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In merito alle presunte dichiarazioni di Carobbio sul coinvolgimento di Conte quale persona a conoscenza delle combine relative alle gare del Siena dello scorso anno sotto inchiesta, credo che nessuno possa sapere se il contenuto di tali dichiarazioni corrisponda o meno a verità, sarà la giustizia a decretarlo, ma sarebbe corretto che tali circostanze non venissero strumentalizzate con titoloni da prima pagina sparati come se Conte fosse il mostro di Firenze.
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Conte - Allenatore
"Sono qui per Juve-Roma, una partita che per noi è fondamentale. Detto questo, prima delle vostre domande, è inevitabile che anche io abbia letto i giornali oggi. Ho poco da dire, nel senso che ho letto che c'è un'indagine, sono molto sereno e fiducioso nelle istituzioni, perché devono fare il loro lavoro. Io non sono stato chiamato da nessuno, nel momento in cui dovranno chiamarmi, avrò il piacere di vedere queste persone e di rispondere. Se qualcuno pensa di destabilizzarci, trova duro: alzerò ancora di più la nostra voglia".
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Conte - Allenatore
CONTE, conferenza integrale: "Ho letto i giornali, sono sereno e fiducioso. Se qualcuno pensa di destabilizzarci, trova duro. C'è il rischio che Quagliarella non venga convocato. La Roma può fare male a chiunque"
21.04.2012 14:00 di Redazione TuttoJuve
C'era grande attesa per la conferenza stampa odierna di Antonio Conte. Il tecnico bianconero era chiamato a parlare non solo dell'importante sfida di domani sera contro la Roma, ma anche delle accuse del "pentito" Carobbio, che lo avrebbe additato di essere a conoscenza della presunta combine ordita in Novara-Siena dello scorso anno. La redazione di TuttoJuve.com ha seguito in diretta l'evento, riportando integralmente le dichiarazioni di mister Conte.
(Conte prende subito la parola, ndr). "Inizio io, inizio io che è meglio. Voglio chiarire subito un fatto: sono qui per Juve-Roma, una partita che per noi è fondamentale per cercare di continuare questo sogno. Detto questo, prima delle vostre domande, è inevitabile che anche io abbia letto i giornali oggi. Ho poco da dire, nel senso che ho letto, c'è un'indagine, sono molto sereno e fiducioso nelle istituzioni, perchè devono fare il loro lavoro. Io non sono stato chiamato da nessuno, nel momento in cui dovranno chiamarmi, avrò il piacere di vedere queste persone e di rispondere. Quindi penso di aver chiuso qualsiasi tipo di discorso, con questo che ho detto. Passiamo a Juve-Roma che è la cosa più importante".
Sappiamo tutti perchè non si è giocato la scorsa settimana. Intanto un tuo pensiero su quanto accaduto. E poi che tipo di partita ci dobbiamo aspettare. Dobbiamo aspettarci una squadra più simile a quella vista in Coppa Italia, con la difesa a tre, o quella di campionato con l'altro modulo?
"Guarda, la tragedia che ci ha colpito, sicuramente ha scosso tutti. E' stato veramente molto brutto vedere le immagini di quello che è accaduto. Da contraltare, fa piacere l'affetto che c'è stato nei confronti di questo calciatore, di Piermario, da parte un po' di tutti; dispiace e l'augurio è che di queste tragedie non se ne vedano più su un campo di calcio. Oltretutto, a quella giovane età, ci ha colpiti, ci ha addolorati e siamo veramente molto vicini ai familiari di Piermario. Detto questo, sarà una bella partita, una partita tosta, sappiamo di affrontare una squadra che è in buona condizione, che se becca anche la partita giusta può fare male a chiunque. Detto questo noi ci siamo preparati, siamo pronti a scendere in campo, consci delle nostre possibilità, consci del fatto che stiamo vivendo un buon momento. Come dico sempre, che vinca il migliore. Il discorso difensivo, è lo stesso adottato in tutte e due le partite".
Volevo chiederti se l'obbligo di vincere sempre c'è sia per voi che per il Milan e quindi se vi pone sullo stesso piano dal punto di vista psicologico...
"L'obbligo di vittoria, quando sei al Milan, alla Juventus e all'Inter, ce l'hai di domenica in domenica, sia che sia la prima, sia che sia l'ultima partita, perchè comunque devi scendere in campo con un solo obiettivo, quello di vincere. E quindi c'è sempre questo obbligo. E' inevitabile che a sei giornate dalla fine, due squadre sono appaiate, molto vicine, sarà importante, tra virgolette, non commettere dei passi falsi, Però sappiamo benissimo che andiamo ad affrontare degli avversari sicuramente molto motivati".
Questi tentativi generalizzati di destabilizzare l'ambiente - e non mi riferisco solo a quello di oggi, ma anche al contratto di Del Piero e altro - ti infastidiscono di più o fortificano il tuo gruppo?
"Su questo... l'avevo già detto in precedenza, perchè non dimenticatevi che solo una settimana fa eravamo tornati sugli stessi argomenti. Ho detto che questo non fa altro che triplicare la nostra forza, la nostra cattiveria, la nostra voglia, di fare qualcosa di super straordinario".
Qualche tempo fa lei ha detto che in attacco non c'erano gerarchie, giocava chi era più in forma. Oggi ci sono, nel senso che Quagliarella ha dimostrato di essere più in forma nelle ultime partite. Ha superato Matri e Borriello nelle gerarchie?
"Guarda, visto che stai parlando di Quagliarella, bisogna valutare bene perchè ha avuto un problema all'adduttore, quindi si dovranno fare delle necessarie valutazioni. Non sono sicuro che domani Quagliarella scenderà in campo".
C'è anche il rischio che non venga convocato?
"C'è anche questo rischio".
Volevo tornare sulla questione Del Piero. Visto che è stata una sua scelta, del suo staff, di far uscire il libro e questa intervista a Vanity Fair in questo periodo, pensi che sia stata una scelta cronologicamente azzeccata o era meglio se certe cose se le fosse tenute dentro per qualche settimana?
"Ti dico sinceramente che io l'intervista di Vanity Fair non l'ho letta, ho visto solo la foto. Anche se è solo un uomo, è un bel vedere, perchè... (ride, ndr)...cioè, rimango sempre con i miei gusti, che sia chiaro, però è veramente una bella copertina quella.Detto questo, non lo so il contenuto, ma Ale è concentrato come tutti gli altri a finire questo campionato - compresa la Coppa Italia - nel migliore dei modi; per noi la partita contro la Roma è presente e futuro".
Volevo sapere se rispondevi a domande su quello che ha detto Carobbio ieri, o no?
"Ho parlato prima. Anticipazione apposta...".
Perchè la mia domanda è legata a quello. Pensi che ci sia un'intenzione di sfavorirvi in questo sprint?
"Ho risposto prima, perchè ho detto che se qualcuno pensa di destabilizzarci in questo momento trova duro, perchè queste sono cose che alzano ancora di più la cattiveria agonistica, alzano ancora di più la voglia, la determinazione, quindi non fanno altro che alzare le antenne ancora di più. detto questo ci sta che dall'esterno arrivi di tutto e di più. ma già l'avevo detto due settimane fa, una settimana fa, che mi sarei aspettato qualche altra situazione dall'esterno".
Legato a questo, il fatto che Allegri abbia detto in settimana che lo scudetto è soprattutto una questione di nervi, trovi delle aderenze con il discorso che abbiamo fatto fin adesso?
"Guarda, io penso che lo scudetto lo vincerà chi farà più punti tra noi e loro, quindi non mi sembra di scoprire l'acqua calda, nè di dire delle cose strane. Viviamo di partita in partita, di giornata in giornata".
All'andata avevi elogiato il lavoro di Luis Enrique. Sei stupito che sia arrivato sin qua? In Italia non c'è molta pazienza: alcuni allenatori prendono una strada nuova, poi non hanno i risultati e vengono esonerati. Lui ha rischiato l'esonero. Seconda cosa: la Roma ha troppi pochi punti per come ha giocato?
"Rischiato l'esonero no, perchè penso che Luis Enrique abbia sempre avuto l'appoggio totale da parte della società, da parte dell'ambiente e questo è merito suo, perchè ha portato comunque una mentalità, un modo di vedere il calcio alla sua maniera, ed è stato sposato dalla società, dai calciatori e dall'ambiente, perchè non dimentichiamo che Roma è un ambientino un po' difficile e quindi da questo punto di vista penso che la società abbia fatto un grandissimo lavoro, proteggendolo nei momenti più difficili. Detto questo, ho stima e rispetto nei confronti di Luis Enrique. Poi alla fine ognuno ha i punti che si merita. Loro hanno iniziato un percorso così come lo abbiamo iniziato noi; noi siamo stati un po' più spediti rispetto a loro".
Il presidente tempo fa aveva detto che aveva l'impressione di vedere una Juve contro tutto e contro tutti. Com'è la sensazione di tentare di vincere in questo modo?
"Io dico che arrivare a sei giornate dalla fine, con la possibilità di coronare un sogno e con una finale di Coppa Italia da giocare, è veramente qualcosa di bello, è qualcosa che ci deve dare orgoglio e soddisfazione. E adesso visto che ci siamo, cerchiamo di arrivare fino alla fine nel migliore dei modi, dando tutto noi stessi. Se il tutto noi stessi ci porterà a vincere il campionato, saremmo ancora più contenti, altrimenti complimenti a questi ragazzi per quello che stanno facendo, ma sono convinto che ognuno di noi cercherà di ottenere il massimo da qui fino alla fine del campionato, Coppa Italia compresa".
(redazione TuttoJuve.com).
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Conte - Allenatore
CONTE, conferenza integrale: "Fatto un passetto in avanti. Vucinic? A Roma ci hanno fatto un favore, è stato devastante. Schermaglie Lichtsteiner-Lamela? Queste cose vanno e vengono..."
23.04.2012 01:50 di Redazione TuttoJuve
La conferenza post-partita di Antonio Conte, riportata integralmente da TuttoJuve.com:
Antonio, vittoria fondamentale...
"Diciamo che abbiamo fatto un passetto in avanti, lo abbiamo fatto con un piglio autoritario, deciso. Un passo in avanti lo abbiamo fatto, poi come ho detto ai ragazzi, pensiamo già alla partita di mercoledì contro il Cesena, partita in cui abbiamo tutto da perdere, perchè vista la classifica sembra una partita scontata, ma partite scontate non ce ne sono. Complimenti ai ragazzi che sono stati straordinari, sotto tutti i punti di vista, però dico anche... concentriamoci per la partita di mercoledì, perchè è un impegno probante, sarà una delle cinque finali per continuare a intravedere questo sogno, coronare questo sogno".
Rispetto alla gara d'andata all'Olimpico, questa sera si attendeva qualcosa in più dalla squadra di Luis Enrique?
"Penso che oggi, al di là della Roma, qualsiasi altra squadra si fosse trovata allo Juventus Stadium, avrebbe trovato grandissime difficoltà, perchè l'approccio, l'atteggiamento di questa Juventus, è stato veramente devastante. Penso sia giusto a volte dare anche i meriti a chi vince e non pensare che la vittoria sia frutto esclusivamente dei demeriti dell'avversario".
Vucinic è entrato praticamente in tutti e quattro i gol. E' sembrato che tu lo abbia fatto giocare in una posizione più arretrata, ha fatto quasi il trequartista, in una posizione dove la Roma non è mai riuscita ad andare a prenderlo. Dato che il giocatore è stato anche criticato, è lui l'uomo della partita o ci sono state altre cose che hanno fatto vincere la Juventus?
"Noi - come dico sempre - non dipendiamo mai dal singolo elemento, ma dipendiamo sempre dal complesso della squadra. E' l'organizzazione della squadra che poi esalta il singolo ed il talento di un calciatore come Mirko Vucinic. Criticato... io penso che a Roma fosse molto criticato... ho visto che in settimana gli hanno dato addosso a Roma, forse magari - tra virgolette - ci hanno fatto anche un favore, un piacere, perchè oggi è stato devastante".![]()
Stasera il pubblico ti è stato particolarmente vicino. Non erano i soliti cori, c'è stata una dimostrazione di affetto che va oltre la gratitudine per il primato in classifica, per il lavoro che hai fatto. Forse si può anche ricollegare a queste voci che ti hanno un po' guastato la vigilia ed il periodo...
"No, assolutamente. Non penso che la vigilia abbia influito sul mio rapporto con i tifosi. In ogni partita mi danno sempre testimonianza di grande affetto, di vicinanza a me e alla squadra. Penso anche che sia meritata, per quello che stiamo facendo io e i ragazzi. Oggi mi è piaciuto molto, perchè il tifo è stato veramente straordinario, è stato il nostro dodicesimo uomo in campo e mi auguro che da qui alla fine possa essere così sia in casa che in trasferta: mancano cinque partite e per noi è fondamentale avere i nostri tifosi al seguito, sia in casa che in trasferta, perchè questo sogno dobbiamo volerlo tutti. Loro per noi sono troppo importanti e lo hanno dimostrato anche stasera, così come altre volte".
In questo momento la Juve è più forte del Milan?
"Guarda, a me non interessa chi è più forte, chi è meno forte. Noi guardiamo in casa nostra, noi esprimiamo sicuramente un qualcosa di interessante a livello calcistico. Nel campionato ci sono 38 tappe e di solito chi lo vince è quello che merita di più. Non so chi sarà quello che lo avrà meritato di più se noi o il Milan. Noi cerchiamo di non avere rimpianti, come dico sempre ai ragazzi, cerchiamo di dare tutto da qui alla fine; certo che se dovessimo arrivare a coronare questo sogno, sarebbe qualcosa di straordinario, di fantastico, qualsiasi aggettivo secondo me è riduttivo".
Dicevi che Vucinic è stato devastante. Ci sta però anche una parola per Vidal...
"Ma sai, io ho parlato di Vucinic perchè mi è stato chiesto di Vucinic; se mi parli di Vidal ti dico che è stato devastante, se mi parli di Buffon ti dico che Buffon è stato devastante, Barzagli è stato devastante, sono stati tutti devastanti stasera. Non c'è solo un singolo, è emerso il collettivo. E nel collettivo sono emersi i singoli, che stanno facendo veramente qualcosa di bello, perchè si mettono a disposizione della squadra. Quando mi si chiede degli attaccanti, gli attaccanti stanno facendo un lavoro importante, straordinario; a volte non segnano, ma la squadra vince. E con me giocherà sempre chi partecipa al gioco di squadra, non mi piacciono i calciatori che vivono per il gol, che giocano esclusivamente per il gol e poi se ne fregano della fase offensiva, della fase difensiva, pensano solo a loro stessi; con me non giocheranno mai. Io ho la fortuna di non avere questo tipo di giocatori".
Ti ha dato fastidio l'episodio Lamela-Lichtsteiner? La provocazione di Lichtsteiner e lo sputo di Lamela...
"Sono situazioni sempre calcistiche, vanno e vengono queste cose, quindi... io ho fatto il calciatore, a volte le ho prese, a volte le ho date, ci sta. Però bisogna sempre essere sereni".
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Conte - Allenatore
CONTE integrale: "Abbiamo un bonus in più, ma le difficoltà restano. Juve feroce per scrivere la storia. La paura non deve esistere. Quagliarella out? Dispiace, ma in attacco ho gente super affidabile"
24.04.2012 10:15 di Redazione TuttoJuve
Antonio Conte ha incontrato i giornalisti al Media Center di Vinovo per presentare la sfida di domani pomeriggio al Dino Manuzzi di Cesena. TuttoJuve.com ha trascritto integralmente la conferenza stampa del tecnico bianconero:
E' più dfficile a più uno o a più tre?
"Sinceramente io preferisco +3 (ride, ndr). Sappiamo di avere una partita in più, tra virgolette, un bonus in più, cioè, una partita in meno forse, sarebbe più giusto fare questa affermazione. Abbiamo questo bonus di questa partita che siamo riusciti a guadagnare nei confronti della diretta concorrente. Sappiamo che le difficoltà rimangono, da qui fino alla fine. Come ho detto, sono cinque finali da giocare come partite della vita per cercare di coronare questo sogno".
Antonio, quando eravate sotto il Milan in classifica, un pomeriggio hai detto ai tuoi giocatori che se vogliono vincere questo scudetto se lo devono sudare. Ieri e oggi cosa hai detto ai tuoi?
"Con i miei calciatori c'è sempre un continuo dialogo, perchè sono momenti importanti, ci sono situazioni che si evolvono in fretta. Oggi c'è una celebrazione su tutti i giornali, tutte le testate nazionali oggi celebrano la Juve, giustamente. Giustamente per quello che stiamo facendo. E' inevitabile che se queste celebrazioni dovessero farci cambiare anche di una virgola quello che abbiamo fatto fin adesso, come ci siamo comportati, cosa ci ha spinto a fare questo campionato straordinario, allora significherebbe non avere capito tanto, significherebbe non essere pronti, significherebbe fare dei passi indietro e tornare indietro. Cosa che non deve accadere, perchè dobbiamo sempre tenere ben impresso in mente quello che ci ha portato a fare fino ad ora una stagione straordinaria. Cosa? L'umiltà, il sacrificio, il lavoro, l'abnegazione, la dedizione, la voglia di aiutarsi uno con l'altro, la voglia di pensare col 'noi' e non con l''io'. Tutto questo ci ha portato a fare qualcosa di straordinario. Se le celebrazioni, che sono anticipate, perchè ancora... abbiamo centrato un obiettivo straordinario che è la Champions, però adesso abbiamo a portata di mano il sogno; se queste celebrazioni dovessero farci mutare - me per primo - di una virgola, significa che non siamo pronti, si tornerebbe indietro. Ma questo sono convinto che non accadrà perchè ho calciatori che fin adesso mi hanno sempre stupito in positivo, hanno voglia comunque di fare qualcosa di straordinario, qualcosa di bello. Però bisogna rizzare le antenne perchè siamo davanti, ma abbiamo degli ostacoli da superare che sulla carta possono, tra virgolette, sembrare facili, ma di facile nel calcio non c'è niente".
Tu dici sempre, 'ricordiamo da dove siamo partiti, le aspettative erano diverse'. Volevo sapere, qual è stato il momento in cui hai compreso che potevi veramente lottare per un traguardo diverso? C'è stata una partita svolta? Un colloquio con i calciatori? E poi, andando alla partita di domani, se hai già in mente come sostituire Quagliarella.
"Ma sai, la crescita della squadra è stata una crescita continua, costante, quotidiana, settimanale, mensile. E' una cosa che io, lo staff, ma anche i calciatori stessi percepivano e avvertivano. Questa crescita, ripeto, è avvenuta attraverso la grande disponibilità di questi ragazzi, dal fatto di aver sposato un'idea di gioco, una voglia di lavorare in maniera tosta, con grande umiltà e con grande sacrificio, per cui c'è stata una crescita costante e questa crescita è testimoniata anche dal fatto che con tutte le grandi noi non abbiamo mai sfigurato, non abbiamo mai perso. E questo è un dato di fatto. Sicuramente c'è stato un momento in cui mi sono sentito di alzare l'asticella, perchè mi sono reso conto che questa era una squadra che aveva preso convinzione, era cresciuta in autostima, in consapevolezza dei propri mezzi e quindi abbiamo alzato l'asticella. Ma non è da tanto che è successo. Quagliarella... Quagliarella è squalificato e dispiace perchè Fabio - avete visto - è in un ottimo momento di forma, così come tutti gli altri attaccanti. Faremo le necessarie valutazioni e sceglieremo l'attaccante che dovrà giocare domani a Cesena, sapendo di poter contare su gente non affidabile, ma super affidabile".
Volevo rifarmi alle parole di Barzagli nel dopo partita, per sapere da te come hai fatto a trasformare la difesa della Juventus. Mentre a centrocampo e in attacco sono arrivati giocatori importanti, la difesa della Juventus, al di là di Lichtsteiner, è quella che dieci-undici mesi fa veniva considerata da buttare. E adesso è un bunker. Barzagli ha detto: "Ci ha fatto cambiare totalmente il modo di giocare, ci ha responsabilizzare, vuole che prendiamo dei rischi".
"La difesa fa parte dell'idea di gioco che fin dal primo giorno ho cercato di trasmettere ai miei calciatori. L'idea, fin dal primo giorno, è stata quella di voler fare la partita, sempre e comunque, contro tutti gli avversari, cercando di avere la palla noi, quanto più possibile. Su questa idea di gioco abbiamo lavorato, perchè comunque nel momento in cui vuoi fare la partita, cambi anche il modo di difendere. Non c'è un unico modo di difendere, ci sono due tipi di modi di difendere. Quindi abbiamo lavorato su questo, sapendo e sfruttando anche le caratteristiche dei calciatori a disposizione, perchè io penso che questo modo di difendere abbia esaltato le caratteristiche di Andrea Barzagli, di Chiellini, di Bonucci, di Caceres, di Lichtsteiner, di De Ceglie, di tutto il reparto difensivo. Però non dimentichiamo che il reparto difensivo fa parte di una squadra, fa parte assieme al centrocampo e all'attacco di un'idea di gioco e come dico sempre tutti quanti lavorano in funzione di questa idea".
Per la prima volta dall'inizio della stagione, c'è l'impressione che abbiate qualcosa da perdere, perchè adesso siete considerati favoriti, con questo vantaggio importante a poche giornate dalla fine. Dovete giocare con le ultime tre della classifica nei prossimi tre incontri. Hai paura che questa sensazione di avere qualcosa da perdere possa condizionare soprattutto la parte del tuo gruppo che ancora non ha mai vinto niente? Che possa sentire il peso della vittoria a portata di mano e soffrire particolarmente questo aspetto...
"Come ho detto prima, siamo curiosi di vedere il nostro comportamento. E' inevitabile che questi ragazzi, fino a questo momento hanno superato delle prove straordinarie. Quali? Quella di ritrovarsi a giocare una partita a meno sette in classifica, quella di ritrovarsi a giocare una partita a meno cinque in classifica, con l'obbligo di vittoria per accorciare, di ritrovarsi a meno uno in classifica con l'obbligo di vincere e superare, di ritrovarsi a zero, al pari, con l'obbligo di vincere e prendere tre punti con la Roma; quindi penso che da questo punto di vista i ragazzi abbiano già dimostrato maturità, abbiano dimostrato di credere, abbiano dimostrato grande personalità da questo punto di vista. Io penso che non ci sia niente da perdere quest'anno, nel senso che sono convinto che i ragazzi da qui alla fine daranno il massimo che hanno. Dico sempre, arriviamo senza rimpianti alla fine del campionato. Dove ci porterà questo 'senza rimpianti'? A coronare il sogno, oppure ad aver centrato la Champions con cinque giornate d'anticipo. E' inevitabile, che visto dove siamo adesso, abbiamo l'opportunità di coronare il sogno e faremo di tutto affinchè questo avvenga. E' molto importante che le celebrazioni non ci toccano minimamente, non cambino di una virgola il nostro atteggiamento, quello che abbiamo fatto fin adesso. Non devono toccare nè noi, nè i tifosi, nè l'ambiente. Rimaniamo con i piedi per terra perchè la strada è ancora lunga, celebriamo nel momento in cui abbiamo qualcosa in mano. A me hanno sempre insegnato che prima di parlare meglio prima vincere, e poi parlare. E' giusto, ripeto, che ci siano delle celebrazioni perchè stiamo facendo un qualcosa di straordinario, che è sotto gli occhi di tutti; però è anche una prova nei confronti miei, nei confronti dell'ambiente, nei confronti della società, nei confronti dei calciatori, nei confronti dei tifosi, affinchè questo non ci debba disturbare".
Può essere un vantaggio giocare sul sintetico tutte e due queste partite?
"Guarda, è un po' come il discorso delle partite facili: facile è sempre dopo, quando hai vinto: sarà un vantaggio se dopo queste due partite avremo vinto, altrimenti sarà stato uno svantaggio".
Altri allenatori si sono cimentati nel dare delle percentuali su quale può essere la mano di un allenatore in una squadra. Quanto incide un allenatore secondo te, quando le cose vanno bene e non vanno bene?
"Io penso che l'allenatore comunque debba seguire una strada, debba tracciare una strada. Come? Portando comunque un'idea di gioco, portando organizzazione, cercando di portare delle competenze, cercando di portare il proprio metodo. Detto questo, come ho detto anche precedentemente, l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori, perchè ogni allenatore può avere qualsiasi idea in testa di calcio, un metodo eccezionale, gestione straordinaria, ma se non trovi poi la disponibilità da parte dei calciatori sei nulla, sei zero, perchè ti viene tutto annullato. E' come se io volessi portare la macchina, ma la macchina è sempre ferma; la macchina sono i calciatori, la macchina è la cosa più importante, il motore sono loro, ed è inevitabile che poi ci voglia anche qualcuno che in determinati momenti si assuma la responsabilità della guida e che indichi la strada; però il calciatore è fondamentale affinchè vengano esaltate - se ci sono - delle caratteristiche e delle doti di un allenatore".
Secondo lei per certi versi questa è una stagione ripetibile?
"Questo non lo so perchè non possiamo conoscere il nostro futuro. A stento cerchiamo di conoscere il presente quotidianamente. Dico comunque che è una stagione straordinaria: i numeri che abbiamo fatto sono al di là delle più rosee previsioni, al di là del fatto che arriviamo da due settimi posti, perchè sono numeri comunque straordinario. Questo non lo so, è inevitabile che si cerca sempre di migliorare e di migliorarsi. Cerchiamo di finire bene questo campionato, sapendo di aver fatto qualcosa di straordinario, però adesso c'è la possibilità di fare qualcosa di super straordinario, qualcosa che avrebbe dell'incredibile e che dovrebbe riempire di soddisfazione tutti noi, società, tifosi, ambiente, perchè significa essere tornati nel gota del calcio, nazionale ed europeo".
Visto che ci sono due partite ravvicinate, pensi di fare un po' di turnover in vista di domenica? Poi ti volevo chiedere: da qui al 13 maggio che cos'è la più grande paura? Temi più voi o gli avversari?
"Partiamo da un presupposto, perchè è la seconda volta che sento la parola paura: la paura per noi non deve esistere. E se io per primo dovessi aver paura di qualcosa, manderei dei messaggi negativi ai miei calciatori. Diciamo che curiamo con attenzione l'evolversi delle vicende, nel senso che di settimana in settimana si passa anche a situazioni non belle, a celebrazioni, e io devo essere attento, assieme ai calciatori, a curare questi particolari, a vivere i momenti, a cercare di dare input sempre giusti, considerando anche quello che arriva dall'esterno. E noi dobbiamo essere bravi a gestire queste situazioni perchè una grande squadra gestisce le situazioni sia positive che negative, che ci sono all'interno e che arrivano dall'esterno. Noi in questo momento dobbiamo essere molto bravi a gestire quello che ci arriva dall'esterno, molto molto bravi. Turnover...guarda, la squadra sta bene, quindi tutte le scelte che faccio, le faccio per vincere la partita; se cambio qualcosa, lo cambio per squalifica o perchè magari voglio avere qualcosa di più in fase offensiva, qualcosa di più in fase difensiva, quindi tra virgolette, è un turnover per vincere. Sceglierò sempre la formazione migliore, quella che mi dà maggiori garanzie da un punto di vista tecnico-tattico, fisico, di atteggiamento, di tutto, tenendo conto di noi, tenendo conto anche degli avversari, dove possiamo fargli male, dove dobbiamo stare attenti".
Tu dici: "Possiamo entrare nella storia". Ma tu ci sei già entrato bruciando dei record particolari: hai raggiunto Bernardini, puoi raggiungere Capello che ha fatto un qualcosa di storico vent'anni fa. Volevo sapere se queste statistiche ti lasciano indifferente oppure se è un motivo d'orgoglio particolare? Poi, avendo risollevato una Juve che hai raccolto in grave difficoltà, ti ritieni più utile come psicologo o come tattico?
"Guarda, i numeri sono importanti, i numeri li leggo anch'io, quindi essere accostati ad allenatori che hanno fatto qualcosa di straordinario come Bernardini, come Capello, come Lippi, sicuramente, deve riempire d'orgoglio tutti noi, perchè non è che il record o i numeri li fa l'allenatore, li fa la squadra e quindi noi dobbiamo essere molto contenti, molto orgogliosi e dobbiamo avere grandi soddisfazioni sotto questo punto di vista. Ti dico la sincera verità, che se questi numeri vengono accompagnati da una vittoria, allora sono numeri che rimangono ancora più nella storia, altrimenti sono numeri che sì, fanno piacere, però, diranno 'non si è vinto'. E hanno ragione, perchè alla fine conta vincere, conta chi arriva primo. Dico sempre ai ragazzi... io parlo di me e delle miei esperienze...dico ai ragazzi, 'io ho perso una finale di Coppa del Mondo, una finale di Coppa Europa, ma non si ricorda nessuno che io c'ero contro il Brasile o contro la Francia. Ci si ricorda di chi ha vinto. Alla Juventus ci si ricorda perchè ho vinto cinque scudetti. Sono arrivato anche cinque volte secondo, ma me lo ricordo io, non se lo ricorda nessuno'. Questa è la legge, chi vince, scrive. Chi arriva secondo ha fatto un buon campionato, ma non ha fatto la storia. E questo per noi dev'essere di uno stimolo feroce per cercare di centrare il traguardo, l'obiettivo, il sogno. Psicologo o tattico... un allenatore deve essere tutto. L'allenatore di oggi dev'essere tutto, deve avere un'idea di gioco, deve avere un proprio metodo, deve avere gestione del gruppo, gestione dei media, gestione rapporti con la società; non è facile, non è facile, perchè non è facile: un allenatore moderno deve essere un mix di tutto, non puoi primeggiare su qualcosa, nel senso che magari puoi essere portato ad avere delle attitudini, ma devi essere completo su tutto, perchè il calcio di adesso, soprattutto, il calcio internazionale, non ti lascia la possibilità di essere ignorante"
(redazione TuttoJuve.com).
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Conte - Allenatore
CONTE show in conferenza: "Vittoria dedicata ad Andrea Fortunato. Ora spero ci sia più affetto verso Borriello". Poi attacca un giornalista interista: "Dici fesserie"![]()
25.04.2012 23:25 di Redazione TuttoJuve
Spumeggiante come sempre la conferenza stampa post-partita di Antonio Conte. TuttoJuve.com l'ha trascritta integralmente:
Sullo 0-0 quali erano le tue sensazioni? Poi volevo chiederti se l'imprecisione di alcuni giocatori era dovuta ad un po' di stanchezza o di tensione...
"Io penso che oggi solo una grande squadra poteva uscire vittoriosa da questa partita. Abbiamo incontrato una squadra che praticamente ha fatto una partita super super difensiva, con grandissima applicazione, con grandissimo coraggio, con grandissima determinazione, quindi non era facile e noi siamo stati bravi ad essere pazienti, a non perdere la testa, a rimanere con le distanze giuste e poi alla fine - dagli e dagli - abbiamo trovato il gol. Non dimentichiamo che anche oggi Buffon non si è sporcato i guanti. Se poi ci si aspetta che si passeggi la domenica nei confronti degli avversari, non è il campionato italiano questo, assolutamente. Veniamo dalla partita di ieri, Barcellona-Chelsea, quindi... per chi deve costruire gioco è molto molto più facile, tra virgolette: nel senso che è molto più difficile, molto più facile per chi deve difendersi. Penso che questa fosse la tattica adottata dal Cesena e forse era l'unica tattica. Complimenti ai ragazzi, perchè hanno affrontato una partita molto molto dura, contro un avversario con grandissime motivazioni, che ha fatto una partita difensiva di grandissimo livello. Lo stato d'animo...ripeto, io sarei stato comunque sereno, perchè i ragazzi avevano dato tutto. E quando danno tutto, noi non dobbiamo avere rimpianti. Oggi rimpianti non ce n'erano, perchè dal primo minuto abbiamo messo il Cesena nella propria metà campo; a volte magari tiri e fai gol subito come successo con la Roma, e poi dilaghi. Oggi, non siamo riusciti a far gol subito e lo abbiamo fatto alla fine, però l'importante è averlo fatto".
Borriello ha segnato e ti è venuto a cercare con grande intensità. Un tuo commento sul comportamento di questo ragazzo, anche in settimana. E poi volevo chiederti se chiederai alla società di confermarlo, visto che è in prestito...
"Sono contento sempre per la squadra, ma a questo giro sono molto contento che abbia fatto gol Marco, non tanto per il calciatore, più per l'uomo, perchè è un ragazzo che è arrivato a gennaio e c'era un po' di malumore. Lui è arrivato con una condizione fisica molto molto precaria, quindi ha trovato un gruppo che andava a duemila e si è dovuto rimettere in discussione sotto tutti i punti di vista. Ha lavorato con umiltà, in silenzio, con grande applicazione e quindi gli va dato merito di questo. E io sono molto contento che oggi lui abbia fatto gol. Mi auguro anche che questo gol dia un po' di affetto in più a Marco, perchè come gli altri ricevono l'affetto, Marco è un calciatore nostro ed è giusto che anche Marco Borriello riceva l'affetto. Oggi lui ci ha fatto fare un passo importantissimo, come magari altre volte hanno fatto altri. E mi auguro che ci sia più affetto nei confronti di Borriello, di un giocatore che comunque per noi sta dando l'anima".
Chiederai di confermarlo per il prossimo anno...
"Il prossimo anno... pensiamo a quest'anno che già siamo belli carichi".
Salve mister. Prima di tutto le porto i saluti di Giancarlo Magrini...
"Grazie, grandissimo".
Ci siamo sentiti quando lei era a Bergamo. Nella mia trasmissione le proposi di venire all'Inter e lei mi disse che era ben felice di poter allenare l'Inter. Ma quest'anno non l'ha trattata bene l'Inter. Ma al di là di questo, lei spesso dice che la Juve è un miracolo. Ma i miracoli vengono dai giocatori bravi e lei ne ha bravi. Quindi lei insiste nel dire che se vincesse il campionato la Juve sarebbe un miracolo. Poi le dico un'altra cosa, me lo accetti, non faccio del gossip: lei ne ha già vinti due di campionati, ma le esternazioni che ha mentre fa gol... bacia, abbraccia... non era mai successo, io l'ho seguita anche quando era a Bari, a Siena. Forse è l'ambiente Juve che le dà questa carica?
"No, sta dicendo una fesseria. Mi dispiace, sta dicendo un fesseria, significa che lei non mi ha seguito".
No, io l'ho seguita...
"Io ero così a Bari, ero così ad Arezzo, ero così a Siena, ero così all'Atalanta, mi dispiace".
Le esternazione come quest'anno non le ho mai viste...
"Mi dispiace, allora significa che non mi ha seguito".
Lei non lo accetta...
"Assolutamente. Ma a parte che non capisco dove vuole arrivare, tra virgolette... capito? Comunque ribadisco che l'allenatore Conte a Siena non era conosciuto perchè il Siena è una piccola realtà, il Bari è una piccola realtà. Io mi sono sempre comportato ed ho sempre parlato in una determinata maniera. Adesso sono alla Juve e mi viene dato risalto a questo. Stia tranquillo che se domani andrò in un'altra squadra, Conte è questo; se andrò nella sua amata Inter, Conte sarà questo. Capisce?".
Che effetto ti fa vedere lo scudetto così vicino, o comunque non così lontano com'era fino ad un po' di tempo fa?
"Guarda, mancano ancora quattro giornate da qui alla fine e quindi bisogna viaggiare nella giusta maniera, prendendo partita in partita, quindi la nostra partita della vita sarà quella di Novara, contro un'altra squadra che rischia di retrocedere. E oggi ci deve fare far capire la difficoltà che incontreremo da qui fino alla fine, perchè incontreremo squadre che vorranno dimostrare, che vorranno metterci il bastone fra le ruote".
Una curiosità sui rigori. A questo punto, cosa farete? Esercitazioni specifiche o farete entrare Del Piero all'improvviso, come accade in altri sport per tirare...
"La cosa curiosa è che noi ci alleniamo sui rigori, dico la verità. Però, dico anche che se la conseguenza di un rigore sbagliato è la vittoria, ci sarà l'obbligo per chi si presenta sul dischetto la prossima volta di sbagliarlo".
Ok, grazie
"(La conferenza è finita, ma Conte riprende la parola). Volevo dedicare questa vittoria ad Andrea Fortunato. Ho avuto il piacere di essere suo compagno e di dividere con gioie e dolori nella nostra parentesi juventina. Siccome oggi ricorre l'anniversario, volevo dedicare la vittoria ad Andrea".
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Conte - Allenatore
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CONTE a Juve Channel: "Vicini a coronare un sogno, abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Domani devono essere il dodicesimo e tredicesimo uomo in campo"
01.05.2012 20:30 di Redazione TuttoJuve
Alla vigilia della gara contro il Lecce, Antonio Conte ha rilasciato una breve intervista esclusiva a "Juventus Channel", mandata in onda nel tg bianconero delle 20:05, "Juventus News". Ecco le sue dichiarazioni, trascritte integralmente da TuttoJuve.com:
Mister, l'effetto bolgia domani sarà ancora più importante. C'è bisogno dell'affetto di tutto il nostro popolo per vincere la gara con il Lecce...
"Sì, sì, abbiamo bisogno del dodicesimo e del tredicesimo uomo in campo, perchè mai come domani non dev'essere il dodicesimo, ma dev'essere il dodicesimo e il tredicesimo. Siamo vicini a coronare un sogno che avrebbe qualcosa di incredibile, abbiamo avuto un supporto fantastico da parte dei tifosi, però adesso deve diventare ancora più forte. E voglio che domani, veramente, il tifoso dal primo minuto al novantacinquesimo sia il dodicesimo e il tredicesimo uomo in campo".
Che gara si aspetta domani sera. Qual è secondo lei il punto di forza del Lecce? Magari la velocità?
"Hanno pregi e difetti. Studiamo le partite, cercando di limitare i pregi ed esaltare i difetti. Anche il Lecce è stato studiato".
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CONTE show in conferenza: "Gol di Muntari? Problemi di Allegri. Il Milan si è fermato da solo. Parlerò alla fine. Lottiamo per qualcosa di magico. Sarebbe uno scudetto paragonabile a quello del Verona"
Il tecnico bianconero: "Lecce motivato come noi, sarà un bel confronto. Pepe ha la caviglia gonfia, Del Piero recuperato, Quagliarella sta benino. Valuteremo. Una buona parola per trattenere Alex e Borriello? Pensiamo al presente".
01.05.2012 14:00 di Redazione TuttoJuve
In questi minuti, al Media Center di Vinovo, il tecnico bianconero, Antonio Conte, sta rispondendo alle numerose domande dei giornalisti nella conferenza stampa della vigilia di Juventus-Lecce. TuttoJuve.com sta trascrivendo integralmente ed in tempo reale le sue dichiarazioni:
Cominciamo proprio dalla partita di domani. Visto che le motivazioni contano tantissimo, si può dire che il Lecce sia l'ultimo vero importante ostacolo verso lo Scudetto?
"No, perchè le partite precedenti insegnano: abbiamo trovato due squadre con grandissime motivazioni, a cercare di far risultato come è giusto che sia. Quindi incontriamo il Lecce, che come noi ha un obiettivo importante. Noi lottiamo per qualcosa di bello, di magico, loro per la salvezza. E quindi sarà sicuramente un bel confronto, tra due squadre che hanno comunque delle grandissime motivazioni".
Volevo sapere se saranno tutti disponibili domani. Rientra Matri dalla squalifica. Le condizioni di Pepe? Alla luce di questo, continuerai sulla strada delle ultime settimane?
"Le condizioni di Pepe... ieri ha fatto ancora allenamento a parte, la caviglia è gonfia. C'è sicuramente da parte sua tanta voglia, tanto entusiasmo di esserci, però bisogna fare delle grandi valutazioni, anche perchè il campionato comunque non finisce domani e ci sono altre due partite più la Coppa Italia. Per il resto, Del Piero ha recuperato dall'affaticamento muscolare che aveva all'adduttore, Quagliarella sta benino, quindi faremo le valutazione necessarie, tenendo conto, come dico sempre, di cosa mi diranno i calciatori. E' un momento importante ed è giusto che ci prendiamo delle responsabilità".
E' più pericoloso l'avversario o sono più pericolose le celebrazioni?
"Noi dobbiamo pensare assolutamente a noi, come dico sempre, anche perchè non abbiamo niente in mano in questo momento, tra virgolette: perchè abbiamo già qualcosa di straordinario in mano che è la card della Champions, che già per noi è qualcosa di straordinario, è già un obiettivo fondamentale centrato; abbiamo la finale di Coppa Italia e in più siamo in corsa per coronare un sogno. Quindi dobbiamo pensare assolutamente a noi, dobbiamo fare corsa su noi stessi, cercando di ottenere il massimo dalla partita di domani, cercando di vincerla".
Un dato già conosciuto è quello del possesso come vostra caratteristica. Ieri guardavo proprio le statistiche: siete stati sempre davanti a tutti gli avversari e siete terzi in Europa. Come hai fatto in così poco tempo, qual è il segreto che ti ha portato a trasmettere questo tipo di gioco? Poi volevo chiederti se ritrovarti il Lecce davanti è un'emozione particolare viste le tue radici, o ormai hai imparato a diluire queste emozioni?
"Sul discorso del possesso palla, è stato subito un concetto ben preciso sin dal primo giorno, quello comunque di voler fare la partita, di avere la palla noi tra i piedi. Mi ha facilitato il compito anche il fatto di avere dei giocatori... Pirlo su tutti, che ha facilità di possesso e permette comunque a tutta la squadra di avere una grande tranquillità da questo punto di vista. Abbiamo lavorato molto su un'idea di gioco, quella di fare la partita, di voler tenere la palla tra i piedi, e tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità dei calciatori, e non mi stancherò mai di ripeterlo. Emozione... nessuna in particolare. Ho imparato nel tempo a scindere le emozioni".
Tra i tanti record che potresti battere, c'è quello di essere il primo a vincere uno scudetto contro Ibrahimovic....
"Guarda, io parlo sempre a cose avvenute, a cose fatte. Mi hanno insegnato che prima si vince e poi si parla".
Vedendo anche fuori tutto l'entusiasmo e gli striscioni per Del Piero: te la sentiresti di mettere una buona parola con la società per fargli fare un altro anno di contratto?
"Guarda, Del Piero è un elemento, è un giocatore straordinario sotto tutti i punti di vista e quest'anno ci sta dando, mi sta dando, una grandissima mano - come dico sempre - sotto tutti i punti di vista. Come non mi stancherò mai di ripetere, pensiamo al presente, perchè il presente è più importante di qualsiasi altra cosa. Quindi pensiamo al presente, cerchiamo di costruire un presente bello e un futuro straordinario".
Hai detto che bisogna pensare al presente, ma io volevo fare una domanda sul futuro, basandoci su delle certezze: la Champions League il prossimo anno ci sarà. Riferendoci agli attaccanti, hanno prolungato Quagliarella e Matri, c'è Vucinic, con ogni probabilità non ci sarà Del Piero e c'è in ballo Borriello. Dopo tutto questo lavoro che hai fatto su Borriello, il fatto che sia arrivato al livello degli altri e che stia dando un contributo importante in questo finale di stagione, nel momento in cui vi siederete al tavolo con la società, chiederai di fare di tutto per trattare con la Roma e per riuscire ad avere Borriello anche il prossimo anno?
"Guarda, ti rispondo per certi versi come ho risposto prima: pensiamo al presente; il presente ci dò l'opportunità di fare qualosa di incredibile, qualcosa di straordinario, qualcosa di impensabile a inizio anno. E se dovessimo vincere, penso che questo sia uno scudetto paragonabile allo scudetto del Verona, perchè io non dimentico e noi non dimentichiamo da dove arriviamo. Quindi pensiamo al presente, concentriamoci per fare qualcosa di straordinario come fu quello scudetto. Anzi, di super straordinario. Noi stiamo costruendo e abbiamo costruito qualcosa di importante, però non perdiamo di vista l'obiettivo, perchè l'obiettivo ancora non è stato raggiunto, un obiettivo insperato, un obiettivo inimmaginabile a inizio campionato, però è lì a portata di mano. Concentriamoci su quello, tutte le altre cose sono cose secondarie, sono cose che affronteremo quando sarà il momento necessario".
Il Lecce fece uno scherzetto alla Roma. Questa Juve, rispetto a quella Roma sembra una macchina da guerra, però che partita si aspetta e a che cosa bisognerà fare attenzione domani?
"In quella partita il Lecce era già retrocesso, mancava una sola partita, ci sono già differenze rispetto al passato. E poi dico anche che c'è la storia per farci tenere le antenne dritte, quindi c'è un'ulteriore indicazione, un dato, che ci deve far capire che nessuna partita è scontata. Inoltre, a differenza di allora, il Lecce si gioca la salvezza in questa partita".
Temi magari il contropiede?
"Prepariamo la partita sapendo pregi e difetti degli avversari, cercando di limitarne i pregi e cercando di esaltarne i difetti".
Allegri non perde mai occasione di tirare in ballo quel famoso episodio di Muntari. Ma secondo te, la differenza tra Juve e Milan, in tutto questo campionato, sta solo in quell'episodio lì?
"Guarda, io ti dico sinceramente, da questa spirale mi tolgo. Mi tolgo perchè rischiamo di andare nella paranoia e nell'ossessione, quindi problemi suoi, assolutamente. Detto questo, a me hanno insegnato sempre a parlare dopo aver vinto. Quindi parlerò nel momento in cui il campionato sarà concluso, al di là della vittoria o della sconfitta. Io qualche chicca... una ve la posso anticipare: si parla tanto del confronto diretto, ma dopo il confronto diretto noi siamo arrivati a giocare due partite a meno sette dal Milan. Se l'è dimenticato qualcuno. Non mi sembra che noi ci siamo messi davanti a frenare la corsa del Milan. E' una chicchetta: aspetto la fine del campionato poi per dire la mia, a bocce ferme, se avremo vinto qualcosa, sulla differenza tra noi e loro. Ma questa è una chicchetta che ogni tanto forse qualcuno si vuole dimenticare. Ma loro si sono trovati prima di Fiorentina-Juve e prima di Juve-Inter a + 7. Poi non è che ci siamo messi noi davanti a frenare il Milan. Si sono fermati. Quindi, che si facciano delle considerazioni opportune e obiettive".
(redazione TuttoJuve.com).
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Buffon mi sa che non l'ha capito tanto il discorsoRUMePERA ha scritto:
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oggi in conferenza stampa ha trasmesso grande serenità. spero che la squadra abbia recepito.
http://www.vecchiasignora.com/topic/226 ... ottimismo/
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Re: Conte - Allenatore
TRENTUNO MAGGIO DUEMILAEUNDICI.
RUMePERA ha scritto:Per la prima volta, dopo Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Delneri, che ho accolto con scetticismo, Antonio Conte ha la mia più totale fiducia.
Spero di non sbagliarmi.
Ben tornato Capitano.
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Ah sì???? SEDICI MAGGIO DUEMILAEUNDICI

Siamo nooo tun tun, siamo nooo tun tuncrash83 ha scritto:Io dico Conte per vincere subito, nel giro di un anno, o almeno per competere.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso