Un meccanismo a in-Castro: Almiron è stato sostituito 18 volte in stagione e Castro è subentrato in altrettante occasioni. Al di là di ogni preferenza e del gusto soggettivo, siamo tutti d’accordo quando diciamo che, almeno quest’anno, il titolare del Catania è stato il primo tra i due argentini.
La scelta di cominciare con uno e finire con l’altro è stata un’autentica strategia.
Almiron, nello specifico, ha passato con una precisione dell’84.2%.
Lui, a differenza di Lodi, è un passatore più ordinario, quindi sbaglia di meno. Ha segnato 4 reti e non ha fatto assist, per quanto abbia creato 12 occasioni da gol. Il dato spaventoso che riguarda questo giocatore è quello sui contrasti aerei. Ebbene ha vinto il 66.1% dei duelli ad alta quota in tutta la stagione, più di Spolli (62.5%)!
Castro ha preso spesso il suo posto come mezz’ala. L’aspetto da centrocampista di Lucas riguarda i recuperi. Ne ha completati 5.5 per gara, quando Almiron non è andato oltre la dignitosissima quota di 6.
Che giochi più indietro o più avanti di dieci metri, è tutt’altro giocatore dal punto di vista offensivo: 4 gol, 6 assist e 30 occasioni create.
In un 4-2-3-1 sarebbe il giocatore perfetto da schierare sulla trequarti: poco più avanti dei mediani e subito dietro la punta. Un uomo metà centrocampista e metà attaccante.
Fonte: itasportpress.it



