contrariato per le convocazioni'. Cioè, diciamo delle cose inesatte, non dette. Lo possiamo anche pensare: il giornalista può pensare che l'allenatore è arrabbiato perchè sette sono stati convocati in Nazionali o perchè il rinvio della partita col Napoli c'è stato. Ma una cosa è pensarlo, una cosa è scrivere una cosa detta dall'allenatore. Scusate ma ci tenevo a dire questa cosa, perchè altrimenti poi andiamo su qualcosa di sentito dire. Le notizie devono essere riportate se vengono dette dalla persona interessata, non per sentito dire. Scusate ma ci tenevo, perchè non mi è piaciuto, dico la verità. Non mi è piaciuto ritrovarmi sui giornali senza aver detto niente. Tornando al discorso di Napoli, se è stata presa questa decisione deve essere rispettata. L'abbiamo rispettata in maniera molto serena e quindi è stata anche fissata una data nella quale sarà recuperata la partita. Come si è detto, a volte, la realtà deve superare lo sport. In quel momento doveva essere rinviata la partita e quindi è stata rinviata. Per quanto riguarda il turnover, guardiamo di partita in partita. Guardiamo di partita in partita perchè è importante di partita in partita cercare di fare più punti possibili. Quindi, adesso c'è la partita col Palermo e per noi la partita col Palermo è la finale di coppa del mondo, perchè sono tre punti, è la prima di questo ciclo importante e per noi la partita di domani deve essere la finalissima".
Cosa significa nel concreto non giocare per 20 giorni? Cosa toglie e cosa dà?
"Sicuramente può spezzare il ritmo, questo è fuori dubbio. Può interrompere un momento in situazione favorevole, però di questo non sono preoccupato perchè eravamo pronti prima e torniamo ad essere pronti adesso. Chi è rimasto qui ha fatto un grandissimo lavoro. Chi è andato in Nazionale ha avuto comunque l'opportunità di giocare e di tenersi allenato, quindi niente alibi, niente di niente, domani si ricomincia il campionato, tre punti importantissimi per noi, così come lo saranno per il Palermo, che non dimentichiamo viene da tre anni consecutivi in cui ha espugnato il nostro campo. Quindi dovremo fare massima attenzione, dovremo dimostrare domani, anche con il risultato, che qualcosa è cambiato rispetto agli anni precedenti".
Da un punto di vista psicologico, vedersi quarta in classifica, cambia qualcosa? Magari vedersi primi dava una spinta... non so, magari è una stupidaggine...
"No, no, no, no....come ho sempre detto ad inizio campionato, noi la classifica non è che la dobbiamo guardare a dicembre. Ogni tanto bisogna dare un'occhiata, però quello che a noi interessa è che si stiano facendo le cose per bene, che si stia lavorando, che si stia costruendo qualcosa di importante, questa è la cosa che a noi deve interessare. La classifica è una situazione secondo me secondaria; se c'è il lavoro, se si fanno le cose per bene, poi sicuramente in classifica si rimarrà nelle parti alte. Però, ripeto, in questo momento è una cosa secondaria. A noi quello che interessa è continuare a lavorare, continuare a fare quello che stiamo facendo insieme ai calciatori, ai quali va il mio ringraziamento per quello che stanno facendo fino ad ora. Però, c'è tutto un campionato da giocare".
Antonio, tu in questi giorni hai potuto lavorare solo con una parte di Juve, quindi con un numero ridotto di giocatori. Però magari hai potuto centrare meglio la tua attenzione su alcuni giocatori in particolare, per i quali tu stesso auspichi un certo tipo di recupero, sia a livello psicologico che a livello fisico e tattico. Hai visto dei miglioramenti? Facciamo pure i nomi: Elia, Quagliarella, Iaquinta stesso che sta recuperando...
"Sì, ho avuto la possibilità, in particolare, anche con lo stesso Vidal, perchè per via delle Nazionali, praticamente, con noi ha lavorato pochissimo, quindi sicuramente sono delle soste... anche il fatto stesso che Elia non sia stato convocato in Nazionale, gli ha consentito di lavorare con noi, cosa che non era mai successa. Se dobbiamo trovare l'aspetto positivo di queste soste, è questo: hai la possibilità di lavorare e di concentrarti su gente che deve ritrovare e rientrare in condizione. Io adesso ho tutti a disposizione, tolgo qualsiasi equivoco, da oggi in avanti saranno tutte scelte tecniche, ok? Non c'è nè da recuperare uno, nè da recuperare un altro: saranno solo scelte tecniche. Così togliamo 'come sta', 'come non sta'. Sono solo ed esclusivamente scelte tecniche da domani in avanti".
Mi incuriosiva capire come un allenatore di club si comporta o come si confronta col giocatore dopo un caso simile a quello di Vidal. Gli hai parlato? Come si comporta un allenatore di club quando un suo giocatore viene rispedito indietro dalla Nazionale per questioni comportamentali?
"Io con Arturo ci ho parlato. sono rimasto sorpreso di quello che è successo, perchè qui Arturo, come tutti gli altri, ha avuto sempre un grandissimo comportamento con me, esemplare in tutto. Lui come altri giocatori, come tutti quanti. Quindi, da parte mia, trovare qualcosa da ridire ad Arturo, su come si allena, sui comportamenti che ha avuto qui a Torino, praticamente è impossibile. Ho parlato con il ragazzo. Per me Arturo è un bravissimo ragazzo. Il fatto che si sia presentato in Nazionale con ritardo, sicuramente, ha sbagliato. Ha sbagliato lui, hanno sbagliato i suoi compagni, perchè ci sono delle regole che devono essere rispettate. Così come voglio che quando sono qui alla Juventus rispettino le regole che abbiamo tutti quanti, è giusto che rispettino anche le regole che ci sono in Nazionale. Il ragazzo penso abbia dimostrato anche maturità nello scusarsi, nella voglia anche di - tra virgolette - dimostrare l'amore nei confronti della sua Nazionale, della voglia di tornare comunque in Nazionale. E' giovane e deve utilizzare questa esperienza negativa per.... in futuro...invece di presentarsi un'ora dopo, di presentarsi magari un giorno prima, che sarebbe la cosa più opportuna (ride, ndr). Però, ripeto, per me Vidal, per come si sta comportando qui a Torino, per quello che sta facendo, per quello che gli vedo fare in allenamento, mi riesce difficile pensare qualsiasi altra cosa. Mi riesce molto difficile".(redazione TuttoJuve.com).
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
CONTE A SKY: "Bravi i ragazzi a riattaccare subito la spina, dietro abbiamo concesso qualcosa ma stiamo lavorando per migliorare anche li. Scudetto? A fine del girone d'andata vedremo"
Il commento del tecnico juventino.
20.11.2011 17:55 di Alessandro Vignati
E' decisamente soddisfatto Antonio Conte dopo il 3-0 rifilato al Palermo che consente alla Juventus, con una gara in meno, di riportarsi in testa alla classifica a pari merito con la Lazio. Ai microfoni di Sky il tecnico bianconero ha commentato il successo della sua squadra pur non perdendo di vista la realtà del tanto lavoro ancora da svolgere. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com.
La Juventus ha ribadito di essere concentrata nonostante il lungo stop riprendendo da dove aveva finito. Quanto c'è del tuo lavoro in tutto questo?
"Io dico bravo ai ragazzi che hanno subito riattaccato la spina tornando dalle nazionali. Abbiamo avuto pochi giorni per preparare tutti una gara molto dura e insidiosa, se non avessimo ripreso bene e concentrati oggi potevamo seriamente incappare in una brutta sorpresa vista la consistenza dell'avversario".
Avevi definito in conferenza stampa questa partita come una finale di coppa del mondo. Quella con la Lazio co-capolista cosa rappresenterà sabato prossimo?
"Il mio esempio era per l'importanza che rivestiva la partita nel riprendere il cammino dopo 22 giorni con i 3 punti visto il ciclo terribile che ci attende. Bene che sia successo, l'abbiamo fatto mandando messaggi chiari a tutti, giocatori e ambiente. Sono felice veramente, oggi i tifosi sono stati il dodicesimo uomo stando vicini ai ragazzi per tutta la durata. Complimenti anche ai ragazzi, hanno fatto veramente molto bene sotto tutti i punti di vista".
Oggi avete concretizzato molto più sotto porta concendendo il giusto dietro, in mediana siete ormai perfetti. E' difficile ora definirla una Juve non da scudetto.
"Come scadenza mi son dato la fine del girone d'andata per tirare le somme, vedremo che situazione potremo portare avanti e che prospettive avremo dopo aver incontrato tutte le 19 squadre del campionato. Dobbiamo renderci conto che ci potranno essere difficoltà, ora non voglio essere noioso e ripetere le stesse cose che ormai dico da dieci domeniche".
Avete riconfermato come nelle precedenti vittorie la qualità per raggiungere la vittoria, cosa rara nel nostro calcio. Con un giocatore più cattivo di Ilicic però dietro forse un gol avreste seriamente rischiato di subirlo nel primo tempo.
"E' inevitabile portando otto uomini nella metà campo avversaria per stanare l'avversario che ci sia il rischio di concedere qualche contropiede, stiamo lavorando per limitare anche questo. Faccio l'esempio del Barcellona, anche loro ogni tanto rischiano. Giocando palla lunga e pedalare rischieremmo ancor meno, ma non è la nostra filosofia. Poi è normale che il Palermo crei qualcosa, è una buona squadra. Noi cerchiamo di creare la superiorità numerica con il possesso, è normale che tirando la coperta si scopre qualcosa dietro ma Buffon oggi è stato strepitoso e ci ha aiutato nel momento di difficoltà".
Quando è entrato Del Piero a dieci dal termine cosa gli avete detto con così tanta concentrazione?
"Gli abbiamo ribadito le posizioni sulla palla inattiva e dettato i temi per essere subito in partita, cerchiamo io e lo staff di stare il più vicino a tutti i giocatori dando le indicazioni necessarie".
Entrate in campo avvelenati all'inizio dei tempi e allargate come nessuno gli avversari con la spinta dei terzini, non è un caso che con questo gioco le difese avversarie si allargano e creiate tante occasioni.
"Stiamo lavorando su tutte le situazioni, noi portiamo più giocatori per creare superiorità nella metà campo avversaria rischiando qualcosa dietro, come detto è inevitabile".
Sono passati 20 anni dal debutto, cosa è rimasto del Conte novello juventino?
"Penso di avere la stessa passione di allora, nessuno me la potrà mai togliere per il gioco del calcio".
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
Conte a MP: "Stiamo lavorando alla grande, ma non si può parlare di fuga. Mercato? Non voglio mancare di rispetto ai giocatori che ho a disposizione"
Le parole del tecnico bianconero.
20.11.2011 18:08 di Giacomo Auriemma
La Juve conquista di nuovo la vetta della classifica della serie A dopo le tre reti rifilate al Palermo. Grande prova da parte della squadra di Antonio Conte, che commenta cosi la prova de suoi ragazzi ai microfoni di Mediaset Premium:
Si può parlare di mini fuga?
“No, ci sono quattro squadre racchiuse nel giro di un punto. Stiamo facendo bene, ci troviamo al comando con pieno merito ed il duro lavoro ci sta facendo togliere soddisfazioni importanti”.
La sosta non ha frenato l’entusiasmo di questa squadra. Ci sono titolarissimi?
“Dobbiamo fare i complimenti a i ragazzi, perché sono rientrati dopo ventidue giorni col piglio giusto. Non ci sono titolari, faccio tante osservazioni durante la settimane e scelgo di conseguenza. Ho ragazzi splendidi, che si mettono a disposizione. Prendete Pazienza, che quando viene chiamato in causa si fa sempre trovare pronto”.
È una squadra che ha gioco, anima ed personalità. Cosa manca?
“Dobbiamo crescere ancora tanto, sia nella gestione della palla che sotto il profilo difensivo. Dobbiamo essere bravi a concedere poche ripartenze e oggi in un paio di occasioni abbiamo perso Ilicic. Sono solo quattro mesi che stiamo lavorando ed è già tanto avere 22 punti dopo 10 gare”.
La Juve gioca un calcio divertente e a ritmi sempre elevati. Anche in fase difensiva ci sono dei progressi, con la retroguardia che sembra più compatta. L’unica pecca sono le palle inattive?
“Certo, ci sono squadre che ci danno dei centimetri, ma ribadisco che dobbiamo migliorare in tutto. C’è comunque consapevolezza nei nostri mezzi e nelle nostre potenzialità. Poi mi fa piacere sentire che giochiamo anche un bel calcio”.
Il 4-3-3 è un modulo che esalta le qualità di Pirlo, Marchisio e Vidal. La Juve può intervenire nel mercato di gennaio a centrocampo?
“Mi sembra anormale parlare di mercato oggi, sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei miei giocatori”.
Finalmente pochi infortuni rispetto alle passate stagioni.
“Faccio i complimenti al mio staff di lavoro, incrociamo le dita. Io sono al vertice di una piramide, ma sotto di me c’è la base più importante”.
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
La Stampa - Conte: "Agnelli difende il 2006, noi pensiamo al futuro"
21.11.2011 08:45 di Redazione TuttoJuve
Fonte: di Massimiliano Nerozzi per "La Stampa"
A ognuno il suo mestiere, dice Antonio Conte: «Il fatto che il nostro presidente stia difendendo il 2006 significa difendere il passato. Noi dobbiamo convogliare tutte le energie per il presente e per costruire il futuro». Cioè tentare di mettere le mani sullo scudetto che verrà, annata 2012: «Quello che è stato è stato - insiste il tecnico juventino - e dobbiamo costruirci un futuro radioso e tornare dove ci compete, nel gotha del calcio. A noi deve interessare il calcio giocato, il campionato. Dobbiamo tornare a grandi livelli». Ieri, piuttosto alti: «E sono stati bravi i ragazzi, hanno subito riattaccato la spina, tornando dalle nazionali. Il Palermo è un'ottima squadra, con ottime individualità: se non fossimo stati sul pezzo, ci sarebbe stata una brutta sorpresa da parte nostra».
Sdoganata da qualche giocatore, scudetto rimane per il tecnico parola vietata: «Come scadenza mi sono dato la fine del girone d'andata, quando avremo incontrato tutte e diciannove le squadre: lì tireremo le somme e vedremo che tipo di situazione si prospetta per noi. Lavoriamo per ottenere il massimo, però sappiamo anche le difficoltà che possiamo incontrare. Finisce il girone d'andata, e vediamo dove siamo e chi vogliamo diventare». Ieri, una squadra che non becca gol, al contrario delle ultime due partite, anche se nel primo tempo con il Palermo i rischi sono stati elevati: «È inevitabile, quando giochi in casa, che ci sia la possibilità di qualche contropiede. Senza fare paragoni irriverenti, il Barcellona, in ogni partita, lascia due o tre situazioni importanti alle squadre avversarie».
Il brivido, a volte, nasce pure dall'ordine di servizio di non spedire la palla lontana, o in tribuna, al primo segnale di pericolo: «Noi vogliamo giocare, ho gente brava tecnicamente e a livello agonistico: stiamo cercando di essere propositivi, di fare possesso palla». Quando va male, tocca alla trincea: «Ma in fase difensiva siamo stati bravi e Buffon è tornato a livelli strepitosi».
I miei articoli per MondoPallone.it
- crash83
- Pallone d'oro

- Messaggi:10443
- Iscritto il:22.07.08 - 15:31 [phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/vendor/twig/twig/lib/Twig/Extension/Core.php on line 1275: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
Re: Conte - Allenatore
Secondo me il mister, tra i tanti meriti che ha, e sono davvero tanti, con Krasic sta sbagliando. Il giocatore è un capitale della Juve, pagato 15 milioni; ha pagato una preparazione dura e il cambio di modo di giocare, però non può passare da titolare a tribunaro fisso. Ha il compito di recuperalo, come aveva detto poche settimane fa, anche perché Estigarribia, Elia e Giaccherini finora non hanno dimostrato di essere da Juve. Non credo che questi tre gli siano superiori francamente.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
Re: Conte - Allenatore
CONTE ammonisce: "Non abbiamo ancora fatto niente. Voliamo basso"
22.11.2011 23:00 di Redazione TuttoJuve
"Sento troppi complimenti in giro, ma noi non abbiamo ancora fatto niente". E' il monito lanciato in serata da Antonio Conte, intervenuto alla premiazione della Castagna d’Oro dello Juventus Club Mottarone, nella splendida cornice di Stresa. I bianconeri sono al comando della classifica, hanno annichilito Milan ed Inter e stanno giocando un calcio spettacolare. Il tecnico salentino, però, spegne i facili entuasiami: "Sono contento invece di sentire quello che dicono i miei giocatori nelle loro interviste, come quella di ieri di Buffon (Milan favorito per lo Scudetto e noi siamo dietro, ndr). Noi dobbiamo solo pensare a volare basso e lavorare duro". Tra i tanti attestati di stima ricevuti, ce ne sono alcuni che Conte intasca ben volentieri. Sono quelli di Arrigo Sacchi che, dopo la vittoria di domenica, aveva speso belle parole per lui: "Lui è un maestro, è davvero un onore per me ricevere i complimenti da parte sua. Lo ringrazio di questo", le parole dell'allenatore juventino, riportate sul sito ufficiale bianconero.
I miei articoli per MondoPallone.it
Re: Conte - Allenatore
I miei articoli per MondoPallone.it
- tarantocalcio
- Pallone d'oro

- Messaggi:15441
- Iscritto il:11.01.07 - 21:49
- Nome:Mirko
- Località:Monsano (An) [phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/vendor/twig/twig/lib/Twig/Extension/Core.php on line 1275: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
Re: Conte - Allenatore
Che baggianata di articolo